Pagina 1 di 1

Blasonatura stemma Vescovile

MessaggioInviato: mercoledì 5 settembre 2012, 16:29
da gluten82
Gent.li Forumisti,

di recente sono riuscito a farmi inviare l'immagine dello stemma del Vescovo Pietro Colli (in realtà Colla, considerando che era nipote del Mons. Antonio Colla, parroco di Crespino dal 1822 al 1840).
Ho tentato una blasonatura, ma temo di non essere ancora ben pratico, perciò chiedo il vostro aiuto al fine di trovare la descrizione più consona.

http://img834.imageshack.us/img834/465/ ... covile.jpg

Arma: d'argento al cervo passante al naturale su paesaggio collinoso. Albero di quercia al naturale su lato sinistro.

Ringraziandovi per l'attenzione e l'aiuto, porgo cordiali saluti.

Dr. Daniele Colla

Re: Blasonatura stemma Vescovile

MessaggioInviato: mercoledì 5 settembre 2012, 17:27
da nicolad72
Ha più l'aspetto di uno stemma propriamente episcopale che di un'arma di famiglia... ha troppo quell'effetto "cartolina - in questo caso - bucolica" che si allontana parecchio dall'arte araldica.

Re: Blasonatura stemma Vescovile

MessaggioInviato: mercoledì 5 settembre 2012, 22:45
da San Marco
Mi sembra che il gentile gluten82 non abbia mai parlato di un'arma di famiglia....

Re: Blasonatura stemma Vescovile

MessaggioInviato: mercoledì 5 settembre 2012, 23:42
da fra' Eusanio da Ocre
Difficile stabilire gli smalti, in stemmi in bianco-nero come questo.

Basandoci sul blasone suggerito dal nostro amico Gluten, e confidando che lo stemma non sia qui riprodotto in forma speculare rispetto al vero, potremmo tentare un di (argento), al cervo rivolto, posto a destra e sinistrato da una quercia, il tutto sostenuto e attraversante su di un terrazzo, ed (al naturale).

Bene :D valete

Re: Blasonatura stemma Vescovile

MessaggioInviato: giovedì 6 settembre 2012, 7:42
da contegufo
Caro Frate

il cervo rivolto, posto a destra e sinistrato da una quercia,


Non metto in dubbio la terminologia araldica certo è che l'espressione sa tanto di incidente rupestre al povero cervo, "sinistrato da una quercia". Ci sarà andato contro a cornate come un antropomorfo Don Chisciotte per poi subirne le conseguenze?
L'avrà una polizza infortuni?
[stretcher.gif]


Saluti

Re: Blasonatura stemma Vescovile

MessaggioInviato: giovedì 6 settembre 2012, 8:42
da gluten82
Buongiorno a tutti,
grazie mille per le risposte che mi avete dato. Vorrei inoltre precisare che non si tratta di un'arma di famiglia: dei Colla di Adria al momento non ho ancora nessuno stemma. Sono riuscito ad avere solo una copia di uno scudo incompleto, con corona antica datato 1498, indicante l'iscrizione al Consiglio di Adria della famiglia Colla. Troppo bucolico, effettivamente, lo stemma vescovile ma è pur vero che lo stesso cervo, ma blasonato d'oro e di "passaggio" invertito rispetto a questo, l'ho ritrovato su un'altro stemma della famiglia Colla di Ferrara.

Immagine

Uploaded with ImageShack.us
Immagine

Uploaded with ImageShack.us

A tal proposito potrebbe esserci, ma anche no, un collegamento tra le due famiglie poiché un ramo di Adria, famiglia dalla quale discendeva il Vescovo Pietro Colli(a), si trasferì nella metà del '500 proprio a Ferrara con tale Ippolito e Terenzio...ma sono solamente supposizioni che non hanno nessuna certezza.
Grazie ancora per il vostro aiuto, colgo l'occasione per augurarvi una buona giornata.
Cordialmente,
Dr. Daniele Colla


Ps: povero cervo sinistrato ;)!

Re: Blasonatura stemma Vescovile

MessaggioInviato: giovedì 6 settembre 2012, 10:22
da fra' Eusanio da Ocre
contegufo ha scritto:Caro Frate
il cervo rivolto, posto a destra e sinistrato da una quercia,

Non metto in dubbio la terminologia araldica certo è che l'espressione sa tanto di incidente rupestre al povero cervo, "sinistrato da una quercia". Ci sarà andato contro a cornate come un antropomorfo Don Chisciotte per poi subirne le conseguenze?
L'avrà una polizza infortuni? [stretcher.gif]
Saluti

gluten82 ha scritto:(...) Ps: povero cervo sinistrato ;)!

:D :D :D
Cari amici, di norma la descrizione blasonica dà precedenza alle figure poste alla destra araldica, ma se volessimo Immagine capovolgere questa prassi e iniziare con la quercia, finiremmo col dire "alla quercia addestrata da un cervo"...
8-)
...e già mi pare di sentire i vostri commenti Immaginesulle doti del cervo in qualità di Immagineammaestratore di querce...
[thumb_yello.gif]

Bene Immaginevalete

Re: Blasonatura stemma Vescovile

MessaggioInviato: giovedì 6 settembre 2012, 12:14
da Sorante
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:finiremmo col dire "alla quercia addestrata da un cervo"...

...e già mi pare di sentire i vostri commenti



Caro Maestro, non mi giudichi presuntuoso se le confido che è la stessa medesima-identica-precisa cosa che ho pensato [jump.gif]
Con stima sempre crescente

Re: Blasonatura stemma Vescovile

MessaggioInviato: giovedì 6 settembre 2012, 12:42
da fra' Eusanio da Ocre
Mio buon Sorante, non deludi mai il vecchio frate.
Immagine


Optime :P vale

Re: Blasonatura stemma Vescovile

MessaggioInviato: giovedì 6 settembre 2012, 14:35
da contegufo
Caro Frate

Abbiamo preso a pretesto quel morceau di descrizione per far rilevare come la stessa fraseologia araldica risulti ingabbiata da un lessico minimalista e qui sono d'accordo ma incapace di elasticità mentale come nel caso in questione.
Siccome così è sempre stato continuiamo ancora alla stessa maniera......
Domenica alla Messa il prete di turno si interrogava se la cresima non fosse meglio farla fare sui 18 anni quando le idee si hanno più chiare, ma apriti cielo, abbiamo sempre fatto così, perchè cambiare?

La risposta che dice tutto e niente sarebbe: "la tradizione nel rinnovamento"!!!!
L'araldica è capace di tanto se pure gli "altri" seguono lo stesso solco?

Saluti

Re: Blasonatura stemma Vescovile

MessaggioInviato: giovedì 6 settembre 2012, 15:56
da Sorante
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Mio buon Sorante, non deludi mai il vecchio frate.


Fosse vero, Maestro mio... [sweatdrop.gif] [sweatdrop.gif]

L'argomento che si va delineando è interessante. Peraltro avendo io la fortuna e l'onore di essermi assicurato una bella mole di cyber-chiacchierate proprio con il Maestro e Frate (ahilui), devo dire che proprio da lui sto iniziando ad imparare la desuetudine di certi termini, da tralasciare a giovamento di altri più intuitivi e "al passo" con i tempi, (o fondendo sarebbe meglio dire: più rispondenti all'odierno intuito). Quindi posso tranquillamente affermare che tra le sue doti (tra quelle che posso capire), una di quelle che ammiro di più è sicuramente quella della rigorosa attenzione alla rispondenza del blasone "all'attualità", il trattare questo come cosa viva che per poter rimanere tale deve attingere alla mutata realtà; laddove altri invece preferiscono crogiolarsi in un nozionismo imparato una volta per tutte e che sa di stantio.

Però, però...dove fermarsi? Quali termini sono obsoleti, quali no? Chi lo decide? Come rendere "pubblicamente fruibile" una variazione che si ritiene giusta (per evitare un lessico personale e personalizzato)? Il neofita (ci sono anche loro... [confused.gif] [confused.gif] , portate pazienza) come si deve comportare (ci sono infatti prontuari autorevoli, ma tutti datati: al loro interno cosa salvare, cosa no, cosa è da tempo inutilizzato e cosa tuttora valido, cosa è tuttora utilizzato ma sarebbe da cambiare?). Non mi pare semplice. Certo l'intuito di cui sopra potrebbe essere una buona discriminante: se un termine si comprende a tutt'oggi usiamolo, se non lo si comprende più è segno che quel termine è ora di cambiarlo (mi viene in mente lo scaglione "attingente" di Ghedi, di cui ora so grazie a Marco Foppoli), ma anche così procedendo buona parte dei dubbi sopraccitati rimarrebbero validi. Certo si potrebbero "sciogliere" molti termini con proposizioni descrittive (accompagnato alla sua sinistra anzichè sinistrato?) ma questo non porterebbe poi ad un inevitabile appesantimento del blasone, ad una perdita dell'equilibrio, dell'eleganza, della splendida sonorità che ne scaturisce quando ben fatto? E ancor di più: a questo punto chi non potrebbe dire che quel che vale per una parte non possa valere per il tutto ed iniziare così a descrivere le bande come "strisce" (siggh... pericolo sfiorato anche in questo forum in passato) che partono da destra e scendono a sinistra, o aquile con ali aperte anzichè spiegate (spiegate a chi? [angel] ), ecc.ecc.

Capitemi...sono solo domande da ultimo arrivato che vede come all'interno della scienza araldica convivano due pulsioni, due esigenze (che anch'egli sente come proprie): l'una di aggiornamento e innovazione, l'altra di prudente conservazione. Esigenze entrambe giuste, ma che ovviamente quest'ultimo arrivato non sa far convivere.
E perciò chiede aiuto anche stavolta.

Grazie e a presto.

Re: Blasonatura stemma Vescovile

MessaggioInviato: giovedì 6 settembre 2012, 16:58
da fra' Eusanio da Ocre
Sorante ha scritto:(...[nella terminologia blasonica - n.d.f.E.]...) cosa salvare, cosa no, cosa è da tempo inutilizzato e cosa tuttora valido, cosa è tuttora utilizzato ma sarebbe da cambiare?

(...) si potrebbero "sciogliere" molti termini con proposizioni descrittive (accompagnato alla sua sinistra anzichè sinistrato?) ma questo non porterebbe poi ad un inevitabile appesantimento del blasone, ad una perdita dell'equilibrio, dell'eleganza, della splendida sonorità che ne scaturisce quando ben fatto?

E ancor di più: a questo punto chi non potrebbe dire che quel che vale per una parte non possa valere per il tutto ed iniziare così a descrivere le bande come "strisce" (...)

Parole sante, su cui riflettere per approfondire.

Optime :D vale

Re: Blasonatura stemma Vescovile

MessaggioInviato: giovedì 6 settembre 2012, 21:45
da San Marco
Immagine

Questo è lo stemma di S.E. Pieto Colli (1867-1868), 81° vescovo della Diocesi di Adria, ricavato da uno stemmario ottocentesco dipinto su cuoio, presente nella chiesa di San Bartolomeo in Rovigo dove più che un cervo sembra una capra d'argento,rivolta,cornata,passante in un terreno scosceso di verde.