Stemmi Damascelli
Buongiorno.
Nella mia adolescenza (ormai quasi 40 anni fa) ho svolto, insieme a mio padre, ricerche genealogiche sulla mia famiglia (secondo i dettami di Alessio Bruno Bedini) che mi hanno portato a ricostruirne la storia – con documenti certi – fino al principio del ‘400.
È stata un’esperienza – anche umana – assai interessante e, a tratti, toccante: ho, così, scoperto che la famiglia era a quel tempo installata nel Cilento e, precisamente, a Laureana (dove pervenne da Montacorice) e sicuramente notabile, posto che:
• si imparentò più volte con i feudatari (Sanseverino) e i suffeudatari del luogo (Del Mercato, Bambacario, Sanfelice);
• era titolare di ius patronatum su più cappelle (di cui conservo gli atti di concessione);
• annoverò tra i suoi membri medici, notai e prelati, anche di alta gerarchia (ad esempio, è documentato un Francesco, abate di San Pietro ad aram in Napoli);
• organizzò la trasmissione del suo patrimonio tramite fidecommesso (di cui mantengo copia).
All’epoca, ci si contentò di questo.
Ora, complice anche la possibilità di reperire tanti documenti in rete, la curiosità si è fatta nuovamente viva.
Tra l’altro, ho, di recente, scoperto che nel noto manoscritto di G. Montefuscoli, Imprese e Stemme delle famiglie italiane, conservato presso la Biblioteca universitaria di Napoli, sono riprodotti ben tre stemmi della mia famiglia, di cui allego fotografia.
In merito chiedo ai forumisti lumi su quanto segue:
a) come può spiegarsi l’esistenza di tre stemmi diversi?
il problema non è tanto tra il primo e il secondo (dove l’aggiunta del leone capisco che possa denotare particolari qualità del suo titolare), quanto tra questi e il terzo (che appare completamente diverso dai primi);
considerato che la famiglia è sicuramente unica (cioè, mi sento di escludere con certezze omonimie), si può pensare a un errore dell’amanuense? c’è qualche altra possibile spiegazione?
b) in mancanza di indicazioni da parte dell’amanuense, è possibile arrischiare una colorazione degli stemmi?
c) sempre in mancanza di indicazioni da parte dell’amanuense, qualcuno è in grado di fornirmi indicazioni del luogo da cui tali stemmi sono stati ripresi?
Ancora, di tali stemmi ho arrischiato la seguente blasonatura:
1) “di ... al sinistrocherio tenente tre rose fustate, sormontato di tre stelle d’...”
2) “di ... al braccio armato movente dal lembo destro all'atto di porgere al leone tre rose fustate, sormontato di tre stelle d’...”
3) “di ... alla sbarra di ... caricata di tre gigli d’... e affiancata di due semivoli abbassati d’...”
c’è qualcuno di buona volontà che potrebbe dirmi se sono corrette e, in caso contrario, correggerle?
Infine, è assai gradito ricevere ulteriori informazioni sulla famiglia, in particolare circa eventuali titoli posseduti (di cui, in verità, non ho notizie).
Con vivi ringraziamenti e altrettanta cordialità
d.d.
Nella mia adolescenza (ormai quasi 40 anni fa) ho svolto, insieme a mio padre, ricerche genealogiche sulla mia famiglia (secondo i dettami di Alessio Bruno Bedini) che mi hanno portato a ricostruirne la storia – con documenti certi – fino al principio del ‘400.
È stata un’esperienza – anche umana – assai interessante e, a tratti, toccante: ho, così, scoperto che la famiglia era a quel tempo installata nel Cilento e, precisamente, a Laureana (dove pervenne da Montacorice) e sicuramente notabile, posto che:
• si imparentò più volte con i feudatari (Sanseverino) e i suffeudatari del luogo (Del Mercato, Bambacario, Sanfelice);
• era titolare di ius patronatum su più cappelle (di cui conservo gli atti di concessione);
• annoverò tra i suoi membri medici, notai e prelati, anche di alta gerarchia (ad esempio, è documentato un Francesco, abate di San Pietro ad aram in Napoli);
• organizzò la trasmissione del suo patrimonio tramite fidecommesso (di cui mantengo copia).
All’epoca, ci si contentò di questo.
Ora, complice anche la possibilità di reperire tanti documenti in rete, la curiosità si è fatta nuovamente viva.
Tra l’altro, ho, di recente, scoperto che nel noto manoscritto di G. Montefuscoli, Imprese e Stemme delle famiglie italiane, conservato presso la Biblioteca universitaria di Napoli, sono riprodotti ben tre stemmi della mia famiglia, di cui allego fotografia.
In merito chiedo ai forumisti lumi su quanto segue:
a) come può spiegarsi l’esistenza di tre stemmi diversi?
il problema non è tanto tra il primo e il secondo (dove l’aggiunta del leone capisco che possa denotare particolari qualità del suo titolare), quanto tra questi e il terzo (che appare completamente diverso dai primi);
considerato che la famiglia è sicuramente unica (cioè, mi sento di escludere con certezze omonimie), si può pensare a un errore dell’amanuense? c’è qualche altra possibile spiegazione?
b) in mancanza di indicazioni da parte dell’amanuense, è possibile arrischiare una colorazione degli stemmi?
c) sempre in mancanza di indicazioni da parte dell’amanuense, qualcuno è in grado di fornirmi indicazioni del luogo da cui tali stemmi sono stati ripresi?
Ancora, di tali stemmi ho arrischiato la seguente blasonatura:
1) “di ... al sinistrocherio tenente tre rose fustate, sormontato di tre stelle d’...”
2) “di ... al braccio armato movente dal lembo destro all'atto di porgere al leone tre rose fustate, sormontato di tre stelle d’...”
3) “di ... alla sbarra di ... caricata di tre gigli d’... e affiancata di due semivoli abbassati d’...”
c’è qualcuno di buona volontà che potrebbe dirmi se sono corrette e, in caso contrario, correggerle?
Infine, è assai gradito ricevere ulteriori informazioni sulla famiglia, in particolare circa eventuali titoli posseduti (di cui, in verità, non ho notizie).
Con vivi ringraziamenti e altrettanta cordialità
d.d.