Malatesta e corona da vidamo
Gentilissimi,
presso la Biblioteca Malatestiana è presente un manoscritto del XIV secolo, contente le opere De primo principio e Conflatus del teologo francescano Francésco di Meyronnes (1288 ca. - 1388). All'inizio del secondo trattato, la lettera iniziale contiene il seguente stemma:

Raimondo Zazzeri, bibliotecario della Malatestiana, così scrisse del manoscritto:
Dopo esso Indice ha principio il testo del secondo Trattato, di cui la lettera iniziale rappresenta lo stemma di qualche famiglia nobile, composto di un aquila, con corona da Vidamo, e con due scacchiere color oro.
[Sui codici e libri a stampa della Biblioteca Malatestiana di Cesena. Ricerche e osservazioni, Cesena, Vignuzzi, 1887, pp. 153-154]
Tralasciando l'elefante scambiato per aquila (!) forse per la presenza delle ali, quello che ho trovato interessante è la corona da Vidamo, termine che non conoscevo.
Ho letto qualche discussione sul forum, il vidamo (vice dominus) dovrebbe essere un esponente della piccolà nobiltà scelto dal vescovo, il quale gli delegava lo svolgimento di diverse funzioni, soprattutto di natura militare ma non solo. Posto che lo stemma non può che essere della famiglia Malatesta - il medesimo stemma è presente anche nella Nobilissimorum clarissime originis heroum de Malatestis regalis ystoria, ca. 1385-1390 - è possibile, come io credo, che Zazzeri abbia pensato ad una corona da vidamo perchè i Malatesta, e Galeotto ed Andrea in particolare vista l'epoca, governavano la città ed il territorio circostante in qualità di vicari del Pontefice?
Ho letto che la corona in questione è assai rara in Italia, e di fatto non è quella miniata su questo manoscritto, dovendo essere sormontata quattro croci (patenti). Zazzeri quindi avrebbe utilizzato il termine vidamo nell'accezione di vicario, associandolo però ad una corona che di vidamo non è.
Si potrebbe approfondire il discorso con portando come esempio altre corone presenti sugli stemmi della famiglia Malatesta, che mai ebbe titoli nobiliari, almeno per quanto riguarda il ramo principale che governò Rimini.
un saluto
Luca
presso la Biblioteca Malatestiana è presente un manoscritto del XIV secolo, contente le opere De primo principio e Conflatus del teologo francescano Francésco di Meyronnes (1288 ca. - 1388). All'inizio del secondo trattato, la lettera iniziale contiene il seguente stemma:

Raimondo Zazzeri, bibliotecario della Malatestiana, così scrisse del manoscritto:
Dopo esso Indice ha principio il testo del secondo Trattato, di cui la lettera iniziale rappresenta lo stemma di qualche famiglia nobile, composto di un aquila, con corona da Vidamo, e con due scacchiere color oro.
[Sui codici e libri a stampa della Biblioteca Malatestiana di Cesena. Ricerche e osservazioni, Cesena, Vignuzzi, 1887, pp. 153-154]
Tralasciando l'elefante scambiato per aquila (!) forse per la presenza delle ali, quello che ho trovato interessante è la corona da Vidamo, termine che non conoscevo.
Ho letto qualche discussione sul forum, il vidamo (vice dominus) dovrebbe essere un esponente della piccolà nobiltà scelto dal vescovo, il quale gli delegava lo svolgimento di diverse funzioni, soprattutto di natura militare ma non solo. Posto che lo stemma non può che essere della famiglia Malatesta - il medesimo stemma è presente anche nella Nobilissimorum clarissime originis heroum de Malatestis regalis ystoria, ca. 1385-1390 - è possibile, come io credo, che Zazzeri abbia pensato ad una corona da vidamo perchè i Malatesta, e Galeotto ed Andrea in particolare vista l'epoca, governavano la città ed il territorio circostante in qualità di vicari del Pontefice?
Ho letto che la corona in questione è assai rara in Italia, e di fatto non è quella miniata su questo manoscritto, dovendo essere sormontata quattro croci (patenti). Zazzeri quindi avrebbe utilizzato il termine vidamo nell'accezione di vicario, associandolo però ad una corona che di vidamo non è.
Si potrebbe approfondire il discorso con portando come esempio altre corone presenti sugli stemmi della famiglia Malatesta, che mai ebbe titoli nobiliari, almeno per quanto riguarda il ramo principale che governò Rimini.
un saluto
Luca
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