Pagina 1 di 1

Novità negli stemmi postconciliari

MessaggioInviato: lunedì 11 ottobre 2021, 7:56
da Primo
Chiedo al Forum se sia corretto che un Cardinale di Santa Romana Chiesa possa avere uno stemma araldico con le foto, tra l'altro prese non si sa dove. Si tratta del novello cardinale del Messico, già Vescovo di Hueheutenango: Alvaro Leonel Ramazzini Imeri. Nelle immagini inserite nello scudo araldico e che penso escano dal sottostante libro aperto si intravede una costa marina, una piramide Azteca, una chiesa con torri ed in ultimo una foto di NSGC (non autografata [bangin.gif] ).

grazie
Primo Contardi

Re: Novità negli stemmi postconciliari

MessaggioInviato: lunedì 11 ottobre 2021, 14:52
da Nunkij
Non so bene se sia "corretto" in quanto tale concetto mi è un po' oscuro. Uno stemma corretto è uno stemma approvato da un'autorità che ne verifica le regole araldiche? E se questa autorità non lo fa si può ugualmente usare? Sono domande che mi sono venute in mente quando ho iniziato a studiare l'araldica civica italiana piena di idee strampalate e del tutto anti-araldiche.
La cosa peggiore è che quando ho visto per la prima volta lo stemma del cardinale su un gruppo social qualche giorno fa non mi sono meravigliato più di tanto. Questo perché esistono delle scelte davvero discutibili riguardo agli stemmi civici o personali, specie in paesi la cui tradizione araldica è più recente.
Su Facebook si trova una vera e propria "hall of shame" che dopo avermi traumatizzato ai primi tempi, mi ha preparato ad aspettarmi qualsiasi cosa! [bangin.gif]

Re: Novità negli stemmi postconciliari

MessaggioInviato: lunedì 11 ottobre 2021, 22:00
da Antonio Pompili
Premesso che avrei difficoltà a chiamare "stemma" una composizione in cui lo scudo è riempito da un accostamento di fotografie, questa composizione oltre a essere ben lontana dal più autentico spirito araldico e dalle più consolidate consuetudini del blasone, è anche fortemente errata dal punto di vista della legislazione ecclesiastica relativa agli stemmi prelatizi. Non solo una mitria completata dai cordoni e dai fiocchi rossi del galero non esiste né potrebbe esistere (nella realtà) - il che non sarebbe di per sé fatto assolutamente decisivo per evitare di rappresentarla... - ma per i cardinali la Chiesa ha stabilito l'uso del cappello come proprio (e unico) contrassegno già dal XVII secolo (mentre il numero dei fiocchi sarà fissato solo nel 1832).

Ora, se si fosse voluto creare un contrassegno ad hoc per indicare l'appartenenza del titolare a un determinato rito diverso da quello latino, come ad esempio fece a suo tempo il compianto Cardinale di Montezemolo per lo stemma del Cardinale Ignace Moussa I Daoud, ideando l'accostamento dei cordoni e dei fiocchi rossi al copricapo caratteristico (kallusé) del rito siriano (pure nella composizione araldica mutato nel colore dal nero al rosso), questo avrebbe avuto un senso.
Immagine

Ma se aggiungiamo che nel 1969 è stato decretato il divieto di rappresentare la mitria (e il pastorale) negli stemmi di vescovi e cardinali, la giustapposizione tra mitria e fiocchi propri del galero è a dir poco improbabile... Anche per la natura decisamente diversa delle due insegne il loro accostamento stride: la mitria è copricapo liturgico, il galero (con i suoi fiocchi) no.

Re: Novità negli stemmi postconciliari

MessaggioInviato: martedì 12 ottobre 2021, 13:22
da Romegas
Penso che ormai siamo alla deriva, non solo del buon gusto e dell'estetica.

Re: Novità negli stemmi postconciliari

MessaggioInviato: martedì 12 ottobre 2021, 16:36
da Nunkij
Ma come funziona l'aspetto delle regole? Cioè un cardinale che sceglie questo stemma deve farselo approvare prima di poterlo usare oppure può usarlo direttamente? E nel caso gli può essere vietato di usarlo o fatto modificare in quanto non conforme alle regole?

Re: Novità negli stemmi postconciliari

MessaggioInviato: mercoledì 13 ottobre 2021, 8:27
da Giorgio Aldrighetti
Con “L’Istruzione “Ut sive sollicite”, sulle vesti, i titoli e gli stemmi dei cardinali, dei vescovi e dei prelati inferiori” del 31 marzo 1969, a firma del cardinale segretario di Stato Amleto Cicognani, all’art. 28 si recita testualmente: “Ai cardinali e ai vescovi è permesso l’uso dello stemma. La configurazione di tale stemma dovrà essere conforme alle norme che regolano l’araldica e risultare opportunamente semplice e chiaro. Dallo stemma si tolgono sia il pastorale che la mitra”. Sono passati esattamente cinquant’anni da tale “Istruzione” e in questo prosieguo di tempo il numero degli araldisti si è inesorabilmente ridotto, diventando, ai giorni nostri, uno sparuto numero. Ne consegue che l’ideazione dei nuovi stemmi ecclesiastici viene - per lo più - affidata a persone che poco o nulla conoscono dell’Araldica e delle sue non semplici regole e norme . A tal riguardo, un collega araldista, così scrive: “Il problema è che - in maniera sempre più frequente - nell’araldica della Chiesa, la regola che si è andata definendo è che non esistono (o non devono esistere) regole.
Questo è conseguenza del fatto che, in realtà, le regole blasoniche non si conoscono neppure, perché la maggior parte degli stemmi ecclesiastici - ai giorni nostri - è inventata da sedicenti “artisti” o araldisti improvvisati che, nella necessità di “metterci su qualcosa” per accontentare il prelato, riempiono di ogni sorta di bizzarrie, tutto ciò che ha la forma di uno scudo (e neppure più quella, ultimamente)”. Purtroppo - e già da tempo - i risultati si vedono.

Re: Novità negli stemmi postconciliari

MessaggioInviato: mercoledì 13 ottobre 2021, 21:57
da Plus Ultra
Per non parlare degli errori ortografici contenuti nel motto "!AY DE MI SINO EVANGELIZO¡" (sic):

1) lo spagnolo usa due punti di esclamazione ma l'ordine è sempre "¡!".
2) "Mí" è accentuato quando è pronome personale.
3) "Si no" si scrive separato. "Sino" vuol dire "ma" o "altrimenti" quando è una congiunzione oppure "destino" quando è un sostantivo.

Dunque quella frase si deve scrivere "¡AY DE MÍ SI NO EVANGELIZO!".

Re: Novità negli stemmi postconciliari

MessaggioInviato: giovedì 14 ottobre 2021, 1:18
da Nunkij
Ma quindi uno stemma del genere non deve essere vagliato da un apposito organo che lo controlla e lo conferma? Perché almeno in un organo simile si potrebbe assumere degli araldisti che sappiano controllare la correttezza di ciò che devono approvare.

Re: Novità negli stemmi postconciliari

MessaggioInviato: giovedì 14 ottobre 2021, 11:02
da Giorgio Aldrighetti
Purtroppo la risposta é negativa !!!!!

Re: Novità negli stemmi postconciliari

MessaggioInviato: domenica 31 ottobre 2021, 8:25
da Primo
Lo stemma del prossimo vescovo di Hong Kong è un concentrato di messaggi cari al CV 2 e al papa Francesco: il simbolo dei gesuiti, una colomba della pace (con ramo di foglie color arcobaleno), un ponte di Brooklyn che unisce due terre, un nodo (di colore arcobaleno) che sta a significare l’unità nella pluralità. E la giraffa il cui collo esce dallo scudo a simboleggiare la possibilità di vedere il quadro generale. [cheers.gif]
Contardi Primo