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Tessuto "lampassato" (XIV-XV sec.)

MessaggioInviato: mercoledì 7 dicembre 2005, 11:37
da eugubino
Ho trovato in rete questo bell'esempio di tessuto detto "lampassato".

Da cosa deriva questo termine?



http://www.thais.it/arti_minori/tessuto ... ulmano.htm

Immagine

MessaggioInviato: mercoledì 7 dicembre 2005, 18:17
da fra' Eusanio da Ocre
Sull'uso di codesto termine nell'arte tessile, il vecchio frate... non sa cosa dirti! :oops:

Sul suo uso araldico, invece, lampassato è un francesismo della terminologia blasonica nostrana, il quale deriva da langue passèe (o :mrgreen: qualcosa di simile... chiedo :oops: scusa per l'ignoranza nell'uso scritto della lingua francese) che letteralmente significa lingua passante...

... 8) sottinteso, attraverso i denti...

...e che definisce figure animali, dotate di denti, i quali dalla bocca aperta vistosamente estroflettano la lingua.

Cosa che quei felini su quella striscia di tessuto (oltretutto facenti parte di un contesto anaraldico) non :roll: mostrano affatto di fare...

Bene :D vale

MessaggioInviato: mercoledì 7 dicembre 2005, 18:20
da eugubino
Quelle due bestie possono definirsi affrontate?

MessaggioInviato: mercoledì 7 dicembre 2005, 18:22
da fra' Eusanio da Ocre
Sì, se fossero racchiuse in uno stemma certamente sarebbero blasonabili affrontate...

...oppure controrampanti, se fossero di genere adeguato...

Bene :D vale

MessaggioInviato: mercoledì 7 dicembre 2005, 18:26
da eugubino
Ho preso una cantonata! :oops:

Si tratta di un tessuto di tipologia definita "lampasso"

Lampasso
Tessuto operato di grande pregio costituito da una trama di fondo, molte volte in "taffetà", più effetti slegati di trame supplementari che formano sulla stoffa un particolare disegno; l'ordito è costituito da fili di seta che formano il fondo in raso e da altri fili, anch'essi in seta ma in minor numero, destinati alla legatura delle trame. Poiché il motivo ornamentale si stacca nitidamente dal fondo, questa tecnica permetteva anche la realizzazione di tessuti operati monocromi nei quali il disegno risulta in tutta evidenza. Il lampasso, tessuto dall'aspetto piuttosto pesante e per questo largamente impiegato nell'arredamento, era già conosciuto nel secolo X ed ebbe il suo momento di maggior fulgore nel secolo XVI: veniva fabbricato con filati di seta e molte volte arricchito con trame d'oro e argento fino.


http://www.chiantimusei.it/cgi-bin/pub_det_sez.cgi?id=7

MessaggioInviato: mercoledì 7 dicembre 2005, 18:31
da fra' Eusanio da Ocre
:wink: Pur sbagliando...

...hai comunque dato possibilità al forum di accendere una lucetta su un altro angolo dell'universo araldico! :P

Bene :D vale

MessaggioInviato: mercoledì 7 dicembre 2005, 18:34
da eugubino
Ho fatto una bella confusione tra lampasso e lampassato, termine araldico che mi è venuto subito in mente.

Il fatto è che mi interessano molto queste figure affrontate (dal punto di vista estetico, diciamo così) e mi pare che nella loro descrizione - non nella loro blasonatura - si possa usare questo termine con estrema convenienza.

MessaggioInviato: mercoledì 7 dicembre 2005, 18:37
da fra' Eusanio da Ocre
eugubino ha scritto:Ho fatto una bella confusione tra lampasso e lampassato, termine araldico che mi è venuto subito in mente.

...il che è positivissimo, dal nostro punto di vista! :wink:

Il fatto è che mi interessano molto queste figure affrontate (dal punto di vista estetico, diciamo così) e mi pare che nella loro descrizione - non nella loro blasonatura - si possa usare questo termine con estrema convenienza.


Affrontato, :lol: non lampassato...

...è la cosiddetta posa araldica, così definita per antonomasia nel mondo delle arti visive e dell'iconografia.

Bene :D vale

MessaggioInviato: mercoledì 7 dicembre 2005, 20:54
da eugubino
Affrontato ... non lampassato...


certo! :D

MessaggioInviato: giovedì 8 dicembre 2005, 9:39
da Franz Joseph von Trotta
Il valente Pastoureau nel libro che a suo tempo segnalavo "Medioevo simbolico", ha scoperto con chiarezza che la maggior parte dei termini araldici francesi della lingua del blasone derivano da vocabili tecnici riferibili ai tessuti ed alla loro prodizione e lavorazione.
Questo facilmente ne è un esempio.
FJVT

MessaggioInviato: giovedì 8 dicembre 2005, 10:49
da eugubino
Molto interessasante questa osservazione.

MessaggioInviato: giovedì 8 dicembre 2005, 17:14
da Franz Joseph von Trotta
si, emblematica la frase di Pastoureau: « Tale lingua fa leva su un lessico specifico, preso a prestito in parte dal vocabolario delle stoffe e dell'abito, e su una sintassi originale, che non è quella della lingua letteraria (...)».
FJVT

MessaggioInviato: venerdì 9 dicembre 2005, 12:12
da eugubino
Mi sembra anche di aver capito che molti dei termini araldici in francese siano stati adattati alla lingua italiana.

MessaggioInviato: venerdì 9 dicembre 2005, 15:04
da Franz Joseph von Trotta
si, è così.

MessaggioInviato: venerdì 9 dicembre 2005, 17:14
da fra' Eusanio da Ocre
eugubino ha scritto:Mi sembra anche di aver capito che molti dei termini araldici in francese siano stati adattati alla lingua italiana.


L'arte del blasone è nata in terre francofone, e tutto l'universo araldico ne ha risentito.

Gli stessi inglesi usano (per alcune loro figure specifiche) termini araldici derivati dall'adattamento di altri francesi... il che, a fronte del modo anglocentrico in cui spesso essi vedono il mondo, è tutto dire! :shock:

Da noi in Italia ci fu un periodo in cui la francofonia divenne una moda che si spinse all'eccesso: ad allora risalgono termini quali burella, trangla, e simili, che (a differenza del "tuo" lampassato) costituiscono lezzi verbali praticamente inutili, ma ahinoi ancora duri a morire.

Bene :D vale