Ecco un'immagine dell'impresa come rappresentata dal 1558. La versione rappresentata nel castello di Tavoleto è (stilizzata) quella precedente, quando le mete avevano una forma triangolare (piramidale).

A informare l'entuorage ducale della reale forma delle mete presenti nell'architettura di Roma antica fu Girolamo Ruscelli, in occasione della redazione de "Le imprese illustri".
Il Guidobaldo volle interpellare il Bembo a proposito del motto, ma non è noto un intervento di quest'ultimo in risposta alla sollecitazione ducale.
Per Ruscelli il motto unito alle mete, che non comparve prima del 1555, doveva intendersi nel senso che solo all'uomo virtuoso sarebbe toccata la gloria.
Va detto che Guidobaldo intendeva passare alla storia come uomo virtuoso, tuttavia la spiacevole e drammatica vicenda della sollevazione urbinate nel 1574 e la sua durissima reazione, appannarono per sempre l'immagine di principe ideale.
Resta da capire cosa ci stia a fare quell'impresa nel castello di Tavoleto
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Forse qualche architetto d'ambienti l'ha trovata graziosa e affine allo stemma dei Petrangolini?
a.