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Sigismondo Pandolfo Malatesta e l'Hesperis di Basinio

MessaggioInviato: sabato 23 luglio 2011, 13:36
da bardo
Queste belle immagini, che molto possono raccontare sull'araldica malatestiana, meritavano un post tutto loro (oltre che qui).
Le immagini sono tratte dal manoscritto dell'Hesperis di Basinio da Parma conservato presso la Bodleian Library dell'Università di Oxford.

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La fila di ricchi cimieri che ornano gli elmi dei cavalieri al seguito di Sigismondo Pandolfo Malatesta:

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particolare dei trombettieri con le insegne del Malatesta:

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Per finire, in queste due immagini si può notare, ricamata sulle gualdrappe dei cavalli, la non comune - ma riscontrabile, talvolta, anche in alcuni sigilli sigismondei - sigla SY in luogo della più famosa sigla SI.

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un saluto ;)
Luca

Re: Sigismondo Pandolfo Malatesta e l'Hesperis di Basinio

MessaggioInviato: domenica 24 luglio 2011, 19:54
da bardo
L'utilizzo dei tre colori rosso, verde e bianco ritorna anche nella Biblioteca Malatestiana di Cesena, dove al pavimento in cotto rosso si accompagnano le bianche colonne e l'intonaco verde delle pareti. Lo stesso Domenico Malatesta, a cui si deve la Biblioteca, nel proprio stemma dello steccato utilizzò questi tre colori.

un saluto ;)
Luca

Re: Sigismondo Pandolfo Malatesta e l'Hesperis di Basinio

MessaggioInviato: lunedì 25 luglio 2011, 0:17
da antonio_conti
Luca, immagni meravigliose [clapping.gif] .
Peccato che di quel codice non sia stata pubblicata un'edizione a stampa, o anche solo in DVD... E' una politica culturale che non comprendo. Mah! [thumbdown.gif]

I tre colori, che oggi garriscono con la bandiera italiana (anche sopra casa mia qui a Fano, dal 12 settembre di quest'anno, sai com'è...), erano anche quelli della divisa di Federico da Montefeltro (pensa un po'... [dev.gif] ...), seppur diversamente composti.

Sulle divise, se non ce l'hai (dubito), ti consiglio l'ottimo lavoro realizzato da Massimo Predonzani, edito dopo anni di ricerche iconografiche e d'archivio:
Anghiari 29 giugno 1440, la battaglia, l’iconografa, le compagnie di ventura, l’araldica, Edito da Il Cerchio.
viewtopic.php?f=7&t=12262
E' il primo lavoro serio sulle divise dei capitani e dei combattenti del tardo Medioevo italiano [thumb_yello.gif] .
ciao [wink_smilie.gif]
a.

Re: Sigismondo Pandolfo Malatesta e l'Hesperis di Basinio

MessaggioInviato: lunedì 25 luglio 2011, 8:52
da Franz Joseph von Trotta
Documento iconografico molto interessante e di prim'ordine per esecuzione grafica e intenti descrittivi (molto simili alle coeve cronache miniate elvetiche dello Schilling ricchissime di dettagli araldici); decisamente utile per comprendere le applicazioni vere e quotidiane dei simboli araldici e non solo. I cimieri ricordano quelli visibili nella celebre battaglia di San Romano di Paolo Uccello e, si potrebbe arguire che a quell'epoca in battaglia, fossero ormai costituiti prevalentemente da soli piumaggi variegati e non da reali manufatti di cuoio e legno a imitare i veri cimieri araldici, oggetti più da torneo forse.
Interessantissima la fiamma rosso-crociata dei trombetti... molto simile a coevi usi inglesi, così come l'elefante bicipite che si percepisce nei drappi delle trombe
Quanto alle livree tricolori mi pare che anche Luigi XII ne avesse una verde-bianco-rosso...

F.

Re: Sigismondo Pandolfo Malatesta e l'Hesperis di Basinio

MessaggioInviato: lunedì 25 luglio 2011, 14:46
da bardo
antonio_conti ha scritto:Peccato che di quel codice non sia stata pubblicata un'edizione a stampa, o anche solo in DVD


E' veramente un peccato, anche perchè questo è già stato fatto per altre opere concepite e realizzate alla corte di Sigismondo Pandolfo, come ad esempio il De Re militari di Roberto Valturio, di cui una bella edizione corredata da dvd e saggi critici è stata pubblicata qualche anno fa per le edizioni Guaraldi. [confused.gif]
E sul lavoro di Predonzani, confermo, davvero ottimo. [thumb_yello.gif]

L'unico esempio di cimiero piumato malatestiano, ancora oggi visibile, è quello presente nella Rocca di Montefiore Conca. Questo stemma attribuibile a Malatesta Ungaro è molto particolare anche per la presenza, tra piume ed elmo, del cuscino o origliere, elemento assolutamente non comune negli stemmi malatestiani (lo si può osservare nei primi sigilli di Malatesta da Verucchio). Per quanto riguarda l'elefante crestato bicipite, nel Tempio Malatestiano lo si ritrova relativamente spesso: l'esempio forse più celebre è quello al di sopra della superba tomba di Isotta degli Atti (più nascosto, si trova anche su quella di Sigismondo Pandolfo). E' da notare che anche il ramo dei Malatesta Marchesi di Roncofreddo utilizzò questa tipologia di cimiero per timbrare i propri scudi (vedi gli stemmi conservati a Roncofreddo, Montiano e Montecodruzzo relativi a Giacomo Malatesta, primo Marchese di Roncofreddo).

Curioso il fatto che le bande scaccate si ritrovino unicamente sui drappi delle trombe, mentre è un fiorire di rose, cifre SI (o SY) e quello che si potrebbe chiamare un troncato dentato di rosso e di verde (?):

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un saluto ;)
Luca