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Piccola parata araldica

MessaggioInviato: venerdì 10 marzo 2006, 16:56
da eugubino
La qualità non è il massimo, ma - se del caso - proverò ad inserire qualche ingrandimento singolo.

Siamo nel 1473.


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MessaggioInviato: venerdì 10 marzo 2006, 17:14
da fra' Eusanio da Ocre
8) Da sinistra a destra:

- una lettera (marchio di casa?);
- Gubbio;
- un inquartato (che sa tanto di Montefeltro...);
- l'Ordine dei Frati Minori;
- un papa Della Rovere;
- una croce d'argento in campo di rosso;
- un'arma imperiale;
- una banda caricata da tre (stelle?);
- un grifo (vescovile?).

...a te la parola!

Bene :D vale

MessaggioInviato: venerdì 10 marzo 2006, 18:41
da Franz Joseph von Trotta
gli stemmi sembrerebbero posti sulle falde frastaglliate di un baldacchino, una sorta di "pavese araldico" eugubino?
FJVT

MessaggioInviato: venerdì 10 marzo 2006, 19:00
da eugubino
Ecco l'insieme della parte superiore dell'affresco dipinto sulla facciata esterna della chiesa-ospedale di Santa Maria della Misericordia, detta dei Laici, detta dei Bianchi.



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MessaggioInviato: venerdì 10 marzo 2006, 21:20
da Cottoneum
Solo ora mi sono reso conto che c'era scritto parata e non patata... :oops:

...e io che cercavo tuberi tra gli stemmi! :twisted: :1:

MessaggioInviato: domenica 12 marzo 2006, 16:10
da eugubino
Di questo affresco si è occupato un mio amico circa otto anni fa con un saggio pubblicato in "Commentari d'Arte" dal titolo: "La 'Maestà delle Logge' in Santa Maria dei Bianchi".

Siccome gli avevo dato una mano per identificare alcuni degli stemmi ho pensato bene di proporre la "parata" agli utenti del forum.

La Madonna con il Bambino accompagnata dai santi Pietro e Paoli è posta sotto un baldacchino sulla cui frangia frontale si vede le serie degli stemmi.

L'epigrafe, sciolta e tradotta, recita cosi:
"Per tutti quelli che muoiono cattolicamente in queste sacre case della gloriosa Vergine viene elargita una vera e piena remissione di tutti i peccati per volere del Divo Sisto IIII Pontefice Massimio 1473".

Il riperimento all'ospedale gestito dalla confraternita e all'indulgenza papale è lampante.

In sintesi (perché ci sarebbero da fare alcune considerazioni ed osservazioni) posso riferire che gli stemmi - tutti meno uno - furono così identificati:

1) stemma o insegna dei Bianchi; in registri contabili coevi della confraternita è riportata la B sormontata da una croce, proprio come nello scudo;

2) stemma del comune di Gubbio (reiterato, chissà perché, a chiusua della serie);

3) stemma dei Montefeltro, allora signori di Gubbio con Federico (prima conte, poi duca);

4) stemma del cardinale Bessario, detto il Niceno (che, tra l'altro, fu a Gubbio il 27 aprile 1472 quando cresimò Guidubaldo, figlio ed erede di Federico di Montefeltro);

5) stemma della Chiesa; molto probabilmente sono andate perdute le chivi dipinte - forse - a secco;

6) stemma di papa Sisto IV;

7) stemma dell'imperatore Federico III d'Asburgo;

otto) stemma non identificato (d'argento, alla bande d'azzurro caricata di una croce e di due stelle a otto punte; stemma di qualche personaggio legato alla corte imperiale?);

9) stemma del milanese Leonardo Grifo, allora vescovo di Gubbio;

10) stemma di Gubbio.


E' certo che gli stemmi non furono messi a caso, così come sembra anomala (aggiunta all'ultimo momento?) la posizione dello "stemma" dei Bianchi.

MessaggioInviato: lunedì 13 marzo 2006, 0:47
da fra' Eusanio da Ocre
8) Chi commissionò gli affreschi?

E... :wink: chi li pagò?

Bene :D vale

MessaggioInviato: lunedì 13 marzo 2006, 9:45
da eugubino
Proverò a rispondere non appena avrà riletto con attenzione il saggio scritto nel '98. :wink:

MessaggioInviato: martedì 14 marzo 2006, 17:03
da eugubino
"L'iscrizione, quindi, intendeva enfatizzare e pubblicizzare un evento particolarmente significativo e per l'ospedale e per la stessa Confraternita che lo gestiva fin dalle origini. Il Breve sistino (oggi smarrito ma forse ancora rintracciabile) fu dunque, con tutta probabilità, il motivo che decretò la realizzazione dell'edicola della Maestà delle Logge e, ad enfatizzare il carattere dedicatorio dell'impresa, furono inseriti anche gli stemmi delle principali personalità religiose e politiche del momento in qualità di "patrocinatori". Sembra dunque che la compagnia dei Bianchi, presumibilmente committente dell'opera, avesse in animo di allestire una sorta di manifesto ufficiale che, oltre a rendere noto l'importante privilegio papale, esaltasse la vocazione assistenziale della Confraternita a favore dei più disagiati della comunità".

MessaggioInviato: martedì 14 marzo 2006, 17:07
da fra' Eusanio da Ocre
...sembra... :(

...forse...
:oops:

...beh, è pur sempre una base di partenza! :wink:

Bene :D vale

MessaggioInviato: martedì 14 marzo 2006, 17:10
da eugubino
Beh, nei libri contabili della confraternita non c'è traccia delle spese per la realizzazione dell'affresco.

Le delibere comunali non parlano di questo lavoro.

Le delibere del consiglio della confraternita sono andate perdute.

Non esistono atti notarili o apoce private per la realizzazione dell'affresco.

Si ragiona solo con la logica e visto che la logica non è prova, bisogna dire forse, probabilmente, sembra etc. etc. :wink:

MessaggioInviato: martedì 14 marzo 2006, 17:12
da fra' Eusanio da Ocre
...quindi, caro amico, possiamo iniziare con le deduzioni rileggendo in sequenza i nomi dei titolari dei singoli stemmi...

Bene :D vale

MessaggioInviato: martedì 14 marzo 2006, 17:16
da eugubino
Direi di sì.

In prima posizione abbiamo quella che sembra proprio essere l'insegna della confraternita: una bella B sormontata da una croce.

La sua posizione, però, sembra anomala in quanto rompe la simmetria della serie degli stemmi che ha il suo punto centrale nell'arma della Chiesa (affrescata proprio sopra la testa della Madonna) e i due stemmi di Gubbio che chiudono, a destra e a sinistra, gli altri blasoni.

Ma questa simmetria esisteva veramente?

MessaggioInviato: martedì 14 marzo 2006, 17:20
da fra' Eusanio da Ocre
Un conto è la simmetria geometrica che :wink: i nostri occhi moderni sono abituati a vedere per ogni dove...

...un altro conto è la simmetria "concettuale" che guidava i posizionamenti delle opere manifatturiali, le quali oltretutto (non essendo state realizzate in pochi secondi) potevano ben andare soggette a variazioni in corso d'opera di cui noi oggi non possiamo avere nessun'idea.

Bene :D vale

MessaggioInviato: martedì 14 marzo 2006, 17:25
da eugubino
Ha perfettamente ragione!

Guardando opere d'arte (soprattutto medievali) si ha spesso l'impressione che la simmetria "moderna" fosse meno seguita.