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Stemma di Mons. Redaelli Arcivescovo di Gorizia

MessaggioInviato: venerdì 12 ottobre 2012, 9:07
da Donda87
Buongiorno! Pongo alla vostra attenzione lo stemma episcopale di S.E.R. Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli nuovo (Principe) Arcivescovo Metropolita di Gorizia.

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Esegesi:
Lo stemma riprende alcuni elementi tradizionali dell'araldica ecclesiastica con una libera interpretazione attenta alla sensibilità attuale. Centro dello stemma è lo scudo che riproduce la "Gerusalemme celeste", descritta nel libro dell'Apocalisse, come presenta in alcune antiche raffigurazioni e rielaborata dall'Atelier Iconografico del Monastero di Bose. La scelta dell'immagine è determinata dal motto episcopale che nella sua interezza riprende il versetto Ap. 21,9: "Vieni, ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell'Agnello". Si tratta della frase rivolta dall'angelo all'evangelista Giovanni quando si apre la visione conclusiva dell'Apocalisse. Il testo prosegue identificando la "sposa dell'Agnello" nella "città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. E' cinta da grandi e alte mura con dodici porte" (Ap 21, 10-12). Giovanni prosegue la descrizione osservando: "La piazza della città è di oro puro, come cristallo trasparente. In essa non vidi alcun tempio: il Signore Dio, l'Onnipotente, e l'Agnello sono il suo tempio. La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna: la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l'Agnello" (Ap 21, 21-23).
Lo scudo riprende tutti questi elementi (le porte, la piazza d'oro, l'Agnello al centro della città) e aggiunge la prima e l'ultima lettera dell'alfabeto greco ed ebraico in coerenza con la presentazione che il Signore fa di sé manifestandosi a Giovanni "Io sono l'Alfa e l'Omega, il Primo e l'Ultimo, il Principio e la Fine" (Ap 22, 13; cf anche Ap 1, 8; 21, 6).
Ai piedi dell'immagine, lo scudo riporta il motto in latino in forma abbreviata: "ostendam sponsam agni. La scelta del motto che lo scudo manifesta in forma plastica (motto riportato anche sul pastorale dell'Arcivescovo) è dovuta all'intuizione che al vescovo, forse più che ad altri, è data la grazia di vedere l'azione dello Spirito Santo che sta preparando la Chiesa a essere la Sposa dell'Agnello, il Signore Gesù, pur in mezzo alle contraddizioni e ai drammi di questo mondo (perché non siamo ancora nel Regno...). Il vescovo, infatti, non cessa mai di essere nel popolo di Dio e quindi dalla parte della "Sposa", ma ha insieme la grazia di essere anche dalla parte dello "Sposo", partecipando al ministero che Cristo, Pastore eterno, ha affidato agli apostoli e ai loro successori.
Sopra lo scudo è posta la mitra. La scelta di sostituirla al galero è dovuta al fatto che essa è l'antico e ancora attuale copricapo del vescovo, mentre il galero non è più in uso. Sulla mitra è riportata la croce a doppia traversa, che ricorda la croce astile tipica degli arcivescovi, anch'essa non più in uso. Lo stemma è chiuso in basso dal pallio: insegna che viene conferita dal Sommo Pontefice ai metropoliti.

Lascio a voi i commenti.

Re: Stemma di Mons. Redaelli Arcivescovo di Gorizia

MessaggioInviato: venerdì 12 ottobre 2012, 10:38
da Romegas
[yikes.gif] Sembra proprio una insegna pubblicitaria di un locale. Non trasmette nulla, in quanto è un misto di antico e moderno (?). Ma si sa chi è l'autore?

Re: Stemma di Mons. Redaelli Arcivescovo di Gorizia

MessaggioInviato: venerdì 12 ottobre 2012, 10:48
da Tilius
E cosa si può commentare?
Senza scadere nel triviale/brutale, intendo.
É un epic-failure, in senso araldico.
In qualsiasi senso, a essere sinceri.
Porte???
A parte che é tutto da dimostrare che le porte urbiche in Terra Santa nel I secolo avessero quella forma arabeggiante, viene davvero impossibile - senza la spiegazione a corredo - riconoscerle per porte.
E uno.
Sembrano i piroli (neri) della cavigliera di uno strumento ad arco (violino et similia).
E due.
Il quadrato sarebbe la piazza? Vabò, con commento forse ci si arriva...
E tre.
Le lettere non potevano stare da sole? Il tutto non era già abbastanza carico e ridondante da dover cerchiarle/quadrettarle?
E quattro.
Il motto all'interno dello scudo, poi, é al di sotto di ogni critica (araldica: sull'aspetto teologico andrà anche benissimo...)
E cinque.
La croce astile integrata nella mitra é un vezzo che mi piacerebbe sapere donde proviene...
E sei.
Un epic-failure di proporzioni bibliche. Letteralmente.
La cosa araldica più assolutamente e pazzescamente oltre che io abbia mai visto in vita mia.

Re: Stemma di Mons. Redaelli Arcivescovo di Gorizia

MessaggioInviato: venerdì 12 ottobre 2012, 11:49
da Tilius
Riprendo anch'io la fondamentale domanda di cui sopra.
Chi é l'autore?
Della realizzazione grafico/araldica, of course.
La concezione teologica do per scontato che venga dal presule.

Re: Stemma di Mons. Redaelli Arcivescovo di Gorizia

MessaggioInviato: venerdì 12 ottobre 2012, 13:36
da Franz Joseph von Trotta
Pare vi fosse una parente grafica pubblicitaria che giustamente ha voluto aiutare il novello Arcivescovo. Il risultato è quindi conseguente e inevitabile direi. Molto ehmm "disinvolto" ma voluto. Che dire? Un Dragon & Dungeon ecclesiastico :D
La conclusione migliore è il classico "Contento lui contenti tutti". L'araldica ecclesiastica è altra cosa naturalmente.
L'esegesi tuttavia contiene due fraintendimenti: galero e croce astile arcivescovile sono tutt'ora universalmente in uso come solida convenzione grafica. Sono infatti i chiari segni simbolici e iconografici che definiscono un emblema ecclesiastico per essere quello di un arcivescovo della Chiesa Cattolica. Questo purtroppo non si riconosce come tale. E se si dovesse rispettare il concetto del "non è più in uso", temo che anche lo stesso scudo cavalleresco dovrebbe scomparire dallo stemma arcivescovile di fatto quasi mai usato dai prelati, certo non in uso oggi.
F.

Re: Stemma di Mons. Redaelli Arcivescovo di Gorizia

MessaggioInviato: venerdì 12 ottobre 2012, 15:12
da Donda87
Allora gli autori sono: Laura Brusotto e Roberta Toresani.

Per "non in uso" penso si riferisse all'accezione pratica liturgica, più che a quella araldica...anche perché
se la conoscenza araldica dovesse trasparire dallo scudo staremmo freschi!! [thumbdown.gif]

Il mio post era proprio per portare a conoscenza voi, colleghi, delle aberrazioni che continuano a
imperversare su questi temi... [sweatdrop.gif]

Si quelle che nella spiegazione vengono definite porte a guardarle mi sono venuti in mente:
gli apostoli, la toppa di qualche porta, i birilli da bowling... mah! Veramente senza parole... :o

Re: Stemma di Mons. Redaelli Arcivescovo di Gorizia

MessaggioInviato: venerdì 12 ottobre 2012, 15:20
da Tilius
Franz Joseph von Trotta ha scritto: Che dire? Un Dragon & Dungeon ecclesiastico :D

Temo che la fanta-araldica che si ritrova in Dungeons & Dragons sia molto, ma molto più aderente alla tradizione di quanto non sia questa... cosa.

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Re: Stemma di Mons. Redaelli Arcivescovo di Gorizia

MessaggioInviato: venerdì 12 ottobre 2012, 15:28
da Pantheon
Il tutto lo ritrovo qui..... [dev.gif]

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Re: Stemma di Mons. Redaelli Arcivescovo di Gorizia

MessaggioInviato: venerdì 12 ottobre 2012, 15:39
da Tilius
Una tavola con intorno 12 omini neri che stanno per magnarsi l'Agnus Dei...
Forse era meglio farla passare come una allegoria dell'Ultima Cena.

Re: Stemma di Mons. Redaelli Arcivescovo di Gorizia

MessaggioInviato: venerdì 12 ottobre 2012, 15:42
da Antonio Pompili
Che dire?
La simbologia adottata è meravigliosa! L'Apocalisse è tra i libri biblici quello simbologico per eccellenza. E molto si può attingere ad essa per la composizione di uno stemma ecclesiastico. Ma... non possiamo non avanzare dei però.
La figura cristologica dell'Agnello (comune anche alla teologia del Quarto Vangelo), è entrata a buon diritto nella composizione di moltissimi stemmi ecclesiastici e non (spesso anche civici). Certo... un agnello nero è una contraddizione in termini, e non solo (e non tanto) termini araldici ma biblico-teologici!
L'idea delle porte poteva essere buona, ottima! Ma rese così...
Le lettere in uno stemma non sono quasi mai l'ideale raffigurativo, ma visto il pieno valore di simbolo di quelle adottate, passino e a buon diritto. Tuttavia non realizzate in quel modo...
Il progetto compositivo è indiscutibilmente degno di rispetto.
Ma la realizzazione grafica non ha nulla di araldico e - mi si perdoni il livello di franchezza, al quale di norma difficilmente arrivo - forse non ha molto di artistico...
L'ispirazione alla rielaborazione del Monastero di Bose (istituzione per la quale peraltro nutro profonda ammirazione), non è forse stata la migliore tra le possibili.
Il Medio Evo ci ha offerto pregevoli raffigurazioni simboliche della Gerusalemme celeste, Sposa del Cristo-Agnello.
Basti pensare fra tutte a quella della superba Apocalisse di Bamberga, databile al 1000-1020.
Immagine
Perchè non partire da qualcosa del genere?
Discorso a parte meriterebbero gli ornamenti. Mi trovo sostanzialmente d'accordo con le considerazioni di Franz. Anche se, evitando una lettura unilaterale delle ultime norme emanate dalla Chiesa a riguardo, sostengo che la mitria (anche se non come scelta preferibile) potrebbe ancora essere usata in uno stemma vescovile, purchè abbia un aspetto adatto a un contesto araldico.
Comunque è vero che ognuno ha il diritto di adottare lo stemma (o il logo) che vuole. E in base a tale diritto, anche questa composizione merita il rispetto che si deve ad ogni scelta personale se non lesiva dei diritti altrui, a parte, in questo caso, la mancata osservanza delle consuetudini araldiche.

Re: Stemma di Mons. Redaelli Arcivescovo di Gorizia

MessaggioInviato: venerdì 12 ottobre 2012, 15:44
da Pantheon
E' solo una questione di colori, la mia è solo una battuta senza nessun riferimento religioso che suonerebbe, in questo caso, blasfemo.... [angel]
;)

Re: Stemma di Mons. Redaelli Arcivescovo di Gorizia

MessaggioInviato: venerdì 12 ottobre 2012, 16:03
da Tilius
Ma vi immaginate una persona, anche pienamente acculturata sulla teologia cattolica, che veda questo "stemma" senza essere a conoscenza dell' "esegesi" (una blasonatura non so nemmeno se mai qualcuno avrà lo spirito di automartirizzarsi per farla...)?
Riconoscerà l'Agnus Dei e l'Alfa e l'Omega... ma il resto??? [sweatdrop.gif]

Re: Stemma di Mons. Redaelli Arcivescovo di Gorizia

MessaggioInviato: venerdì 12 ottobre 2012, 16:07
da Romegas
Questo emblema, in quanto non lo considero uno stemma, mi fa venire alla mente qualcosa di africano, tipo etiopico.

Re: Stemma di Mons. Redaelli Arcivescovo di Gorizia

MessaggioInviato: venerdì 12 ottobre 2012, 16:13
da Franz Joseph von Trotta
Donda87 ha scritto:Per "non in uso" penso si riferisse all'accezione pratica liturgica, più che a quella araldica...anche perché
se la conoscenza araldica dovesse trasparire dallo scudo staremmo freschi!! [thumbdown.gif]


Certo, avevo capito, ma è comunque un "non senso" ove si va ad intervenire su radicate convenzioni grafiche di una consolidata grammatica di un linguaggio visivo.
Anche la "locomotiva con ciminiera fumante ciuf-ciuf" non è più in uso da decenni eppure tutti la vedono e la percepiscono ancora con un suo senso simbolico sulla segnaletica stradale a prescindere dal fatto che sia un oggetto desueto. Perchè è una chiara convenzione grafica all'interno di un codice semantico preciso e praticato. Come il galero verde e la croce astile a due braccia "dicono" subito Arcivescovo nel codice "araldica ecclesiastica". Qui che sara? Mah
Saluti cordiali,
F.

Re: Stemma di Mons. Redaelli Arcivescovo di Gorizia

MessaggioInviato: domenica 14 ottobre 2012, 22:54
da M.Brivio
Un peccato che non abbia usato o ripreso quello della famiglia.