da marco foppoli » giovedì 24 marzo 2005, 18:44
Gentile signor Nino,
trovandomi a svolgere parte della mia professione come artista ed illustratore araldico, Le posso dire che talvolta ho anche incarichi da committenti che mi chiedono di creare per loro stemmi “ex novo” e mi trovo così a lavorare a quella “nascita dello stemma” argomento della sua curiosità in questo topic; spero quindi che qualche cenno in proposito, seppur contestualizzato nell'oggi, possa comunque risultarLe gradito.
Devo dire che nella mia esperienza in questo tipo di stemmi spesso il Committente - sia italiano che estero (tutto il modo è paese!) - desidera quasi sempre che la nuova arme includa riferimenti storici emersi da una precedente ricerca genealogica (che quasi sempre, devo dire, è alla base di questo genere di richieste). Ove è possibile ho osservato che non è disdegnata neppure la vecchia simbologia parlante alla quale ricordo che un Committente in particolare aveva affiancato anche la raffigurazione del suo animale domestico preferito, il gatto. Più rare - almeno per la mia esperienza - le richieste simboliche che si riallaccino a “motivazioni alte” di tipo morale, filosofico etc. più riconducibili forse ad una identificazione personale piuttosto che famigliare.
Queste ultime però sono alla base della nascita di stemmi commissionatimi da ecclesiastici dove i prelati più che ad un ambito famigliare, hanno le idee chiare puntando a simbologie agiografiche e religiose. Nel caso di alcuni religiosi di “famiglia armigera” mi è stata chiesta la partizione dell’arma di casa con una nuova legata ad una simbologia religiosa. Mi è anche capitato però - per ben due volte - che parenti di prelati abbiano adottato per la loro famiglia lo stemma dello “zio vescovo” chidendomi di adattare lo stemma vescovile ad una forma araldica famigliare e nei due casi suddetti il risultato non era neppure così male essendo le due armi non basate su simboli esclusivamente religiosi.
Un saluto cordiale,
Marco Foppoli (aih)