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Stemma dei Brusati?

MessaggioInviato: sabato 25 giugno 2011, 18:39
da Sorante
Gent.mi esperti,
studiando tra le pagine della Storia di Brescia mi sono imbattuto nello stemma che (spero) potrete vedere tramite il link sottoindicato. La didascalia recita: "Lapide che ricorda la costruzione di un pozzo, (1325). In altro due stemmi sormontati dal "capo d'Angiò". Non so dire (e lo chiedo a voi) se sia una consuetudine araldica (a me sfuggita, ma questo non fa molto testo) quella di "riunire" due stemmi sotto ad un capo "in comune", che di norma invece dovrebbe stare all'interno di essi.
Se così fosse, ed è quello che più mi preme sapere, lo stemma di destra araldica potrebbe essere quello dei Brusato (fasciato di nero e d'argento al capo d'Angiò) senza lo scudetto d'argento alla croce di rosso che carica la prima fascia (ma di difficile realizzazione trattandosi di stemma in pietra)? Io ho cercato negli stemmari che possiedo e non ho trovato altre armi bresciane con il suddetto capo tranne gli Uggeri (ma hanno tutt'altro stemma e tra l'altro nella riproduzione che ho io non è rappresentato il caratteristico lambello), mentre ho trovato i fasciati dei Maggi (ma non può essere loro lo stemma in questione per motivi politici giacchè erano la parte avversa ai guelfi e angioini!) e i Carini che però non inseriscono alcun capo nella loro arma. Se non erro il primo angioino con cui Brescia trattò fu Carlo (1265, ma tra i procuratori Bresciani erano un Lavellolongo un Bornato ed un Da Palazzo). Poi ci fu Roberto, dal 1319. Non so certo dire in quale delle due occasioni i guelfi Brusato inserirono nel loro stemma il capo d'Angiò (romanticamente, questa lapide, con il capo ancora al di fuori dell'arma, sembrerebbe esserne la genesi, ma queste sono solo baroccate senza fondamento) ma certo è significativo che giusto nel 1325 l'unica città lombarda rimasta angioina fosse proprio Brescia. Acquisterebbe forte valore simbolico allora aver affiancato al leone cittadino (altre armi familiari bresciane con il solo leone non mi paiono significative in questo contesto e soprattutto nessuna di loro reca il capo d'Angiò) l'arma dei guelfi bresciani per eccellenza il cui ricordo della principale loro figura, Tebaldo (ucciso per mano di Enrico VII nel 1311) era ancora vivissimo.
Vi ringrazio della Vs. consueta, cortese disponibilità.
Fabio
http://img268.imageshack.us/img268/4609/pozzo132.jpg
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