Come giustamente premetti, caro Andrea, bisogna distinguere il significato ben preciso delle corone In età moderna, che stanno ad indicare un determinato titolo nobiliare, dall'uso generico delle corone in araldica. Coronare il capo con cerchi metallici, o fronde di quercia o d'alloro, o altri tipi di corone, simboleggia il vincere un agone, il "laurearsi", il primeggiare sugli altri, l'avere un dominio o dimostrare una signoria su luoghi o persone. La corona, inoltre, è il simbolo più evidente di nobiltà e della regalità
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. Come negarlo al re della foresta o alla regina degli uccelli, animali regali per antonomasia? Anche alcuni copricapi hanno un loro significato generico di distinzione, sebbene in araldica moderna, quelli che timbrano gli stemmi ecclesiastici, hanno una valenza per indicare il grado di dignità chiesiastica. Il signore tiene il capo coperto in pubblico
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, mentre il villico o i "clientes" scoprono il capo in segno di riverenza verso il signore. Questi sono solo alcuni esempi, ma si potrebbe continuare ad oltranza, per cui non bisogna meravigliarsi di trovare corone senza alcun significato specifico di grado, da sole o su figure araldiche o cimieri, che ornano stemmi nobiliari di persone anche non titolate. L'araldica è una branca della storia ed è una scienza. Ma è anche un'arte ed un'espressione di simboli. Imbrigliarla in una serie di regole troppo strette la svilisce, anche se le regole e le norme ci servono per una sempre più corretta lettura della simbologia araldica.