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prima stampa mondiale Divina Commedia

MessaggioInviato: martedì 16 novembre 2021, 14:39
da pierluigic
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ho trovato una cosa interessante
Interessa non tantissimo l'araldica pero' sarebbe utile per me sapere il vostro parere e se qualcuno di voi puo' aggiungere qualcosa o comunque suggerirmi qualcosa Quindi non e' proprio una domanda ma una ricerca di stimoli

La prima edizione a stampa della divina commedia e' stata fatta a Foligno nel 1472
Quell'anno vi furono altre due edizioni in Italia ma quella di Foligno e' la prima
Di questa edizione furono stampate 800 copie ne rimangono sembra 33 ( ho rintracciato le immagini di 7 )

Ho trovato su internet l'immagine di uno di questi incunaboli con lo stemma ( abbastanza probabile ) dei Carnesecchi fiorentini partito con una leonessa
La leonessa e' detta da alcuni studiosi quella di San Miniato
( E potrebbe riallacciarsi ad una concessione del 1491 fatta ad un ramo dei Carnesecchi dal Comune di San Miniato al tedesco di utilizzare nello stemma la leonessa bianca -----------pero' venti anni dopo l'edizione dell'opera )

Lo stemma sulla Divina Commedia e' uno schizzo grossolano con inchiostro nero e se e' lo stemma dei Carnesecchi presenta invece delle bande delle barre
anche la leonessa non e' nella posizione abituale e sembra impugnare piu' una mazza che uno stocco

Nell'interessarmi della cosa mi e' parso di notare ( una particolare scelta editoriale che non conoscevo ) che la stampa pare essere stata concepita per la futura personalizzazione dell'acquirente con miniatura dei capiversi ed eventuali stemmi

Per cui le copie mancanti di capoverso potrebbero significare copie invendute

La societa' editrice non ebbe successo visto che naufrago' nei debiti



La copia di cui parlo e' la piu bella di quelle rintracciate ed e' purtroppo in Inghilterra

http://www.carnesecchi.eu/divcomtotaleminiato1.jpg

http://www.carnesecchi.eu/divcom7.jpg

http://www.carnesecchi.eu/divcompulita1.jpg

grazie per qualunque spunto
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Re: prima stampa mondiale Divina Commedia

MessaggioInviato: martedì 16 novembre 2021, 19:25
da pierluigic
-
aggiungo

una copia miniata ma priva di stemma :

http://www.carnesecchi.eu/capoverso6.jpeg

a me sembra di poter capire che il libro era dato alle stampe in modo da poter essere miniato successivamente a volonta' dell'acquirente
Quindi le copie pulite debbano considerarsi invendute
Azzardando e' possibile che alcune copie siano state acquistate da miniatori . Miniate lasciando in bianco lo stemma e successivamente proposte all'acquisto
Sarebbe una situazione molto stimolante
E' condivisibile ??



Per quanto riguarda lo stemma sono piu' propenso ad uno stemma matrimoniale ( ad esempio donna Bonaccorsi corazzai . Matrimonio di cui pero' non ho attualmente notizia )

Una cosa che mi puo' aiutare e che non ho mai chiesto agli esperti

conoscete uno stemma che possa essere confuso con quello gia' tante volte proposto?

http://www.carnesecchi.eu/BeWeBzanobi5.jpg

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Re: prima stampa mondiale Divina Commedia

MessaggioInviato: mercoledì 17 novembre 2021, 14:27
da Tilius
pierluigic ha scritto:a me sembra di poter capire che il libro era dato alle stampe in modo da poter essere miniato successivamente a volonta' dell'acquirente

questo è corretto (infatti i Capilettera era assenti e lasciati liberi)
pierluigic ha scritto:Quindi le copie pulite debbano considerarsi invendute

più semplicemente, chi le acquistò non si prese la briga (perché non gli interessava e/o non voleva affrontarne il costo) di farle miniare
pierluigic ha scritto:Azzardando e' possibile che alcune copie siano state acquistate da miniatori . Miniate lasciando in bianco lo stemma e successivamente proposte all'acquisto

questo non è coerente con la prassi nota (i miniatori lavoravano sempre su commissione) nè sarebbe molto sensato: se si lavora senza avere la certezza dell'acquirente, si rischia di buttare mesi di lavoro.
Assai più facile che sia un altro il motivo per cui quello stemma pare essere solo abbozzato e forse da mano anche significativamente successiva alla miniatura del testo.
Anche perché, anche ipotizzando un deliberato "lasciare in bianco" lo spazio dello stemma in attesa di un completamento "a vendita conclusa", la cosa comunque non aiuta a spiegare perché lo stemma venne aggiunto in modo così sbrigativo, a malapena abbozzato.

Re: prima stampa mondiale Divina Commedia

MessaggioInviato: mercoledì 17 novembre 2021, 19:15
da pierluigic
Grazie
c'e' stato un fraintendimento
come mi capita, seguo il mio pensiero e non ho spiegato sufficientemente cio' che avevo in testa
lo stemma abbozzato dei carnesecchi e' in seconda linea ( la mia curiosita' al proposito e' solo se lo stemma Carnesecchi puo' essere confuso con quello di qualche altra famiglia ) ci possono essere piu' motivi per giustificare quella bozza nessuno dimostrabile
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Non conosco l'editoria del tempo ed ho cercato di capire il progetto degli editori e mi e' parso curioso
d'altro canto era prevedibile vi fosse una fase intermedia
il gusto del pubblico ( una platea ristretta ) era abituato a manoscritti impreziositi da miniature
gia' definire la tiratura da dare a un'opera stampata era un azzardo

dunque sono 33 le copie rimaste
io mi sono avvicinato alla cosa attratto dallo stemma carnesecchiano
poi mi e' balenato che la cosa potesse avere alla base una fase produttiva curiosa

ho trovato al momento una decina di copie

Siamo a venti anni dalle prime opere a stampa con un pubblico che vede nel libro un oggetto prezioso aldila' del contenuto
So che talune copisterie di amanuensi a quei tempi erano gia' da considerarsi industrie editoriali , non ho conoscenza di quanto lavorassero sul venduto e di quanto affrontassero il rischio d'impresa con creazione di scorte di magazzino o la distribuzione ai cartolai in conto vendita

Johannes Neumeister era di base un copista
Costituì a Foligno una società . Insieme a lui i fratelli Mariotto ed Emiliano Orfini, nobili imprenditori folignati. Emiliano, vista la sua attività di orafo e di zecchiere pontificio, con le sue capacità incisorie, disegnò le lettere e caratteri necessari per la stampa. Nacque così la prima società tipografica, che stampò, nel 1470, il ‘De bello italico adversus Gothos' di Leonardo Bruni e l'anno seguente, nel 1471, le ‘Epistolae ad familiares' di Marco Tullio Cicerone.
Unitosi a loro Evangelista Angelini di Trevi, notaio e figlio di notaio , abitante in Foligno, si dedicarono a stampare 800 copie della Divina Commedia di Dante Alighieri, il che avvenne nei locali della casa dell'Orfini


La cosa che mi ha colpito e' la copia priva totalmente di elementi decorativi e di capoversi che mi ha portato a pensare che questo fosse lo scarno risultato che gli stampatori volevano ottenere dalla stampa
Faccio pero' fatica a concepire un progetto editoriale che si limitasse solo ad una stampa cosi incompleta
Sarebbe stato piu' semplice fare qualcosa di gia' stampato in tutte le sue parti e semplicemente provare a venderlo

Ho immaginato avessero pianificato quindi un progetto in cui la stampa sostituiva solo il copista: Una fase di transizione nella storia dell'editoria
[url]
http://www.carnesecchi.eu/divcompulita1.jpg[/url]

Ed ho visto copie con i soli capoversi costruiti in maniera molto semplice e con miniature scarne ( l'edizione economica ? )

http://www.carnesecchi.eu/capoverso1.JPG

http://www.carnesecchi.eu/capoverso2.jpg

http://www.carnesecchi.eu/capoverso5.jpg

Quindi ho trovato queste due : qualcosa di piu' elaborato e con lo spazio per lo stemma in bianco ( edizione d'elite con optional )
Ed ho immaginato qualcuno che volesse speculare sul valore aggiunto di una miniatura complessa ( miniatore o libraio )

http://www.carnesecchi.eu/capoverso6.jpeg

http://www.carnesecchi.eu/divcomsenza.jpg

L'unica copia ( che al momento ho ritrovato ) con stemma seppur abbozzato e' quella col presunto stemma Carnesecchi

Come dicevo mi pare una fase di transizione nella storia dell'editoria , naufragata nell'insuccesso ed abbandonata ma interessante


Tornando allo stemma che mi ha spinto a queste considerazioni :

Mi ha colpito per via delle barre al posto delle bande che mi portava ad escludere che l'autore dello schizzo fosse un Carnesecchi ( a meno che lo stemma non sia di un'altra famiglia )
Ho pensato ad un regalo di nozze alla fine non concretizzatosi ( ma i motivi della bozza possono essere i piu' disparati )

I redattori della scheda del CERL sull'incunabolo pensano ai Carnesecchi e alla leonessa di San Miniato per via di una concessione fatta a Matteo Carnesecchi nel 1491.
Ma la cosa che mi disturba e' la distanza cronologica 1472--1491 ed il fatto che la leonessa di San Miniato impugna uno stocco (nella bozza mi pare piu' una mazza)
E propendo per uno stemma matrimoniale Ad esempio un uomo Carnesecchi con una donna dei Bonaccorsi corazzai anch'essi di San Giovanni / Drago con data vicina al 1472
Matrimonio di cui al momento non ho pero' conoscenza ma che dovrebbe comunque prevedere nascite 73..76

Re: prima stampa mondiale Divina Commedia

MessaggioInviato: venerdì 19 novembre 2021, 8:48
da Tilius
pierluigic ha scritto:Faccio pero' fatica a concepire un progetto editoriale che si limitasse solo ad una stampa cosi incompleta
Sarebbe stato piu' semplice fare qualcosa di gia' stampato in tutte le sue parti e semplicemente provare a venderlo

Siamo sul crinale di un cambio di gusto.
All'epoca andavano ancora tantissimo i manoscritti miniati, e i primi libri a stampa erano un succedaneo del testo manoscritto, ma non della parte miniata, che rimaneva eseguita a mano (e a carico dell'acquirente del libro, il quale si rivolgeva ad artigiani specializzati).
Il primo libro a stampa aveva pertanto spessissimo tale impostazione: non era incompleto, era semplicemente predisposto per essere miniato (cosa che per l'acquirente era - in quegli anni - totalmente naturale e quasi scontata).
La stessa Bibbia di Gutenberg aveva i capolettera assenti, con relativo spazio nel testo per poterli miniare.
Di lì a pochissimi anni, il gusto cambiera radicalmente, e il libro comincerà ad essere stampato sempre nella forma "completa" che oggi ci sembra ovvia.

Re: prima stampa mondiale Divina Commedia

MessaggioInviato: venerdì 19 novembre 2021, 9:25
da pierluigic
.
si infatti :
Siamo sul crinale di un cambio di gusto.
All'epoca andavano ancora tantissimo i manoscritti miniati, e i primi libri a stampa erano un succedaneo del testo manoscritto, ma non della parte miniata, che rimaneva eseguita a mano (e a carico dell'acquirente del libro, il quale si rivolgeva ad artigiani specializzati).
Il primo libro a stampa aveva pertanto spessissimo tale impostazione: non era incompleto, era semplicemente predisposto per essere miniato (cosa che per l'acquirente era - in quegli anni - totalmente naturale e quasi scontata).
La stessa Bibbia di Gutenberg aveva i capolettera assenti, con relativo spazio nel testo per poterli miniare.
Di lì a pochissimi anni, il gusto cambiera radicalmente, e il libro comincerà ad essere stampato sempre nella forma "completa" che oggi ci sembra ovvia.

la sua e' insieme la spiegazione e la sintesi perfetta di questo post

che oggi ci sembra ovvia

e' poi una considerazione decisamente importante
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