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Semantica Araldica nel Medioevo

MessaggioInviato: lunedì 27 agosto 2012, 16:08
da portingal
Buon pomeriggio a tutti.

Prego, permettetemi di presentarmi. Capisco bene l'italiano, ma ancora è un pò difficile da scrivere. Ricerco semantica visivi utilizzando la araldica medievale come un dominio di interesse particolare. I risultati iniziale sono stati pubblicati nella mia tesi di MSc sul significato dello stemma dei primi re del Portogallo (XII secolo).

Questi risultati i metodi sono stati estesi ad molti altri stemmi da allora. Più di 2.000 componenti araldiche medievali europee sono stati studiati. Se c'è qualcuno interessato sulla metodologia utilizzata, allego di seguito l'abstract in inglese della tesi e sono a vostra disposizione per qualsiasi domanda.

Il mio blog è: http://www.leeuween.com (in inglese) o http://www.aquisgranis.com (in portoghese). Pubblico ora una serie di cinque studi semiotici sulle stemma di Edoardo il Confessore.

Cordiali saluti e grazie,

Carlos da Fonte

Re: Semantica Araldica nel Medioevo

MessaggioInviato: lunedì 27 agosto 2012, 21:59
da Tilius
Si riprende qui l'annosa questione del presunto stemma di Edoardo il Confessore.
Voglio solo rammentare come larga parte degli studiosi consideri questo "stemma" una invenzione successiva ad Edoardo, tratta da esemplari monetari coniati durante il suo regno (monete che appunto sovente recavano una croce accantonata da qualcosa - e bisogna inoltre considerare come la croce fosse comunque il verso quasi standard, pur se variato in millemila declinazioni, della monetazione dell'intero medioevo europeo, e non solo),
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con l'intento di fornire un supporto araldico alle pretese di continuità delle successive dinastie inglesi, Plantageneti in primis.
E infatti questa "invenzione" é particolarmente precoce (e avrà largo seguito successivo) riscontrandosi in versioni molto antiche (ma di molto successive al re - almeno 150-200 anni - ergo non abbastanza antiche per essere attribuibili direttamente ad Edoardo, né sorprende ciò essendo vissuto il re in epoca largamente prearaldica) quali ad esempio le armi reali di Riccardo II riprodotte sul retro del Dittico Wilton (insieme al badge del cervo con le corna d'oro, pure appartenuto a Riccardo II), databile al 1399 o pochissimo prima.
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Re: Semantica Araldica nel Medioevo

MessaggioInviato: lunedì 27 agosto 2012, 22:06
da Tilius
Fra le molte varianti accantonate (frequentissime) delle monete versocrociate (praticamente tutte) del regno di Edoardo, ci sono anche quelle con gli useletti.
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Re: Semantica Araldica nel Medioevo

MessaggioInviato: martedì 28 agosto 2012, 16:43
da portingal
Gratissimo per la risposta,

L'iconografia è molto bella e illustra bene i punti citati da voi. Vorrei solo cercare di rispondere ad alcuni dei commenti numerati per chiarezza.

1) larga parte degli studiosi consideri questo "stemma" una invenzione successiva ad Edoardo

Sono anche di questo parere, ma la mia domanda è: si tratta tutti di un frutto del quattrocento o quello che si vede sulle monete è anche un parofonia? Potrebbe essere che gli autori del stemma di Riccardo II solo approfittavano le figure viste sulle monete. In questo caso tutto parofonie sarebbe fatti in anglo-normanno, che in pratica non cambierebbe il risultato, mantenendo le parole coinvolti C(e) roi ~ Crois ed Edouard ~ Et due harde. In ogni caso non studio la numismatica, sino incidentalmente, ma solo l'araldica medievale.

2) la croce fosse comunque il verso quasi standard, pur se variato in millemila declinazioni, della monetazione dell'intero medioevo europeo

Pienamente d'accordo, incidentalmente questo è successo anche nella Penisola Iberica. Ma Crois è davvero parofonico a C (e) roi e si adatta bene a tutti re francese. Quindi, se la croce ricorda al Plantageneti o altro sovrano precedente, potrebbe benissimo essere che la croce è stata utilizzata così spesso proprio perché è parófona a qualsiasi Re. Ma non ho alcuna certezza su questo punto.

3) Fra le molte varianti accantonate (frequentissime) delle monete versocrociate (praticamente tutte) del regno di Edoardo, ci sono anche quelle con gli useletti

Vero, ma non ho studiato tutti le monete di Edoardo il Confessore, questo sarebbe una altra tesi. Quelli con gli uccelli hanno attirato la mia attenzione perché, naturalmente, sonno simile al stemma. L'araldica non esisteva ancora al tempo di Edoardo e nessuno può dirmi che la parofonia era una regola per la numismatica. Potrebbe essere che alcune monete sono state fatte con l'intento parofonico mentre altri non.

Auguri,

Carlos da Fonte