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Aiuto per blasonatura del 1687

MessaggioInviato: martedì 9 luglio 2013, 12:17
da de la cerda
Buongiorno.
Chiedo il prezioso aiuto degli esperti aradisti del forum nel tradurre in linguaggio blasonico moderno una blasonatura usata nei Consegnamenti d'Arme Piemontesi del 1687-1688.
Lo stemma è così descritto
Un scudo contornato a beneplacito di gueules ad un leopardo passante d'argento frontato sopra del medesimo ad una fascia dentata e ridentata d'azzurro
Come "tradurreste" queste parole?
Io mi sono fatta un'idea, ma aspetto la vostra opinione.
Grazie mille
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Re: Aiuto per blasonatura del 1687

MessaggioInviato: martedì 9 luglio 2013, 15:01
da Delehaye
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Aimo o Aymo (Torino)
famiglia con memorie dal XVII secolo
Un scudo contornato a beneplacito di rosso ad un leopardo passante d'argento frontato sopra del medesimo ad una fascia dentata e ridentata d'azzurro


da notare il termine "beneplacito":

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Uno scudo di gueules alla Croce piena d'argento, accompagnato nel lato destro da una stella d'oro, ornato al di fuori e intrelciato e beneplacito con due leoni di gueules tenenti una lancia d'oro sommata da una banderuola di gueules alla Croce d'argento come nel campo, un cerniero composto da due rami, uno di lauro, l'altro di palma col motto: IN PACE VIRTUS, IN BELLO VICTORIA

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Di rosso, al guerriero armato di tutto punto d’argento, con la visiera dell’elmo alzata, il volto di carnagione, impugnante con la destra sollevata una spada sguainata del secondo, a cavallo di un leone illeopardito d’oro, armato di nero.
Lo stemma fu concesso alla Comunità di Cavallerleone il 15 maggio 1676 dalla “Madama Reale” Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, madre del Duca Vittorio Amedeo II, quale reggente per il figlio; nell’atto di concessione, il cui originale pergamenaceo tuttora si conserva nell’archivio comunale (Arch. Com., Storico, fasc. 17, n.3), compare lo stemma miniato, accompagnato dalla seguente descrizione: “Uno Scudo Ovale cartocchiato a beneplacito di sangue ad un huomo armato d’argento a cavallo sopra un Leone d’oro, armato e contornato di sabbia”. Il medesimo stemma con qualche variante secondaria è riprodotto in un antico affresco sulla facciata del Palazzo civico.
Si tratta di un’arma “parlante”, ossia di uno stemma le cui figure, il cavaliere ed il leone, richiamano il nome della Comunità titolare. La scelta degli smalti è ispirata all’araldica della dinastia regnante, stante l’origine dello stemma da una concessione sovrana.

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Uno scudo quadro cartocciato a beneplacito inquartato d’azzurro e gueules a nove lose d’oro nel primo e nel quarto

Re: Aiuto per blasonatura del 1687

MessaggioInviato: mercoledì 10 luglio 2013, 11:28
da de la cerda
Grazie Delehaye.
Tra gli esempi che hai citato c'è anche - stranamente [clapping.gif] - quello che io ho disegnato per il mio Blasonario Subalpino.
Per tornare alla mia domanda, il mio dubbio non era tanto relativo al termine "beneplacito", quanto alle parole frontato sopra del medesimo ad una fascia dentata e ridentata d'azzurro.
In numerose blasonature dei Consegnamenti il termine frontato indica in realtà un capo.
Le interpretazioni dunque potrebbero essere due, quelle da te esemplificate con le due prime immagini, a parte la posizione della fascia nella tua immagine, che dovrebbe essere posta in capo (=frontato sopra del medesimo).
Inoltre credo che dentato e ridentato voglia significare "doppiodentato" e non "spinapesce" (come l'hai disegnato tu).
Resto dunque ancora con qualche dubbio.
Cordialmente
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