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Gallarati

MessaggioInviato: giovedì 15 maggio 2014, 10:16
da Salvanèl
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Inquartato: nel 1° e nel 4° di ?, all’aquila di ?, coronata di ?; nel 2° e nel 3° di ?, al ceppo di vite sradicato (al naturale ?) con due tralci attortigliati in due cerchi uno sull’altro, pampinosi, curvi sotto il peso di cinque grappoli; la bordura composta di ? e di ?. Cimiero: tre piume di struzzo di ?
Dovrebbe essere lo stemma di un ramo dei Gallarati (Da Gallarate).

Nel codice Cod. icon. 270 Insignia urbium Italiae Septentrionalis nobilium Mediolanensium, sec. XVI metà, della Bayerische Staatsbibliothek di Monaco di Baviera è presente solo il ceppo di vite del 2° e del 3°, attribuito ai de Galarate, ma senza grappoli.
Nello Stemmario Trivulziano / a cura di C. Maspoli. – Milano : Orsini De Marzo, 2000, p. 159 uno stemma molto più simile, per la presenza di due grappoli, al nostro, anche questo attribuito ai de Gallarate.

L’inquartato con l’aquila coronata è assunto dai Gallarati Scotti come si evince da leonemarinato ma non ho potuto consultare l'Enciclopedia storico-nobiliare italiana … / Vittorio Spreti. – Milano: E.S.N.I., 1928-1935, vol. 3°, pag. 322.

In Tettoni-Saladini si accenna ad almeno 7 rami diversi con varianti nello stemma.

A quale ramo dei Gallarati appartiene il sigillo?

Re: Gallarati

MessaggioInviato: giovedì 15 maggio 2014, 10:36
da Romegas
Nell'Elenco storico della Nobiltà italiana dello SMOM tale stemma è attribuito ai Gallarati con il titolo di Nobile. Così pure nel Blasonario Subalpino.

Re: Gallarati

MessaggioInviato: giovedì 15 maggio 2014, 11:39
da Tilius
sigillo sul retro di un dipinto (tavola) o sul retro di un mobile?

Re: Gallarati

MessaggioInviato: giovedì 15 maggio 2014, 12:09
da Salvanèl
piero59 ha scritto:
Nell'Elenco storico della Nobiltà italiana dello SMOM tale stemma è attribuito ai Gallarati con il titolo di Nobile. Così pure nel Blasonario Subalpino


No. Gli stemmi dello SMOM e del Blasonario Subalpino non corrispondono a quello del sigillo: le viti sono accollate ad una colonna d'argento, o di marmo o sono solo pampinose.

Sigillo (1550-1650) aderente ad una tavoletta dipinta.

Re: Gallarati

MessaggioInviato: giovedì 15 maggio 2014, 18:30
da marcello semeraro
Immagine

A di là della diversità di timbro e della bordura composta rappresentata a metà (arbitrio dell'esecutore), lo stemma sembra molto simile a quello del sigillo. Le viti sono intrecciate (decussate e ridecussate), pampinose e fruttifere, l'aquila ha il volo spiegato ed è coronata. In entrambi i casi manca la colonna a cui è accollata la vite, che invece è presente in altri stemmi dei Gallarati.

Il sito da cui è tratto lo stemma ecclesiastico è questo: http://www.agriturismoalcastellodicozzo ... tello.html

Ma se fosse dei Gallarati-Scotti, perchè non ha il palato con l'aquila degli Scotti?

Re: Gallarati

MessaggioInviato: venerdì 16 maggio 2014, 9:36
da Salvanèl
Lo stemma che ha postato Marcello Semeraro è probabilmente quello di Giuseppe Gallarati (Milano, 1698 – Milano, 1767). Canonico di Santa Maria alla Scala (1725) e arcidiacono dello stesso capitolo (1737), vescovo di Lodi (1742).

Semeraro ha scritto:
Ma se fosse dei Gallarati-Scotti, perchè non ha il palato con l'aquila degli Scotti?


La famiglia Gallarati assunse il cognome e lo stemma Scotti con Giambattista (1720-1777), figlio di Carlo Giuseppe e di Anna dei marchesi Ghislieri, nominato erede universale del patrimonio dal patrigno il conte Giambattista Scotti che, aprendogli la successione dei feudi di Vedano (MI) e di Colturano lo obbligava ad assumere il nome e lo stemma degli Scotti, nonché il titolo di conte trasmissibile per maschi primogeniti.

Re: Gallarati

MessaggioInviato: venerdì 16 maggio 2014, 10:38
da de la cerda
Una piccola precisazione a proposito dello stemma Gallarati Scotti del Blasonario Subalpino.
Avevo letto male la blasonatura data da Manno nel Patriziato Subalpino, che poi sostanzialmente coincide con quella che si ritrova in leonemarinato.
Ho dunque corretto sia l'immagine sia la blasonatura stessa, che qui ripeto:
Inquartato, al I e IV controinquartato, al 1° e 4° d’oro, all'aquila di nero, coronata del campo, al 2° e 3° d'argento, a due ceppi di vite fogliati di otto e fruttati di due pezzi, decussati e ridecussati, al naturale, con la bordura composta d’oro e d’azzurro; al II e III palato d’oro e di rosso, il secondo palo d’oro caricato di un’aquila di nero, coronata d'oro.
Mi sembra quindi che in questo caso i due quarti Gallarati siano sostanzialmente uguali allo stemma del sigillo di Salvanèl.
Cordiali saluti.