Coreografia...sospetta

Inviato:
giovedì 27 settembre 2012, 8:13
da C.Quaratesi
http://firenze.repubblica.it/cronaca/20 ... -43003449/Buongiorno, cari amici. Premesso che non mi intendo di calcio, vorrei chiedere il vostro parere puramente araldico circa la spettacolare coreografia immortalata in questa foto dello Stadio Franchi di Firenze.
Perché' i colori dell'' arme del popolo fiorentino sullo scudetto (sic!) centrale nel bandierone viola realizzato in Curva sono stati invertiti rispertto alla norma, cioè' allo scudo con la croce che si vede in piccolo accanto a quello coi colori comunali?
Caterina
![hmm [hmm.gif]](./images/smilies/hmm.gif)
Re: Coreografia...sospetta

Inviato:
giovedì 27 settembre 2012, 8:58
da Tilius
...il link di cui sopra rimanda a un articolo sul wifi a Firenze...
![hmm [hmm.gif]](./images/smilies/hmm.gif)
Re: Coreografia...sospetta

Inviato:
giovedì 27 settembre 2012, 9:52
da Zanetto
Buongiorno,
nel link sotto, al paragrafo "altri simboli", la risposta.
La coreografia si riferisce alla Repubblica di Firenze del 1527 (corretto il refuso a cui si riferisce il post successivo
![bangin [bangin.gif]](./images/smilies/bangin.gif)
).
Cordiali saluti,
Alfredo
http://it.wikipedia.org/wiki/Stemma_di_Firenze
Re: Coreografia...sospetta

Inviato:
giovedì 27 settembre 2012, 10:12
da C.Quaratesi
Ok ok, ma è il 1527! Oggi non son la sola in preda ai refusi!
E dunque, cari amici, Juve=famiglia Medici e Firenze 1527=Fiorentina 2012?
Peccato, quella gloriosa repubblica durò proprio pochino...
Caterina
Re: Coreografia...sospetta

Inviato:
giovedì 27 settembre 2012, 10:51
da Antonio Pompili
Molto interessante la discussione da te aperta, cara Caterina.
Ci offre l'occasione per due riflessioni.
- Possiamo infatti pensare all'uso para-araldico che degli emblemi si fa nel mondo sportivo, come a uno spazio fertilissimo per la continuazione della vitalità simbolica degli stemmi (o emblemi che agli stemmi facciano riferimento) ai giorni nostri. Il che, ai giorni nostri, è sottolineato in diversi scritti da un grande studioso quale il Pastoureau.
- Ma possiamo anche pensare - e valeva nei secoli passati come nei giorni presenti - ai continui mutamenti dell'araldica (e più in generale di ogni emblematica) come a un riflesso dei mutamenti sociali, politici e culturali.
Del resto, tanto per rimaner in ambito fiorentino, è noto come lo stesso stemma civico del capoluogo toscano abbia conosciuto un'inversione di smalti, quando i guelfi prevalsero nel governo della città nel 1251. Evento commentato dal Sommo Poeta con i versi molto opportunamente riportati nel link indicato da Zanetto. Anche se in quella pagina non si fa cenno del breve ritorno all'originaria composizione durante l'altrettanto breve periodo del nuovo prevalere dei ghibellini con la vittoria di Montaperti, cui seguì (dopo la scomparsa di re Manfredi) il ritorno definitivo del giglio rosso, fino ad oggi.
Re: Coreografia...sospetta

Inviato:
giovedì 27 settembre 2012, 15:28
da Sorante
Credo non vi possa essere alcun dubbio sugli usi paraaraldici (o araldici?) delle cosiddette "curve". Mi confortano, come già ebbi modo di dire e come certamente è noto a tutti voi esperti, pareri autorevoli come quelli del Savorelli o del Foppoli, che concluse la presentazione della sua ultima fatica, nel Gennaio scorso, proprio con una splendida foto di una sbandierata eseguita nello stadio Rigamonti di Brescia.
L'aspetto che sottolineerei tra i molteplici, è l' agile disinvoltura (oserei dire: inconsapevole, ma di quella inconsapevolezza tipica delle stagioni "vive" e precedenti qualsivogliano codificazioni intellettuali) nell'uso, sulle bandiere o striscioni, delle brisure dello stemma cittadino, magari mantenendo le figure ma invertendo le cromie, ad esempio; oppure conservando queste ultime ma variando le figure. Penso all'uso del leone bresciano che da azzurro in campo argento, diviene "facilmente" argento in campo azzurro; o all'uso di scaglioni rovesciati, sempre d'argento in campo azzurro o viceversa, a richiamare la "V" della maglia della squadra bresciana, rispettivamente invertendo o mantenendo le cromie dell'arme cittadina, ma mutandone la figura. Insomma, possiamo storcere il naso finchè vogliamo di fronte a questo "svilimento" di figure e colori, emblemi di ben altre battaglie e di ben altre conquiste, ma se vogliamo "freddamente" analizzare la cosa, è (anche) in quest'aspetto della nostra società che possiamo ritrovare testimonianze di usi araldici spontanei e vividi, non ingessati da accademismi timorosi o peggio da intenti puramente burocratici.
Un caro saluto.