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"Raccolta di figurine"

Inviato:
domenica 4 dicembre 2005, 10:07
da alfabravo
Per favore, tra i partecipanti al forum, qualcuno può darmi qualche chiarimento circa questi quesiti?
Nel libro di Alessandro Savorelli "Piero della Francesca e l'ultima crociata - Araldica, storia e arte tra gotico e rinascimento", casa editrice Le Lettere, Firenze 1999, a pag. 13 è scritto:
"Di numerose monografie e stemmari, sia di araldica pubblica che gentilizia, non è possibile nemmeno dare un cenno; si tratta in genere di lavori che oscillano tra il saggio filologicamente curato (ma in genere inferiore a testi analoghi editi nell'Europa centro settentrionale) e un'onesta raccolta di figurine."
Mi chiedo. come si fa a "costruire" uno stemmario? Ad esempio, il testo di Palizzolo Gravina sui blasoni siciliani o quello di Oreste Bovio sull'araldica dell'esercito italiano (solo per citarne due) sono da considerare stemmari o raccolte di figurine?
Grazie per le eventuali risposte
Distinti saluti da Ritter

Inviato:
domenica 4 dicembre 2005, 15:22
da eugubino
E' un grosso problema, per me irrisolvibile.
Auspicherei, invece, la pubblicazione sic et simpliciter dei vari stemmari che sicuramente giacciono negli archivi e nelle biblioteche italiane.
Già questo costituirebbe una passo avanti anorme per chi si interessa di araldica.
Re: "Raccolta di figurine"

Inviato:
lunedì 5 dicembre 2005, 17:00
da fra' Eusanio da Ocre
Ritter ha scritto:...(omissis)...a pag. 13 è scritto: "Di numerose monografie e stemmari, sia di araldica pubblica che gentilizia, non è possibile nemmeno dare un cenno; si tratta in genere di lavori che oscillano tra il saggio filologicamente curato (ma in genere inferiore a testi analoghi editi nell'Europa centro settentrionale) e un'onesta raccolta di figurine."
Di per sè, codesta frase dice tutto... ed il contrario di tutto! Come sempre accade per tutte le frasi, considerate isolatamente e scevre del loro contesto.Mi chiedo. come si fa a "costruire" uno stemmario? Ad esempio, il testo di Palizzolo Gravina sui blasoni siciliani o quello di Oreste Bovio sull'araldica dell'esercito italiano (solo per citarne due) sono da considerare stemmari o raccolte di figurine?
É sempre ingeneroso definire un lavoro di araldica "raccolta di figurine": è necessario ed opportuno parlare dei suoi pregi e difetti, ma mantenendo uno spirito sereno e costruttivo (atteggiamenti umanamente doverosi, oltre che consoni al corretto approccio scientifico).
Ogni lavoro è sempre frutto di uno sforzo che, se seriamente condotto, va comunque approvato e applaudito.
E se un lavoro è fatto bene e con criterio, difficilmente scade di livello e di qualità.
Criticare è facile, facilissimo...
...e una critica eccessiva può rovinare una lunghissima reputazione...
...ah, quanto facilmente ci si dimentica che Qualcuno insegnò a stare attenti a travi e pagliuzze!
Grazie per le eventuali risposte
Distinti saluti da Ritter
Grazie a te dell'intelligente quesito, gentile amico.
Bene

vale

Inviato:
lunedì 5 dicembre 2005, 18:19
da eugubino
Potrebbe sembrare inutile, ma non posso fare a meno di sottoscrivere le parole di frà Eusanio.

Inviato:
martedì 6 dicembre 2005, 15:29
da lauracirri
Sono andata a rileggere la frase nel testo del Savorelli a pag. 13 e mi sembra doveroso però contestualizzare la frase, per coloro che non sono in possesso del libro. Si tratta della conclusione di una lunga nota dove enumera una bibliografia di riferimento sugli studi araldici.
Con la premessa che condivido l'idea che ogni pubblicazione in materia araldica è un passo avanti per coloro che non possono usufruire direttamente delle fonti, a volte però alcune pubblicazioni sono esasperanti per la dimensione delle immagini riportate, che sono poco più grandi di un francobollo.
Trovo inoltre interessante la bibliografia indicata, perché avere a che a fare con una bibliografia minimamente ragionata, può aiutare coloro che si approcciano alla materia per la prima volta.
Buon lavoro a tutti!
Saluti
Laura

Inviato:
martedì 6 dicembre 2005, 15:49
da eugubino
come le fai ... ne manca un pezzo!!
Effettivamente la stampa di immagini, soprattutto se a colori, ha dei costi proibitivi e tutti si rifugiano nel formato francobollo.

Inviato:
mercoledì 7 dicembre 2005, 9:32
da Franz Joseph von Trotta
Penso che il senso del termine "raccolta di figurine" espresso dal Savorelli in quel contesto non sia né così incomprensibile né tantomeno ingeneroso, si riferisce solo al semplice fatto che molti stemmarietti recenti, al contrario della lungo e dettagliato elenco bibliografico elencato dall'Autore precedente a quella frase, non vanno davvero al di là di un mero censimento iconografico, dalla bassissima qualità iconografica, talvolta dalla dubbia completezza e attendibilità, senza essere dotati neppure di un minimo apparato storico-critico.
Sono di conseguenza davvero una semplice raccolta di "immagini di piccole dimensioni", figurine araldiche nel caso, termine non così dispregiativo se ricordiamo che proprio i più celebri araldisti del passato- cito ad esempio Otto Hupp - si cimentarono in questo genere di pubblicazione realizzando album di figurine araldiche che mi vanteri di possedere nella mia biblioteca.
FJVT

Inviato:
mercoledì 7 dicembre 2005, 16:50
da fra' Eusanio da Ocre
lauracirri ha scritto:Sono andata a rileggere la frase nel testo del Savorelli a pag. 13 e mi sembra doveroso però contestualizzare la frase, per coloro che non sono in possesso del libro.
Grazie davvero, gentile amica.
Si tratta della conclusione di una lunga nota dove enumera una bibliografia di riferimento sugli studi araldici. Con la premessa che condivido l'idea che ogni pubblicazione in materia araldica è un passo avanti per coloro che non possono usufruire direttamente delle fonti,
Vero.
a volte però alcune pubblicazioni sono esasperanti per la dimensione delle immagini riportate, che sono poco più grandi di un francobollo.
...o che, talora, costituiscono il riciclo del riciclo di immagini già più volte riciclate da altri testi...
Trovo inoltre interessante la bibliografia indicata, perché avere a che a fare con una bibliografia minimamente ragionata, può aiutare coloro che si approcciano alla materia per la prima volta.
Certo, ogni contributo commentato è sempre del massimo interesse ed utilità.
Buon lavoro a tutti!
Saluti
Laura
Grazie, anche a te.
Bene

vale

Inviato:
mercoledì 7 dicembre 2005, 16:53
da fra' Eusanio da Ocre
eugubino ha scritto:come le fai ... ne manca un pezzo!!
Effettivamente la stampa di immagini, soprattutto se a colori, ha dei costi proibitivi e tutti si rifugiano nel formato francobollo.
Fa eccezione il recente
Araldica di G. Santi-Mazzini che, come già detto in
Bibliografia, ha invece fatto del colore, della quantità e dell'originalità delle immagini il suo punto di forza...
...in formato
non francobollo, e ad un costo niente affatto proibitivo!
Bene

vale

Inviato:
mercoledì 7 dicembre 2005, 16:59
da fra' Eusanio da Ocre
Franz Joseph von Trotta ha scritto:Penso che il senso del termine "raccolta di figurine" espresso dal Savorelli in quel contesto non sia né così incomprensibile né tantomeno ingeneroso, si riferisce solo al semplice fatto che molti stemmarietti recenti, al contrario della lungo e dettagliato elenco bibliografico elencato dall'Autore precedente a quella frase, non vanno davvero al di là di un mero censimento iconografico, dalla bassissima qualità iconografica, talvolta dalla dubbia completezza e attendibilità, senza essere dotati neppure di un minimo apparato storico-critico.
Proprio per questo è sempre bene non perdere mai di vista il contesto di ogni affermazione!
Sono di conseguenza davvero una semplice raccolta di "immagini di piccole dimensioni", figurine araldiche nel caso, termine non così dispregiativo se ricordiamo che proprio i più celebri araldisti del passato- cito ad esempio Otto Hupp - si cimentarono in questo genere di pubblicazione realizzando album di figurine araldiche che mi vanteri di possedere nella mia biblioteca.
FJVT
Ti riferisci alle vere e proprie "figurine" araldiche (ma con la "f"

maiuscola!!!) delle raccolte HAG, cui l'Hupp contribuì magistralmente nella cospicua sezione germanica (e delle quali lo
scriptorium ha piena nozione)?
Bene

vale