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Arcivescovo di Taranto Raffaele Blundo

MessaggioInviato: lunedì 24 aprile 2017, 14:04
da kyros
Illustrissimi buongiorno,
vi allego le immagini dello stemma dell'arcivescovo di Taranto Raffaele Blundo (6 aprile 1835 - 20 giugno 1855).
Le foto provengono dalla Chiesa Delegatizia San Michele in Taranto, chiesa affidata e curata dalla Delegazione Terra d'Otranto del Sovrano Ordine di Malta.
Le immagini sono posizionate rispettivamente sul muro a sinistra e a destra guardando l'altare; come si può notare è stata prevista una simmetria.
La domanda che pongo è la seguente: il vescovo in questione, non so se apparteneva alla nobile famiglia palermitana dei Blundo, se lo fosse stato, doveva mantenere il proprio stemma di famiglia?
I vescovi potevano/possono adottare altri stemmi araldici senza usare il proprio famigliare se presente?
Ringrazio tutti quanti anticipatamente.
Cordiali saluti

Re: Arcivescovo di Taranto Raffaele Blundo

MessaggioInviato: lunedì 24 aprile 2017, 14:32
da Romegas
In genere se la famiglia di appartenenza aveva uno stemma si usava quello, spesso con aggiunte o variazioni, come l'inserire lo stemma di un ordine religioso o quello del pontefice che aveva provveduto alla nomina, o quello della diocesi titolare. Poi nessuno esclude la possibilità di avere uno stemma "ex novo".

Re: Arcivescovo di Taranto Raffaele Blundo

MessaggioInviato: lunedì 24 aprile 2017, 14:41
da Romegas
I Blundo siciliani avevano tutt'altro stemma. Nell'ultima foto postata si evince che fosse originario di Ariano.

Re: Arcivescovo di Taranto Raffaele Blundo

MessaggioInviato: lunedì 24 aprile 2017, 14:52
da Romegas
Attualmente esiste Mons. Antonio Blundo, Vicario generale della Diocesi di Ariano Irpino, ed ivi nato come il presule tarantino. Un caso? O stessa famiglia?

Re: Arcivescovo di Taranto Raffaele Blundo

MessaggioInviato: lunedì 24 aprile 2017, 15:26
da Gennaro
Chissà, fatto sta che Raffaele Blundo risulta essere nato ad Ariano (irpino) il 16 ottobre 1776, fatto arcivescovo il 6 aprile 1835.

Re: Arcivescovo di Taranto Raffaele Blundo

MessaggioInviato: venerdì 28 aprile 2017, 0:23
da Antonio Pompili
Alle giuste osservazioni sopra offerte, vorrei aggiungere che intorno alla metà del XIX secolo (periodo al quale risale lo stemma proposto) si osservavano spesso stemmi vescovili di prelati non aventi un'arma di famiglia precedente alla loro nomina, nei quali spesso si ricorreva a tentativi - non di rado goffi e mal riusciti - di realizzazione di armi parlanti in riferimento al cognome del titolare, sovente con la combinazione di elementi caratteristici della simbologia cristiana.
Questo qui proposto già a prima vista ha tutta l'aria di essere 'semplicemente' uno stemma di famiglia, ripreso tale e quale e dotato di ornamenti prelatizi.
Probabilmente le spighe presenti nel 2° non hanno nessun riferimento eucaristico (come avrebbe potuto essere in altri casi legati alla 'moda' di cui sopra), ma provengono dall'originaria arma di famiglia, forse come allusione al cognome: Blundo, farebbe pensare al biondo colore delle spighe di grano.