da MICHELE SCAGLIONE » martedì 14 gennaio 2014, 13:49
Carissimo Messer Giorgio, il link dell’immagine da Te postata raffigura uno stemma ricamato su antichi paramenti sacri che venivano usati per le funzioni religiose celebrate nella cappella di palazzo Spedalieri a Guardavalle, molto simile a quello usato da un’illustre famiglia piemontese (nizzarda) dall’analogo cognome (le differenze sono probabilmente dovute alla scarsa competenza “ornitologica” dell’esecutore del ricamo e, forse, anche dei committenti). Trovandosi in casa Spedalieri a Guardavalle è legittimo supporre che questo emblema fosse usato anche da tale famiglia.
Accanto al menzionato albero genealogico, probabilmente risalente ad epoca successiva al confezionamento dei suddetti paramenti sacri, che ritengo ottocentesco in quanto non riportante le ultime generazioni (mi sembra si fermasse al nonno o forse al bisnonno di mio prozio Enzo Spedalieri), figura invece raffigurato uno stemma molto simile a quello usato da un’altra illustre famiglia siciliana dall’analogo cognome; io non rammentavo il dettaglio della spada, ma i miei ricordi sono vaghi perché lontani nel tempo ed è quindi molto probabile che nello stemma anche la spada fosse presente. Ieri sera ho dato un’occhiata al libro di Carlo Padiglione “Trenta Centurie di Armi Gentilizie” del 1914, nel quale ho rinvenuto la seguente blasonatura (che sostanzialmente corrisponde a quella indicata da Mezzanotte per lo stemma dei siciliani Spitaleri baroni di Muglia), così scrive Padiglione: «“Spitalieri”: Di rosso al leone d’oro, coronato dello stesso, tenente nelle branche anteriori una spada al naturale in alto; e nel canton destro del capo un sole radioso di rosso».
Quale fra i due stemmi, quello “piemontese-nizzardo” oppure quello “siciliano”, fosse effettivamente in uso da parte degli Spedalieri a Guardavalle, sinceramente lo ignoro. Sono portato a ritenere per ragioni geografiche molto più probabile un’origine siciliana anziché piemontese degli Spedalieri di Guardavalle, anche se, tutto sommato, verosimile sembra pure l’ipotesi che gli stessi piemontesi o nizzardi Spitalieri di cessole potessero avere remote ascendenze sicule.
Vantavano gli Spedalieri di Guardavalle titoli nobiliari? Gentile Mezzanotte, dipende da come questi vengano intesi, nel senso che, non erano marchesi, né conti, né baroni (perlomeno, non secondo i criteri applicati dalla Regia Consulta Araldica, che non riconosceva tale titolo per i feudi “rustici”), ma a buon diritto potevano certamente essere considerati nobili non titolati, se per tale qualifica non ci si riferisca soltanto alla nobiltà corredata di riconoscimento ufficiale della Consulta Araldica del Regno d’Italia, al vaglio della quale, non credo che quella degli Spedalieri sia stata a suo tempo sottoposta, nonostante costoro disponessero di tutti i requisiti necessari per ottenerne senza difficoltà l’autenticazione da parte dell’autorità competente. Bisogna però ricordare che, salvo rare eccezioni, sempre irrilevante è stata l’attività della Regia Consulta Araldica, nei confronti di quelle famiglie della zona che avrebbero potuto ottenere la certificazione ufficiale della propria antica nobiltà “generosa”, certamente per incuria degli interessati, che limitavano i propri orizzonti all’indiscussa notorietà del proprio status nell’ambito della ristretta cerchia delle loro frequentazioni.
Cordialmente
Michele Scaglione
«“TEMPORIS DENTES SCALIONUM GLORIA OBTRIVIT ~
~ MANSURA EST ERGO USQUE AD TEMPUS MANET”»
da: “Recensentur Familiæ Nobilium” in “Veneranda Locrensis, hoc est Martyris Hieracensis Elogia” dell'U.J.D. Can. Don Francesco Malarbì (1727)