Nuovi cardinali e loro stemmi (o loghi)
Cari amici,
come sapete il Santo Padre Francesco ha nominato domenica scorsa, 9 luglio, dei nuovi Cardinali. Sarà come sempre interessante per noi vedere gli stemmi dei nuovi Cardinali che, nella maggioranza dei casi, saranno i rispettivi preesistenti stemmi vescovili ridisegnati con adeguamento dell'impianto ornamentale in riferimento alla nuova dignità ecclesiastica assunta. Interessante sarà in questi casi notare eventuali modifiche anche all'interno dello scudo circa precedenti usi.
Vorrei qui sottoporvi l'intervento del giornalista Andrea Cionci, che già a suo tempo in questo forum citai in risposta a sue esternazioni circa il mio pensiero e le mie affermazioni (e non solo miei ma anche del mio maestro, il compianto Cardinale di Montezemolo) in campo araldico. Egli si scaglia infatti contro l'emblema utilizzato da uno dei nuovi cardinali, Víctor Manuel Fernández, recentemente chiamato dal Papa a guidare il Dicastero per la Dottrina della Fede. E lo cita come esempio di una presunta "pseudo araldica bergogliana" di cui nessuno tra noi, studiosi e appassionati della materia, potrebbe condividere la reale esistenza.
https://youtu.be/4nC4woOxO10
Dal minuto 3:24 di questo video potrete ascoltare le considerazioni circa l'araldica ecclesiastica del suddetto giornalista, considerazioni che - come in generale quelle circa il Papa regnante e i Cardinali da lui scelti - chiaramente io non condivido affatto. Come ho scritto in un mio commento al video. Tale commento lo riporto qui di seguito:
L'Istituto Araldico Genealogico Italiano del quale io mio onoro esser Vicepresidente sostiene la possibilità di tutti di dotarsi di uno stemma o se preferiscono di un logo. Se questo è possibile per ogni persona (o ente) perché non dovrebbe essere possibile la scelta anche a un Cardinale di Santa Romana Chiesa?
Certamente ognuno di noi potrà considerare preferibile o pensare più adeguata l'una o l'altra forma di emblematica. Ma se un logo è ben realizzato e possibilmente è anche valido dal punto di vista simbolico ed efficace dal punto di vista comunicativo, non sarà forse migliore di uno stemma realizzato male?
Getto qui queste domande non solo come esternazione del mio pensiero (e dello IAGI) ma anche come spunto per un eventuale nostro dibattito al riguardo.
come sapete il Santo Padre Francesco ha nominato domenica scorsa, 9 luglio, dei nuovi Cardinali. Sarà come sempre interessante per noi vedere gli stemmi dei nuovi Cardinali che, nella maggioranza dei casi, saranno i rispettivi preesistenti stemmi vescovili ridisegnati con adeguamento dell'impianto ornamentale in riferimento alla nuova dignità ecclesiastica assunta. Interessante sarà in questi casi notare eventuali modifiche anche all'interno dello scudo circa precedenti usi.
Vorrei qui sottoporvi l'intervento del giornalista Andrea Cionci, che già a suo tempo in questo forum citai in risposta a sue esternazioni circa il mio pensiero e le mie affermazioni (e non solo miei ma anche del mio maestro, il compianto Cardinale di Montezemolo) in campo araldico. Egli si scaglia infatti contro l'emblema utilizzato da uno dei nuovi cardinali, Víctor Manuel Fernández, recentemente chiamato dal Papa a guidare il Dicastero per la Dottrina della Fede. E lo cita come esempio di una presunta "pseudo araldica bergogliana" di cui nessuno tra noi, studiosi e appassionati della materia, potrebbe condividere la reale esistenza.
https://youtu.be/4nC4woOxO10
Dal minuto 3:24 di questo video potrete ascoltare le considerazioni circa l'araldica ecclesiastica del suddetto giornalista, considerazioni che - come in generale quelle circa il Papa regnante e i Cardinali da lui scelti - chiaramente io non condivido affatto. Come ho scritto in un mio commento al video. Tale commento lo riporto qui di seguito:
Gentilissimo dott. Cionci, "quel don Pompili" cui lei si riferisce, non è mai stato critico verso una "pseudo-araldica bergogliana" che lei tematizza. Semplicemente perché un'araldica bergogliana non esiste! Semmai io sono sempre stato contrario - come il mio maestro, il compianto Cardinale di Montezemolo - a un'araldica ecclesiastica di cattivo gusto, cioè a stemmi prelatizi realizzati non secondo le regole e lo stile propri dell'araldica. Ed errori (e orrori) in questo campo purtroppo ci sono sempre stati, anche sotto il pontificato di Papa Benedetto XVI piuttosto che di San Giovanni Paolo II e dei loro predecessori. Come d'altra parte molti vescovi nominati da Papa Francesco e diversi cardinali da lui stesso creati usano degli stemmi belli, ben composti e anche felicemente realizzati dal punto di vista grafico-raffigurativo. Non pochi tra questi ho avuto modo di realizzarli io stesso in questi ultimi dieci anni. Quanto al caso specifico che lei ha indicato, quello dello "stemma" del nuovo Prefetto per la Dottrina della Fede, vorrei ricordare quanto segue. L'ultima norma emanata dalla Chiesa cattolica in campo araldico, risalente al 1969, sotto il pontificato di San Paolo VI, afferma che vescovi e cardinali possono usare uno stemma, ma questo dovrà essere composto in maniera semplice e secondo le regole dell'araldica. "Vescovi e cardinali possono", cioè non sono tenuti. Se sceglieranno di dotarsi di uno stemma (come la maggior parte dei prelati ancora oggi fa) dovranno curare che sia davvero uno stemma: uno scudo, delle figure e degli smalti che lo riempiono, e ornamenti ad accompagnarlo che indichino adeguatamente la dignità e l'ufficio del titolare, ovvero il cappello prelatizio corrispondente e la croce. Se il neo eletto Cardinale al quale lei si riferisce ha preferito dotarsi non di uno stemma ma di un logo, ha fatto una scelta che a lei può piacere o meno, ma è comunque una scelta legittima. E se vuole sapere un mio parere personale, non trattandosi di un emblema che potremmo propriamente definire "stemma" ma di altra forma di emblematica, io trovo sia anche ben ideato e sicuramente migliore di tanti stemmi fatti male che circolano oggi come nel passato. Quindi, al di là delle sue ricerche araldiche e delle sue conclusioni nella scienza del blasone di cui - mi perdonerà la franchezza - non è certo uno specialista, la prego di citare con attenzione quanto io affermo e quanto io scrivo in materia di stemmi. Se poi evitasse di citarmi ancora in futuro le sarei ancora più grato. Per ogni dubbio mi permetto di rinviare al Manuale di Araldica Ecclesiastica che ho pubblicato con il Card. di Montezemolo nel 2014, tradotto poi in inglese, francese e tedesco, e riedito nel 2016. In quel lavoro - di una copia del quale con il Cardinale abbiamo fatto a suo tempo dono al Papa Francesco - è chiaramente indicato il mio pensiero su cosa sia araldicamente corretto e cosa non lo sia. E certamente le sue tesi, dott. Cionci, non trovano nessun appoggio in quell'opera. Cordiali saluti. don Antonio Pompili
L'Istituto Araldico Genealogico Italiano del quale io mio onoro esser Vicepresidente sostiene la possibilità di tutti di dotarsi di uno stemma o se preferiscono di un logo. Se questo è possibile per ogni persona (o ente) perché non dovrebbe essere possibile la scelta anche a un Cardinale di Santa Romana Chiesa?
Certamente ognuno di noi potrà considerare preferibile o pensare più adeguata l'una o l'altra forma di emblematica. Ma se un logo è ben realizzato e possibilmente è anche valido dal punto di vista simbolico ed efficace dal punto di vista comunicativo, non sarà forse migliore di uno stemma realizzato male?
Getto qui queste domande non solo come esternazione del mio pensiero (e dello IAGI) ma anche come spunto per un eventuale nostro dibattito al riguardo.