Diaprato
Gentili Signori
innanzitutto ben ritrovati a tutti e spero abbiate passato delle belle vacanze.
Volevo sottoporre alla vostra attenzione la tesi sull'origine del diaprato nell'araldica, che come tutti ben sapete si può anche chiamare damaschinato, rabescato e ricamato.
Anche se non ho compiuto ricerche nell'araldica islamica, a me sembra che una delle possibilità circa la sua origine è quella di derivare dall'arte araba, magari importata in Europa dalla Spagna, ma siccome qualcuno riporta che il diaprato era solo un modo di abbellire gli scudi un pò ovunque, volevo sapere la vostra opinione appunto sull'origine e sull'uso di questo "ricamo", che poi non so se classificarlo come pezza o altro...
Io farei derivare il rabescato dal verbo rabescare, ovvero ornare di arabeschi, ovvero quei
motivi decorativi tipici dell'arte islamica che ripropone con infinite variazioni e stilizzazioni il tralcio vegetale. Anche i versetti del Corano venivano inseriti come decorazione sulla superficie arabescata, vietando la religione musulmana la riproduzione di figure umane e animali. Derivato dal tralcio classico dell'antichità, l'arabesco appare in periodo omayyade, per giungere a maturità nel periodo abbaside. Eseguito su oggetti e monumenti di ogni genere, si diffuse in tutti i Paesi musulmani. Il termine è passato a indicare genericamente decorazioni lineari stilizzate e intrecciate di elementi vegetali o geometrici, presenti fin dal tardo antico e nell'arte barbarica. Vengono considerati arabeschi anche le grottesche, che nel Rinascimento furono assunte come riempitivo, bordura o tema fondamentale. Il termine ha assunto anche il significato figurato di composizione bizzarra e fantasiosa di linee intrecciate; ghirigoro.
Ordunque la questione che pongo è: il diaprato è di origine islamica o no?
Cordiali saluti.
innanzitutto ben ritrovati a tutti e spero abbiate passato delle belle vacanze.
Volevo sottoporre alla vostra attenzione la tesi sull'origine del diaprato nell'araldica, che come tutti ben sapete si può anche chiamare damaschinato, rabescato e ricamato.
Anche se non ho compiuto ricerche nell'araldica islamica, a me sembra che una delle possibilità circa la sua origine è quella di derivare dall'arte araba, magari importata in Europa dalla Spagna, ma siccome qualcuno riporta che il diaprato era solo un modo di abbellire gli scudi un pò ovunque, volevo sapere la vostra opinione appunto sull'origine e sull'uso di questo "ricamo", che poi non so se classificarlo come pezza o altro...
Io farei derivare il rabescato dal verbo rabescare, ovvero ornare di arabeschi, ovvero quei
motivi decorativi tipici dell'arte islamica che ripropone con infinite variazioni e stilizzazioni il tralcio vegetale. Anche i versetti del Corano venivano inseriti come decorazione sulla superficie arabescata, vietando la religione musulmana la riproduzione di figure umane e animali. Derivato dal tralcio classico dell'antichità, l'arabesco appare in periodo omayyade, per giungere a maturità nel periodo abbaside. Eseguito su oggetti e monumenti di ogni genere, si diffuse in tutti i Paesi musulmani. Il termine è passato a indicare genericamente decorazioni lineari stilizzate e intrecciate di elementi vegetali o geometrici, presenti fin dal tardo antico e nell'arte barbarica. Vengono considerati arabeschi anche le grottesche, che nel Rinascimento furono assunte come riempitivo, bordura o tema fondamentale. Il termine ha assunto anche il significato figurato di composizione bizzarra e fantasiosa di linee intrecciate; ghirigoro.
Ordunque la questione che pongo è: il diaprato è di origine islamica o no?
Cordiali saluti.