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Lambello (non capo d'Angiò)

MessaggioInviato: giovedì 28 ottobre 2021, 9:32
da alfabravo
Il lambello era emblema dei guelfi.
Per favore, vorrei sapere con quale criterio veniva stabilito il numero dei pendenti: vedo che variano da tre a sei.

Grazie per le risposte

alfabravo

Re: Lambello (non capo d'Angiò)

MessaggioInviato: venerdì 29 ottobre 2021, 10:03
da vugiemme
Sul manuale Von volbort si dice che i labelli sono usati dai figli quando il capofamiglia è ancora regnante.
Ricordo che anche i rami cadetti li avevano in uso, ma sinceramente non ricordo.

Re: Lambello (non capo d'Angiò)

MessaggioInviato: venerdì 29 ottobre 2021, 21:42
da Nunkij
Il lambello è una pezza araldica che col tempo è stata usata come brisura per distinguere lo stemma del capofamiglia da quello dell'erede quando il primo era ancora in vita. Si pone in capo, posizione che non si blasona in quanto standard. A questo proposito M. Pastoureau spiega che una sua origine può essere riferita a una particolare decorazione per gualdrappa o armatura usata durante un torneo quando vi partecipavano padre e figlio provvisti dello stesso stemma.
Come tanti elementi araldici non è utilizzata solo per questo scopo ma anche come una semplice pezza araldica senza precisi significati.
Non ho mai trovato una particolare giustificazione al numero di pendenti in nessuno dei testi che ho studiato.
Attenzione a dare precicsi significati oggettivi agli elementi araldici perché le regole rigide sono poche e anche loro hanno numerose eccezioni. Potrebbe, quindi, non esserci alcun criterio che sia diverso da quello dell'armonia grafica al numero dei pendenti di un lambello.
Posso, infine, chiederle quale sia la fonte del fatto che sia un emblema dei guelfi?

Re: Lambello (non capo d'Angiò)

MessaggioInviato: sabato 30 ottobre 2021, 14:28
da alfabravo
Cito un paio di fonti:

Marcantonio Ginanni in "Arte del blasone dichiarata per alfabeto" (Venezia, 1756) scrive: «Molte Famiglie in Italia lo aggiunsero all'Arme proprie per dimostrarsi di Parte Guelfa, ed affezionati a Carlo I. Re di Napoli, o lo ebbero da esso in dono, ovvero lo fu dal Re Ruberto conceduto».

Goffredo di Crollalanza, nella sua "Enciclopedia araldico-cavalleresca" (Pisa, 1886) scrive: «In Italia, ove l'uso del lambello s'introdusse nel 1265 alla venuta di Carlo I d'Angiò fu distintivo di parte guelfa e concesso dai re di Napoli a famiglie a loro devote insieme coi gigli d'oro nel capo d'azzuro»

alfabravo

Re: Lambello (non capo d'Angiò)

MessaggioInviato: sabato 30 ottobre 2021, 21:29
da egometta
alfabravo ha scritto:Goffredo di Crollalanza, nella sua "Enciclopedia araldico-cavalleresca" (Pisa, 1886) scrive: «In Italia, ove l'uso del lambello s'introdusse nel 1265 alla venuta di Carlo I d'Angiò fu distintivo di parte guelfa e concesso dai re di Napoli a famiglie a loro devote insieme coi gigli d'oro nel capo d'azzuro»

Che tradotto significa 'capo d'Angiò' , non 'lambello nudo e crudo'