Il primo stemma, posto sulla rene sinistra dell'arco, in corrispondenza del suo punto d'appoggio sul setto murario che lo sostiene, è caratterizzato da due stelle e dalla soprastante piccola croce (richiamo cristiano? decoro religioso?). Sotto lo stemma si trova scolpita la seguente iscrizione: "+MCCCLXXXX·DE MEN/SE MAI·BETIN PONIS·[...]", chiudono l'iscrizione due lettere, probabilmente F.F. (fecit fieri; fece fare), che però non riesco a leggere con la dovuta sicurezza.
A destra dell'arco, in posizione contrapposta allo stemma appena descritto, ve n'è un altro, caratterizzato da una sola stella, in calce al quale si legge "+MELCHIOR·[...]".
Si può quindi arguire che quel palazzetto appartenne alla fine del XIV secolo a Bettino di Pone. L'edificio, di cui ignoro i successivi passaggi di proprietà, lo ritroviamo tra i possedimenti della famiglia Ondedei verso la metà del XVI secolo.
Ma chi era questo Bettino di Pone? E Melchiorre?
Bettino di Pone lo troviamo documentato a Gubbio già nel 1350 quando è ricordato come depositario dell'imposta del contado per conto del Comune. Nell'agosto di quello stesso anno, dopo il golpe con il quale Giovanni di Cantuccio Gabrielli si impossessò di Gubbio, Bettino scappò con la cassa comunale (24.000 ducati d'oro) e se andò a Venezia dove, come tramanda una cronaca quattrocentesca "lui et soi discendenti sonno stati sempre bene". E ti credo!!!
Effettivamente Bettino morì in Venezia, in tarda età, nel 1398.
Resta il fatto però che a Gubbio si conservano un paio di suoi registri contabili datati 1388-1389, compilati solo in minima parte e riciclati per successive annotazioni. Sulla copertina di questi volumetti sono raffigurati gli stessi stemmi lapidei sopra ricordati
Chissà che finita la brevissima signoria del Gabrielli (1350-1354) il buon Bettino non abbia fatto ritorno a Gubbio? Qui dovrebbero essere state le sue radici ed anche di un suo figlio [...] resta qualche traccia nelle carte eugubine.
Per quel che se ne sa eredi di Bettino furono due sue figlie, Piera, sposata con ser Antonio Barbaro; Antonia, sposa di ser Lemosina Severelli di Gubbio.
Dalla professione esercitata dai generi, o meglio dal titolo con il quale sono indicati (notai? giudici?) ci si rende conto che Bettino deve essere stato un tipo sempre ben attento alla borsa!!
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si arriva in cielo