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Nunkij ha scritto:Putroppo nessuna istituzione consente la registrazione di uno stemma in Italia. Si può provare con la registrazione dello stemma come logo ma non essendo una procedura che è studiata per l'araldica è sufficiente modificare lo stemma anche di poco per poterlo utilizzare ugualmente (si pensi a ogni singolo leone diverso esistente, quelli sarebbero tutti loghi differenti).
Esistono vari siti che offrono un servizio di registrazione (credo a pagamento) sia italiani, sia stranieri. Dubito che abbiano valore legale ma se confermano l'avvenuta registrazione con una marca temporale precisa possono essere prove da presentare in un processo per plagio.
A riguardo posso consigliare due piccoli statagemmi "non araldici" dettati da un po' di esperienza informatica.
1. Inviare lo stemma tramite PEC tra due caselle consente di avere una prova della sua esistenza collegata a una data precisa e incontrovertibile. La PEC si sta sempre più affermando come strumento per certificare documenti ufficiali e questa potrebbe essere una prova che in tribunale potrebbe contare qualcosa.
2. Esistono delle società di diritto d'autore italiane (non la SIAE) che consentono di registrare gratuitamente dei testi (previa ovviamente iscrizione a pagamento). Se viene registrato un documento elettronico con blasone e immagine, si ha la certezza che in quella data lo stemma esisteva già.
Anche questi sono metodi delicati in quanto la giurisprudenza si deve ancora adeguare e non si sa se potrebbero essere accettati ma è un modo semplice (e spesso poco costoso) per avere un minimo di tutela.
In mancanza di altro credo valga la pena provare.
Per quanto riguarda le brisure, non esistono regole ufficiali ma più che altro tradizioni araldiche relative a diverse realtà o famiglie (ottimi esempi sono quelle inglesi, scozzesi o dei Savoia).
Il punto importante è capire a cosa serve la brisura. Se si desidera realizzare uno stemma coerente per tutti i membri della propria famiglia e diversificarlo in base all'ordine di nascita può essere molto interessante. In questo caso posso consigliare due cose:
- Mediare tra originalità e tradizione: il primogenito che porta un lambello può sembrare banale ma non per questo aggiungerei una motocicletta!![]()
- Non abusare mai di elementi e stili: il detto "chi ha più, ha meno" dovrebbe essere un mantra da ripetere ad ogni creazione di un uno stemma ex-novo. Specifico quest'ultima cosa perché quando si parte con le brisure è facilissimo essere costretti a inserire tantissimi elementi.
stefano55 ha scritto:Le registrazioni presso associazioni o istituti privati servono solo a spendere soldi perché tali sodalizi sono appunto privati e quindi non possono garantire/tutelare/riconoscere nulla. Uno stemma dovrebbe essere registrato presso un'istituzione pubblica, che manca in Italia, come è stato detto e ridetto. La registrazione come marchio presso una camera di commercio mi pare più un disperato (se non ridicolo) escamotage per pretendere di ottenere ciò che non si può.
pierluigic ha scritto:domanda
esiste un mezzo per tutelare uno stemma storico consolidato dalla tradizione e dalla storia ?
io non credo almeno in Italia
Gabriele Aleo ha scritto:stefano55 ha scritto:Le registrazioni presso associazioni o istituti privati servono solo a spendere soldi perché tali sodalizi sono appunto privati e quindi non possono garantire/tutelare/riconoscere nulla. Uno stemma dovrebbe essere registrato presso un'istituzione pubblica, che manca in Italia, come è stato detto e ridetto. La registrazione come marchio presso una camera di commercio mi pare più un disperato (se non ridicolo) escamotage per pretendere di ottenere ciò che non si può.
Grazie per la risposta.
Le porgo quindi un quesito:
Ma quindi non avrebbe senso di creare un libro di araldica della propria famiglia ( rispettando le regole dell'araldica, ovvio) e tramandare gli stemmi con varie brisure ecc?
Nunkij ha scritto:Ma uno stemma non deve essere necessariamente associato al concetto di nobiltà. Questo è un antico mito che ogni appassionato d'araldica dovrebbe sfatare ogni volta che può.
Ogni privato cittadino può realizzare e utilizzare un proprio stemma, fatti salvi i diritti di terzi.
Se Gabriele Aleo vuole creare il suo stemma e in accordo con i membri della sua famiglia vuole creare un legame tra i loro stemmi (cosa che, per esempio, abbiamo fatto io e mio fratello) è liberissimo di farlo senza alcuna velleità di nobiltà.
Uno stemma racconta una persona, chiunque essa sia.
Gabriele Aleo può ritenersi libero di usarlo in ogni modo ritenga valido rispettando la legge. Carta intestata, biglietti da visita, loghi per le sue attività, fino anche agli scopi più moderni come la firma delle email o le immagini su social e forum sono tutte forme di utilizzo pubblico che superano il "puro diletto".
Il collegamento stemma = nobile è sbagliato in partenza, in particolare nella Repubblica Italiana dove i titoli nobiliari non sono riconosciuti. Pertanto se la realizzazione di uno stemma preclude a spacciare pubblicamente una qualche origine nobile è sbagliato ancor prima che scorretto.
Da grande fautore degli stemmi ex novo non posso che incoraggiare tale pratica e quindi aggiungo un consiglio.
Una delle cose che si incontra maggiormente nella pratica araldica è proprio il concetto di "non copiare gli stemmi di terzi". Avendo una raccolta di milioni di stemmi questa può sembrare una cosa difficilissima. In realtà una tecnica abbastanza sicura esiste. Come ho detto prima "uno stemma racconta una persona", pertanto più figure e simboli all'interno dello stemma simboleggiano la persona che ne è proprietaria meno rischi di plagio ci saranno.
Nunkij ha scritto:Ma uno stemma non deve essere necessariamente associato al concetto di nobiltà. Questo è un antico mito che ogni appassionato d'araldica dovrebbe sfatare ogni volta che può.
Ogni privato cittadino può realizzare e utilizzare un proprio stemma, fatti salvi i diritti di terzi.
Se Gabriele Aleo vuole creare il suo stemma e in accordo con i membri della sua famiglia vuole creare un legame tra i loro stemmi (cosa che, per esempio, abbiamo fatto io e mio fratello) è liberissimo di farlo senza alcuna velleità di nobiltà.
Uno stemma racconta una persona, chiunque essa sia.
Gabriele Aleo può ritenersi libero di usarlo in ogni modo ritenga valido rispettando la legge. Carta intestata, biglietti da visita, loghi per le sue attività, fino anche agli scopi più moderni come la firma delle email o le immagini su social e forum sono tutte forme di utilizzo pubblico che superano il "puro diletto".
Il collegamento stemma = nobile è sbagliato in partenza, in particolare nella Repubblica Italiana dove i titoli nobiliari non sono riconosciuti. Pertanto se la realizzazione di uno stemma preclude a spacciare pubblicamente una qualche origine nobile è sbagliato ancor prima che scorretto.
Da grande fautore degli stemmi ex novo non posso che incoraggiare tale pratica e quindi aggiungo un consiglio.
Una delle cose che si incontra maggiormente nella pratica araldica è proprio il concetto di "non copiare gli stemmi di terzi". Avendo una raccolta di milioni di stemmi questa può sembrare una cosa difficilissima. In realtà una tecnica abbastanza sicura esiste. Come ho detto prima "uno stemma racconta una persona", pertanto più figure e simboli all'interno dello stemma simboleggiano la persona che ne è proprietaria meno rischi di plagio ci saranno.
Pertanto se la realizzazione di uno stemma preclude a spacciare pubblicamente una qualche origine nobile è sbagliato ancor prima che scorretto.
Nunkij ha scritto:Pertanto se la realizzazione di uno stemma preclude a spacciare pubblicamente una qualche origine nobile è sbagliato ancor prima che scorretto.
mi sono reso conto di aver digiato male volevo scrivere "prevede di" non "preclude a". Sono felice che il significato sia stato ugualmente chiaro.
In ogni caso concordo con lei. Raccontarsi e raccontare la propria famiglia tramite uno stemma dovrebbe essere qualcosa da incoraggiare anche solo per far conoscere maggiormente la disciplina araldica.
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