Cimieri: istruzioni per l'uso

Inviato:
domenica 20 ottobre 2013, 8:54
da C.Quaratesi
Buongiorno! Prendendo spunto dal post "cani mascherati" mi pongo il problema relativo alla ricerca di cimieri sui repertori: ne esistono di specifici come per gli stemmi veri e propri? Nel caso (ipotetico) di uno stemma sconosciuto, o ancor peggio abraso o comunque illeggibile ma con cimiero, possiamo ugualmente sperare di identificare famiglia o proprietario dello stesso? E come?
Riferendomi nello specifico al post "cani mascherati" che cosa potrebbe "dirci" del suo proprietario il cimiero con la testa di caprone (becco?), rifuggendo ovviamente da facile ironia...
Un grazie in anticipo a chi generosamente vorra' aiutarmi a chiarire quest'aspetto dell'araldica
Buona domenica
Caterina
Re: Cimieri: istruzioni per l'uso

Inviato:
lunedì 21 ottobre 2013, 0:24
da egometta
Ne esistono sì, nella misura in cui le fonti (per lo più manoscritte, ma anche a stampa) su cui i repertori si basano li riportavano o li descrivevano e nella misura in cui il compilatore del repertorio ne ha tenuto conto. Per es., Morando-Verona (1976) riporta parecchi cimieri disegnati da lui e ripresi dalle descrizioni testuali di Cartolari 1854, mentre Morando-Venezia cita come fonte il Codice dei Cimieri del Correr ma non ne riproduce neanche uno. Il Codice, a sua volta, è ben lungi dall'essere sistematico ed esaustivo rispetto alla casistica riscontrabile su pietra, tela, pergamena, ecc.
Il cimiero, specie se antico, è la parte più personale/individuale dell'arma e quindi, se noto e riconosciuto, permette di identificare con buona esattezza il titolare di un certo stemma. Ma altrimenti, se lo stemma familiare è rovinato o ignoto, o se il cimiero individuale è sconosciuto, rischia che l'informazione recata dal cimiero resti solo potenziale (v. appunto i 'cani mascherati'). Meno numerosi, più noti, ma meno significativi e spesso tardivi, sono i casi di cimieri 'fissi' e ereditari per tutta la famiglia.
Recentemente ho avuto a che fare con una serie di stemmari ufficiali portoghesi: il più antico (1506-09) segnala che certi stemmi (dei capifamiglia, con esempi di brisure solo per la casa reale) comportavano un cimiero, ma non indica quale.
Il successivo (1521-22) per scrupolo di completezza rappresenta tutti gli stemmi (ancora dei capifamiglia) con un cimiero, ma l'autore si premura di dire che dove esso era assente, ignoto o perduto, ne ha inventato uno lui "secondo le insigni regole del blasone", cioè riprendendo il motivo dello scudo (e in certi casi ampliandolo: per es. dalle ghiande alla quercia) o ideandone uno "conforme al cognome", cioè parlante. Ma siccome non è dichiarato quali cimieri siano certi e quali frutto di creazione arbitraria, la loro attendibilità e utilità può essere verificata solo per via contrastiva rispetto a quelli noti per altra via o fonte.
Quello ancora successivo (XVII sec.) riporta tutti gli stemmi (stavolta di famiglia) con il loro cimiero, spesso diverso da quello del 1521-22, segnalando che quanto rappresentato (e blasonato in una coeva edizione a stampa) era frutto di lunga e laboriosa ricerca e si configurava quindi come autentico, senza margini di arbitrarietà e necessità di ulteriori indagini e speculazioni (ma appunto era ormai fissato per tutti i membri del casato e quindi in certo senso ridondante rispetto allo scudo, almeno in sincronia).
Re: Cimieri: istruzioni per l'uso

Inviato:
lunedì 21 ottobre 2013, 8:10
da C.Quaratesi
Grazie per questa spiegazione, davvero illuminante!
Caterina
Re: Cimieri: istruzioni per l'uso

Inviato:
venerdì 25 ottobre 2013, 23:30
da Antonio Pompili
Penso sia opportuno sottolineare un aspetto. Vale a dire la scarsità di repertori di cimieri in ambito italiano. Il che si spiega per il semplice fatto che i cimieri nella nostra penisola ebbero largo uso fin dopo il Rinascimento, ma in seguito divennero sempre meno frequenti. A differenza di quanto ancora oggi si può notare in ambito germanico e soprattutto anglosassone, dove tali ornamenti godono di particolari prerogative e tutele. Non è un caso se soprattutto dalla cultura araldica anglosassone, anche in tempi recenti, ci giungono repertori come quelli di cui hai fatto domanda, cara Caterina.