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Stemma (o stemmi?) di Betin de Pone

MessaggioInviato: lunedì 10 ottobre 2005, 17:41
da eugubino
Nel topic dedicato all'agnello pasquale ho postato l'immagine di un egnus dei risalente alla fine del XIV secolo facente parte dell'ornamentazione di un portale lapideo di uno dei tanti palazzetti medievali di Gubbio. Anticipavo anche che tale agnello, posto sulla chiave di volta dell'arco d'ingresso, era accompagnato da due stemmi di cui mi sarei occupato in seguito. Eccoli qua


Il primo stemma, posto sulla rene sinistra dell'arco, in corrispondenza del suo punto d'appoggio sul setto murario che lo sostiene, è caratterizzato da due stelle e dalla soprastante piccola croce (richiamo cristiano? decoro religioso?). Sotto lo stemma si trova scolpita la seguente iscrizione: "+MCCCLXXXX·DE MEN/SE MAI·BETIN PONIS·[...]", chiudono l'iscrizione due lettere, probabilmente F.F. (fecit fieri; fece fare), che però non riesco a leggere con la dovuta sicurezza.
A destra dell'arco, in posizione contrapposta allo stemma appena descritto, ve n'è un altro, caratterizzato da una sola stella, in calce al quale si legge "+MELCHIOR·[...]".

Si può quindi arguire che quel palazzetto appartenne alla fine del XIV secolo a Bettino di Pone. L'edificio, di cui ignoro i successivi passaggi di proprietà, lo ritroviamo tra i possedimenti della famiglia Ondedei verso la metà del XVI secolo.
Ma chi era questo Bettino di Pone? E Melchiorre?

Bettino di Pone lo troviamo documentato a Gubbio già nel 1350 quando è ricordato come depositario dell'imposta del contado per conto del Comune. Nell'agosto di quello stesso anno, dopo il golpe con il quale Giovanni di Cantuccio Gabrielli si impossessò di Gubbio, Bettino scappò con la cassa comunale (24.000 ducati d'oro) e se andò a Venezia dove, come tramanda una cronaca quattrocentesca "lui et soi discendenti sonno stati sempre bene". E ti credo!!!
Effettivamente Bettino morì in Venezia, in tarda età, nel 1398.
Resta il fatto però che a Gubbio si conservano un paio di suoi registri contabili datati 1388-1389, compilati solo in minima parte e riciclati per successive annotazioni. Sulla copertina di questi volumetti sono raffigurati gli stessi stemmi lapidei sopra ricordati


Chissà che finita la brevissima signoria del Gabrielli (1350-1354) il buon Bettino non abbia fatto ritorno a Gubbio? Qui dovrebbero essere state le sue radici ed anche di un suo figlio [...] resta qualche traccia nelle carte eugubine.
Per quel che se ne sa eredi di Bettino furono due sue figlie, Piera, sposata con ser Antonio Barbaro; Antonia, sposa di ser Lemosina Severelli di Gubbio.
Dalla professione esercitata dai generi, o meglio dal titolo con il quale sono indicati (notai? giudici?) ci si rende conto che Bettino deve essere stato un tipo sempre ben attento alla borsa!!




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MessaggioInviato: lunedì 10 ottobre 2005, 20:05
da fra' Eusanio da Ocre
Gli emblemi da te allegati al gustoso racconto di questo sapido dettaglio di vita eugubina (ma paradigmatici della :evil: fame di denaro dell'umano consorzio tutto) sono stemmi, indubbiamente...

...sono :roll: provvisti di scudo...

...ma ricadono nella categoria dei cosiddetti marchi di casa, cioè di quelle raffigurazioni che mettono in forma di stemma i segni commerciali pertinenti all'attività del titolare, e da esso usati nell'esercizio della sua professione per marchiarne le merci (dal che il nome di codeste figure atipiche) o siglarne gli atti.

Molto usati (anche tuttora) negli stemmi di area germanica, lo sono di meno dalle nostre parti, dove si incontrano per lo più in esemplari di cospicua antichità come questi (bellissimi e di fine esecuzione) che hai reperito e mostrato: da noi in Italia, col passar dei decenni, si preferì sostituir loro figure araldiche vere e più consone ai nostri gusti artistici.

Bene :D vale

MessaggioInviato: lunedì 10 ottobre 2005, 20:20
da eugubino
Questa è una cosa interessante.
Dovrei vedere se qualcuno della casa di Bettino esercitava anche l'arte del commercio. Ma è molto probabile.
Il suo nome non l'ho mai trovato associato a titoli quale nobilis, ser, ecc.
Però teneva la borsa del Comune. Ergo, di sicuro si intendeva di contabilità e amministrazione. Chi meglio di un commerciante?
Appena possibile verificherò meglio.

Il problema sorge dal fatto che i signa (diciamo così) sono due.
Perché due?
E chi sarà stato Melchiorre?

MessaggioInviato: lunedì 10 ottobre 2005, 20:25
da fra' Eusanio da Ocre
eugubino ha scritto:Questa è una cosa interessante. Dovrei vedere se qualcuno della casa di Bettino esercitava anche l'arte del commercio. Ma è molto probabile. Il suo nome non l'ho mai trovato associato a titoli quale nobilis, ser, ecc. Però teneva la borsa del Comune. Ergo, di sicuro si intendeva di contabilità e amministrazione. Chi meglio di un commerciante? Appena possibile verificherò meglio.

Potrebbe anche trattarsi della sua firma, o del corrispettivo del segno tabellionare dei notai (ammesso che egli usasse un qualcosa di simile).

Il problema sorge dal fatto che i signa (diciamo così) sono due.
Perché due?

Due personaggi, due nomi, :wink: due segni...

E chi sarà stato Melchiorre?


:( Boh...

...l'indigeno :twisted: sei tu, no?

Bene :wink: vale

MessaggioInviato: lunedì 10 ottobre 2005, 20:28
da eugubino
Non è sicuramente un notaio.
Non ha il titolo di ser.

Ok, vedrò quel che si può fare.
Però la qualità dei due stemmi è davvero eccellente (nel senso che si sono conservati abbastanza bene)!

MessaggioInviato: lunedì 10 ottobre 2005, 20:29
da fra' Eusanio da Ocre
Molto ben conservati e...

...molto ben fatti, soprattutto! :wink:

Bene :D vale

MessaggioInviato: lunedì 10 ottobre 2005, 20:36
da eugubino
Escluderei che Melchiorre sia lo scarpellino.
Uno di famiglia?
Si vedrà!

MessaggioInviato: lunedì 10 ottobre 2005, 20:50
da fra' Eusanio da Ocre
...o un altro :roll: addetto alla cassa?

Bene :D vale

MessaggioInviato: lunedì 10 ottobre 2005, 20:54
da eugubino
.. e magari ancora vivo nel 1390, data di esecuzione degli stemmi ...

Un Melchiorre camerlengo del comune nel 1390?
Potrei verificarlo.

MessaggioInviato: lunedì 10 ottobre 2005, 21:07
da fra' Eusanio da Ocre
Beh, anche il titolare del primo era ancora vivo nel 1390 (sebbene forse già :twisted: uccel di bosco...).

Forse Melchiorre ne fu il successore? o il facente funzioni?

Bene :D vale

MessaggioInviato: lunedì 10 ottobre 2005, 21:44
da eugubino
A forza di ragionarci sopra, mi si stanno azzerando le poche certezze che avevo.

Di certo, senza nuovi dati - certi o attendibili -, è preferibile
porre fine alle elucubrazioni.

MessaggioInviato: martedì 11 ottobre 2005, 16:27
da fra' Eusanio da Ocre
Beh, i ragionamenti basati sui dati di fatto erano già 8) ben fermi da un po' di messaggi a questa parte...

...ipotizzare, a volte, facilita la ricerca lungo :wink: strade nuove ed inedite...

Bene :D vale

MessaggioInviato: martedì 11 ottobre 2005, 16:36
da eugubino
Ok ... pensiamo positivo!

MessaggioInviato: martedì 11 ottobre 2005, 21:15
da fra' Eusanio da Ocre
Hai :wink: notato le differenze fra il primo stemma scolpito, e quello miniato alla sinistra di noi che osserviamo la figurina del Vescovo sul primo manoscritto? A prima vista :shock: sembrano uguali, ma...

...quello scolpito è cimato da una croce, mentre quello miniato è cimato da una P...

...inoltre, in quello scolpito il segmento su cui giace la "stella inferiore" tocca il bordo destro dello scudo, mentre nell'altro no.

Casualità, oppure no? :?

Per caso, abbiamo altri stemmi consimili per un raffronto?

Bene :D vale

MessaggioInviato: mercoledì 12 ottobre 2005, 7:48
da eugubino
Per la linea direi che si tratta di una casualità.
Per la croce e lo stemma invece no!
La "P" sottintende forse Ponis, de Pone, Pone?

Altri stemmi di questo personaggio non ne conosco, ma anche questo, come gli altri miei topic, è ... in divenire ... :wink: