Un giurista eugubino, Rodolfo II, un camino del primo

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Un giurista eugubino, Rodolfo II, un camino del primo

Messaggioda eugubino » mercoledì 16 novembre 2005, 8:55

Un esempio utile.



"Girolamo Nucci

Anni del Signore 1566 Girolamo Nucci primo Consigliere dell’Università dei Scolari di Perugia chiamato da quelli Dottori privilegiato et il quale nello studio su di detta Città tenne il luogo di Vice Rettore libero dall’approvazione nel secreto esame solito a farsi ai quelli si voglia addottorare e così avuto per approvato, né argumentali contro in occasione di detto Dottorato, né avendo pagato quello altri che si addottorano in detta Città solevano pagare (come per fede del Priore del Collegio de’ Dottori di Legge di detta Città fatta sotto il dì primo di Giugno 1566. Sottoscritta dal Cancelliere di detto Collegio e con il sigillo del medesimo Collegio).
Ne’ medesimo anno si addottorò sotto il dì ............. e ne appare privilegio in publica forma.
Conosciuto giovane di spirito e valore da Francesco Maria Duca d’Urbino fu mandato per suo ambasciatore in sue cause gravi da Massimiliano Imperatore in Vienna e con felice progresso nel tornare in Italia fu accompagnato di lettera di molta sua lode del detto Imperatore al detto Duca fatta sotto il dì 4 Agosto 1574 e da un altra fatta sotto il detto dì diretta a Sisto V° Papa in impiego della persona di detto Girolamo nei servigi di Santa Chiesa.
Venuta nuova occorrenza al detto Duca di rimandare ambasciatore all’Imperatore che fu Ridolfo Secondo essendo morto Massimiliano il medesimo Girolamo dal sudetto Duca vi fu mandato in Praga, et avendo di questo ancora compito quanto doveva con felice successo fu accompagnato nel suo ritorno in Italia con lettera assai favorevole e di sua lode dal d.° Imperatore diretta a detto Duca fatta il dì 22 Febbraro 1585.
Fu ancora dal medesimo Ridolfo onorato di privilegio sotto il dì 26 di febbraro suddetto nel quale detto Imperatore approvandoli l’arme del d.° Girolamo e sua insegna e de’ suoi antichi gli concede che vi possa aggiungere la metà d’un’Aquila, cioè dalla metà in su e con doi teste con le corone in testa impresa Imperiale e che tale insegna sia comune a tutti li suoi discendenti, e de Valerio suo fratello e suoi discendenti in infinito, concede ad essi e detti loro discendenti privilegio di Nobiltà e gli abilita a tutti i gradi e dignità che i nobili possono conseguire et appare detto Privilegio in publica forma sottoscritto da detto Imperatore e con il suo sigillo, et appare in questa seconda ambasceria aver avuto seco 12 cavalli, sei servitori e due cariaggi, come appare da una patente de libero passo fattali da detto Ridolfo da lui sottoscritta e segnata con il suo sigillo sotto il dì 6 di Marzo 1585 in Praga.
Tornato in Italia nel medesimo anno 1585 a dì 12 Maggio fu onorato da Papa Sisto V° dell’Ufficio di Capitano delle Appellazioni di Campidoglio con la solita autorità et emolumento a beneplacito di detto Papa e di Santa Sede, e ne appare breve in pubblica forma forma del medesimo Papa.
Nell’anno poi 1587 a dì 22 Settembre fu fatto dal medesimo Papa Governatore di Imola con la solita autorità et emolumento come per Breve in pubblica forma dal detto Papa.
E più nell’anno 1591 a dì 8 di Gennaio da Papa Gregorio XIV per delitti commessi in Ancona è costituito Commissario Apostolico con piena autorità di procedere ancora contro persone ecclesiastiche, quali delitti concernevano la lesa Maestà Pontificia, e di fare quanto perciò fosse conveniente con dare relazione del fatto a detto Papa come per Breve ancora in publica forma et aveva di provisione scudi 2 d’oro in oro al giorno per se, et uno per il Cancelliere e le spese e a cavalli sino al ritorno di Roma con la spesa de’ Sbirri e loro Ordinario, come per lettera di Monsignor Matteoni scrittali a dì 13 di Febbraro del detto anno.
Nel medesimo anno ancora 1591 a dì 25 di Luglio ebbe Patente della Signora Donna Felice Colonna Ursina Duchessa di Tagliacozzo e di Palliano d’Auditore Generale delli suoi stati di Lazio di Campagna e marittima escluse Ceccano, Castro, Falvaterra, San Lorenzo, Sonnino, Nalcasa (?), alle quali per comodità di Vassalli essa voleva deputare un altro Auditore per sei mesi, et oltre a suo beneplacito, con le solite giurisdizioni, autorità et emolumenti con la concessione delle recognizioni di tutte le cause civili e criminali per appellazione che s’interpossano da detto Auditore che come di sopra Essa deputava in dette sei Terre con l’autorità d’inibire e decidere e fare quanto si conviene ad Officiale superiore e verso un inferiore e ciò per il buon servizio fatto per l’amplissima revisione dei conti fatta da lui et altri negozi di detta Duchessa in publica forma e breve di tale revisione di conti con autorità amplissima di moto proprio del detto Papa con autorità di decidere e terminare contro qualsivoglia Amministratore della Robba già del Sig.re Marchese Colonna Duca di Palliano e di Tagliacozzo e poi Vice Re di Sicilia, qual breve è tutto al sesto anno del pontificato del detto Papa nonis Maji e così a dì 7 Maggio et in detto Officio di Auditore Generale si portò generosamente e ne riportò molta lode.
Nell’anno poi 1593 a dì 7 luglio fu fatto da Ferdinando Medici Gran Duca di Toscana Giudice del Consiglio di Giustizia di Sicurezza richiesto da detto Gran Duca a ricevere detto Offizio, come per lettera patente di detto Gran Duca con sigillo suo e de’ Consiglieri della Repubblica di detta Città e l’esercitò con molto suo onore.
E nell’anno 1594 nel mese di Marzo fu fatto ancora Auditore Generale del suo Stato di Campagna di Roma dal Sig.r Alessandro Sforza Duca di Segni e Conte di Santa Fiora per sei mesi et oltre a suo arbitrio con le giurisditioni, autorità et emolumenti soliti, con la recognizione di tutte le cause civili et criminali per le Appellazioni che s’interponessero dal Auditore di Santa Fiora con l’autorità di fare sappere detto Auditore quanto si convenga a detto Officiale maggiore sopra un inferiore, come appare patente del detto Duca in pubblica forma.
E nel 1597 a dì ....... fu mandato dal detto Francesco Maria Duca d’Urbino in Venezia per suo Segretario Residente ed ivi terminò la sua vita".


Ecco lo stemma (1765 ca.)



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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 16 novembre 2005, 16:48

Bellissimo esempio scritto, caro Filippo, di aumentazione dell'arma con concessione di un capo (simil)imperiale...

...e con disegno allegato! :wink:

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Messaggioda eugubino » mercoledì 16 novembre 2005, 17:20

No!

Il disegno dello stemma è del 1765 (circa); non si tratta di quello che accompagnava la concessione imperiale del 1585.

Fabrizio


continua....
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 16 novembre 2005, 17:25

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Bellissimo esempio scritto, caro Filippo, di aumentazione dell'arma con concessione di un capo (simil)imperiale...

...e con disegno allegato! :wink:

Bene :D vale


... 8) mica c'è scritto "...allegato in origine..."! :wink:

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Messaggioda eugubino » mercoledì 16 novembre 2005, 17:58

:roll: :roll:


:wink:
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Messaggioda eugubino » mercoledì 16 novembre 2005, 18:30

Altri stemmi dei Nucci ... in attesa di quello del camino ...

XIX sec.

Immagine






1841


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Messaggioda cipollone » giovedì 17 novembre 2005, 11:00

Una domanda... ma è un troncato o no?
Nel primo disegno e leggendo gli scritti l'aquila bicipite fa parte del capo, ma negli altri sembra più un troncato... :oops:
Voglio provare a lanciarmi in una blasonatura del primo stemma :oops: : Troncato, alla fascia d'azzurro attraversante sulla partizione; nel primo d'oro all'aquila bicipite di nero, coronata e rostrata del primo, nascente dalla partizione; nel secondo di rosso ai due cani d'argento rampanti ed affrontati, sostenenti un albero sradicato al naturale.
2 dubbi:
1)che albero sia?
2)Il fatto che l'albero presenta la chioma interrotta dalla fascia va detto vero? Se si come :1: si dice?
Attendo le rettifiche di chiunque!
per natura son dolce e forte ancora / e piaccio a chi sta e a chi lavora
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Messaggioda eugubino » giovedì 17 novembre 2005, 12:15

Effettivamente nel documento non si parla di fascia.

Nello stemma del camino, privo del capo d'impero, la fascia non c'è!

E allora? :shock:
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Re: Un giurista eugubino, Rodolfo II, un camino del primo

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 17 novembre 2005, 16:13

Credo sia importante rileggere con attenzione un passo del testo di concessione:
eugubino ha scritto:...(omissis)...gli concede che vi possa aggiungere la metà d’un’Aquila, cioè dalla metà in su e con doi teste con le corone in testa impresa Imperiale ...(omissis)...

Leggere antiche descrizioni di stemmi, o di loro parti, è faccenda sempre affascinante e didatticamente utilissima, sebbene talora possa presentare difficoltà di non indifferente spessore.

Sottolineo che si tratta di descrizioni e non di blasoni, essendo effettuate in linguaggio corrente ed al di fuori della metodologia tecnica del blasone (la quale, il più delle volte, era ancora ben al di là da venire rispetto all'epoca del documento oggetto di studio).

Come tali, esse vanno lette con l'elasticità mentale necessaria a venir rese secondo i criteri araldici di simmetria ed armonia compositiva.

Nel caso in esame, il testo parla di "...la metà d’un’Aquila...con doi teste con le corone in testa impresa Imperiale...": è evidente che lo spirito di queste parole prevede di inserire la metà superiore dell'"impresa Imperiale" nella metà superiore dello stemma oggetto di aumentazione.

In termini tecnici, lo stemma avito diventa un troncato: nel 1° d'oro, a mezz'aquila imperiale; nel 2° l'arma nota.

Bene :D valete
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Messaggioda eugubino » giovedì 17 novembre 2005, 16:58

Si diceva di un camino.
Ebbi modo di vederlo un po' di anni fa e allora mi limitai ad uno schizzo.
Oggi, dopo il rinvenimento del documento postato all'inizio del topic, mi pare che la cosa assuma tutta la sua importanza.

Sulla parte frontale dell'architrave lo stemma di famiglia e, alle due estremità, il signum di quello che dovrebbe essere stato il proprietario del camino (se non della casa!).


Immagine





Lo stemma si caratterizza per l'albero centrale al quale sono appoggiati due animali che sembrano essere proprio cani.
Questo dovrebbe essere stato lo stemma Nucci prima dell'aggiunta del capo con l'aquila.
La fattura dello stemma mi fa propendere per il XVI secolo.



Immagine






Ai lati dello stemma, come detto, sono presenti due signa, tipici - ad esempio - dei notai del XVI secolo. In essi sono ben visibili le lette I, O e forse anche G.

Esse, però, possono essere interpretate sia come Girolamo, sia come Giovanni.



Immagine



La tentazione di affermare che quello era il camino di Girolamo Nucci e che fu eseguito prima del 1585 è fortissima!

E' un'ipotesi azzardata?





Fabrizio
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 17 novembre 2005, 17:13

:wink: Attenzione:
eugubino ha scritto:...(omissis)...Lo stemma

Un interessante manufatto!

si caratterizza per l'albero centrale al quale sono appoggiati due animali che sembrano essere proprio cani. Questo dovrebbe essere stato lo stemma Nucci prima dell'aggiunta del capo con l'aquila.

Togli il condizionale... lo :wink: è! Ma ricorda che l'aggiunta dell'aquila imperiale, come dicevamo sopra, non è stata limitata al capo.

La fattura dello stemma mi fa propendere per il XVI secolo.

Sì, fors'anche qualche decennio in meno.

Ai lati dello stemma, come detto, sono presenti due signa, tipici - ad esempio - dei notai del XVI secolo. In essi sono ben visibili le lette I, O e forse anche G. Esse, però, possono essere interpretate sia come Girolamo, sia come Giovanni. La tentazione di affermare che quello era il camino di Girolamo Nucci e che fu eseguito prima del 1585 è fortissima!
E' un'ipotesi azzardata?
Fabrizio


Nient'affatto, caro Fabrizio.

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Messaggioda eugubino » giovedì 17 novembre 2005, 17:20

Ma ricorda che l'aggiunta dell'aquila imperiale, come dicevamo sopra, non è stata limitata al capo.


Gradirei maggiori delucidazioni :)
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 17 novembre 2005, 17:21

cipollone ha scritto:Una domanda... ma è un troncato o no?
Nel primo disegno e leggendo gli scritti l'aquila bicipite fa parte del capo, ma negli altri sembra più un troncato... :oops:

Lo è, carissimo amico.

Voglio provare a lanciarmi in una blasonatura del primo stemma :oops: : Troncato, alla fascia d'azzurro attraversante sulla partizione; nel primo d'oro all'aquila bicipite di nero, coronata e rostrata del primo, nascente dalla partizione; nel secondo di rosso ai due cani d'argento rampanti ed affrontati, sostenenti un albero sradicato al naturale.

Bravo, non c'è male!

2 dubbi:
1)che albero sia?

Domanda da :oops: 100 milioni... in base al nome, e ipotizzando si tratti d'un'arma parlante, vogliamo ipotizzare si tratti di un noce o di un nocciolo? :shock:

2)Il fatto che l'albero presenta la chioma interrotta dalla fascia va detto vero? Se si come :1: si dice?

No: si tratta soltanto di un giusto utilizzo dello spazio del campo da parte del disegnatore, effettuato fino ai limiti del possibile!

Attendo le rettifiche di chiunque!


Il vecchio frate si permette soltanto di limare al meglio il tuo blasone:
Troncato da una fascia diminuita d'azzurro: nel 1° d'oro, all'aquila bicipite nascente, ogni testa sormontata da una corona all'antica, il tutto al naturale; nel 2° di rosso, a due cani d'argento rampanti, affrontati, e sostenenti un albero sradicato di verde.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 17 novembre 2005, 18:05

eugubino ha scritto:Effettivamente nel documento non si parla di fascia.

...è uno dei motivi per cui diciamo che esso contiene una descrizione e non il blasone dell'aggiunta concessa.

Nello stemma del camino, privo del capo d'impero, la fascia non c'è!

Esatto...

E allora? :shock:


...i motivi potrebbero essere tanti:
a) precisazione contenuta in un ulteriore documento (al momento a noi ignoto);
b) scelta autonoma da parte dei Nucci;
c) estro del primo manufattore del nuovo stemma, poi divenuto una figura consuetudinaria;
d) ecc. ecc....

Poi, circa il fatto che si tratti di un capo o di un troncato, la descrizione non precisa dove l'aquila vada aggiunta, ma va detto che il capo dell'Impero vero e proprio prevede sempre un'aquila intera, mai dimezzata: il che lascia pensare che qui, invece, il concedente voleva riferirsi proprio ad un troncato.

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Messaggioda eugubino » giovedì 17 novembre 2005, 18:21

Poi, circa il fatto che si tratti di un capo o di un troncato, la descrizione non precisa dove l'aquila vada aggiunta, ma va detto che il capo dell'Impero vero e proprio prevede sempre un'aquila intera, mai dimezzata: il che lascia pensare che qui, invece, il concedente voleva riferirsi proprio ad un troncato.



Questa figura "dimezzata", lo è anche come importanza o no?

Insomma, la mezza aquila è meno nobile del capo d'impero con aquila intera?
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