Stemmi episcopali ex novo, riflessione e quesito
Poniamo un neovescovo, non dotato di stemma di famiglia (come ormai quasi tutti), originario della diocesi A e nominato nella diocesi B, che voglia ricordare nel suo stemma, tramite opportuni simboli e figure, sia la diocesi d'origine che quella di destinazione e che scelga perciò di farsi (fare) un partito. Come dovranno essere disposti i due elementi? A|B oppure B|A? esiste una normativa 'canonica' al riguardo? e se non esiste, quale sarà la disposizione più corretta?
A priori, poiché si dice che il vescovo è lo sposo della sua Chiesa diocesana (e ne reca l'anello, un tempo tanti anelli quante erano le diocesi rette), mi aspetterei una disposizione analoga a quella dei partiti matrimoniali, quindi A|B (origine|destinazione, marito|moglie, vescovo|diocesi), e in tal caso mi aspetterei anche l'applicazione della cosiddetta 'cortesia araldica' con rivolgimento dell'elemento 'maritale' (diocesi d'origine) qualora questo avesse un suo verso 'canonico' o 'naturale' in destra, ma da qualche esempio concreto che vedo mi pare che spesso si faccia all'opposto, e senza 'cortesia', il che non è forse araldicamente (e magari neanche ecclesiologicamente) molto corretto.
Mutatis mutandis, la soluzione al quesito potrebbe valere anche se il neo reverendissimo optasse per un troncato A/B o per un inquartato A|B/B|A ecc. oppure anche, qualora desiderasse inserire nello stemma anche una terza figura X (libro, IHS, croce, stella maris ecc.), per un cappato (o calzato o interzato in qualche modo) A|X|B.
Che ne pensate e in particolare che ne pensano gli 'addetti ai lavori' di araldica ecclesiastica?
A priori, poiché si dice che il vescovo è lo sposo della sua Chiesa diocesana (e ne reca l'anello, un tempo tanti anelli quante erano le diocesi rette), mi aspetterei una disposizione analoga a quella dei partiti matrimoniali, quindi A|B (origine|destinazione, marito|moglie, vescovo|diocesi), e in tal caso mi aspetterei anche l'applicazione della cosiddetta 'cortesia araldica' con rivolgimento dell'elemento 'maritale' (diocesi d'origine) qualora questo avesse un suo verso 'canonico' o 'naturale' in destra, ma da qualche esempio concreto che vedo mi pare che spesso si faccia all'opposto, e senza 'cortesia', il che non è forse araldicamente (e magari neanche ecclesiologicamente) molto corretto.
Mutatis mutandis, la soluzione al quesito potrebbe valere anche se il neo reverendissimo optasse per un troncato A/B o per un inquartato A|B/B|A ecc. oppure anche, qualora desiderasse inserire nello stemma anche una terza figura X (libro, IHS, croce, stella maris ecc.), per un cappato (o calzato o interzato in qualche modo) A|X|B.
Che ne pensate e in particolare che ne pensano gli 'addetti ai lavori' di araldica ecclesiastica?

