Nascita di un'arma.

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Nascita di un'arma.

Messaggioda Nino » mercoledì 23 marzo 2005, 20:33

Bazzico questo sito per curiosità (e per il piacere), ma non sono molto bravo in materia...anzi per nulla.
Volevo chiedervi come nasceva un'arma, uno scudo...
Ad un certo punto il signor Rossi viene nominato barone (o patrizio?), insomma il primo gradino dell'aristocrazia, suppongo che un decreto reale autorizzasse il nostro signor Rossi a fregiarsi di un'arma.... ma chi creava l'arma?
L'ufficio araldico? ...e poi llo inviava all'interessato?
Oppure l'interessato ( con la'iuto di un'araldico/dista) che successivamente inviava all'ufficio preposto per la registrazione?
E le figure in esso contenute?
Quelle che vengono chiamate pezze onorevoli erano solitamente aggiunte sucessive per reale concessione?

E per i matrimoni....mi pare che esistano anche "mezzearmi" accoppiate di marito e moglie.

E per i figli cadetti?

Ma andiamo con ordine: Il signor Rossi è stato nominato barone...e poi?

Saluti Nino
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Re: Nascita di un'arma.

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 23 marzo 2005, 21:33

Nino ha scritto:...(omissis)...Ad un certo punto il signor Rossi viene nominato barone (o patrizio?), insomma il primo gradino dell'aristocrazia, suppongo che un decreto reale autorizzasse il nostro signor Rossi a fregiarsi di un'arma.... ma chi creava l'arma?
L'ufficio araldico? ...e poi llo inviava all'interessato?
Oppure l'interessato ( con la'iuto di un'araldico/dista) che successivamente inviava all'ufficio preposto per la registrazione?

Sono buone :wink: entrambe le risposte...

E le figure in esso contenute?

:oops: Dipende: dal libero arbitrio del nuovo titolare alla volontà del signore concedente, la scelta spaziava e si differenziava per moventi, forme, contenuti, gusto, ricordi, desideri, concessioni, eccetera eccetera...

Quelle che vengono chiamate pezze onorevoli erano solitamente aggiunte sucessive per reale concessione?

Mica 8) soltanto!

E per i matrimoni....mi pare che esistano anche "mezzearmi" accoppiate di marito e moglie.

Anche... ma :shock: per ora il signor Rossi è stato solo nobilitato, o sbaglio?

E per i figli cadetti?

...come :roll: sopra...

Ma andiamo con ordine: Il signor Rossi è stato nominato barone...e poi?

Saluti Nino


Bene :wink: vale
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Messaggioda marco foppoli » giovedì 24 marzo 2005, 18:44

Gentile signor Nino,

trovandomi a svolgere parte della mia professione come artista ed illustratore araldico, Le posso dire che talvolta ho anche incarichi da committenti che mi chiedono di creare per loro stemmi “ex novo” e mi trovo così a lavorare a quella “nascita dello stemma” argomento della sua curiosità in questo topic; spero quindi che qualche cenno in proposito, seppur contestualizzato nell'oggi, possa comunque risultarLe gradito.

Devo dire che nella mia esperienza in questo tipo di stemmi spesso il Committente - sia italiano che estero (tutto il modo è paese!) - desidera quasi sempre che la nuova arme includa riferimenti storici emersi da una precedente ricerca genealogica (che quasi sempre, devo dire, è alla base di questo genere di richieste). Ove è possibile ho osservato che non è disdegnata neppure la vecchia simbologia parlante alla quale ricordo che un Committente in particolare aveva affiancato anche la raffigurazione del suo animale domestico preferito, il gatto. Più rare - almeno per la mia esperienza - le richieste simboliche che si riallaccino a “motivazioni alte” di tipo morale, filosofico etc. più riconducibili forse ad una identificazione personale piuttosto che famigliare.

Queste ultime però sono alla base della nascita di stemmi commissionatimi da ecclesiastici dove i prelati più che ad un ambito famigliare, hanno le idee chiare puntando a simbologie agiografiche e religiose. Nel caso di alcuni religiosi di “famiglia armigera” mi è stata chiesta la partizione dell’arma di casa con una nuova legata ad una simbologia religiosa. Mi è anche capitato però - per ben due volte - che parenti di prelati abbiano adottato per la loro famiglia lo stemma dello “zio vescovo” chidendomi di adattare lo stemma vescovile ad una forma araldica famigliare e nei due casi suddetti il risultato non era neppure così male essendo le due armi non basate su simboli esclusivamente religiosi.

Un saluto cordiale,

Marco Foppoli (aih)
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Messaggioda Nino » giovedì 24 marzo 2005, 19:04

Ringrazio per le pronte risposte. Capisco perfettamente la regia concessione per meriti verso il sovrano...ma per quelli acquistati quando il sovrano era al verde? Mi pare che sia capitato e non capisco il valore morale che questi possano avere, daccordo che in epoche passate si acquistavano anche le cariche pubbliche. Questo tipo di concessione proprio non la capisco.

Un'altra concessione che non percepisco è quella di Casa Savoia verso i nobili borbonici. Ovvero la riconferma dei titoli. Che senso e che nobiltà c'è nel riconfermare i titoli ed i privilegi a quei nobili che appena visto lil maltempo tradirono il loro re per il nuovo?.
Riconfermare il titolo al nobile borbonico che fino all'ultimo difese il proprio re
va bene...ma agli altri poi!
Nino
 
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Messaggioda Grimaldi » mercoledì 6 aprile 2005, 14:48

Egr. sign. Nino
le rispondo solo adesso perchè non avevo notato prima il suo ultimo intervento.
In effetti quello che lei dice è molto interessante.
Ma la questione è un pò spinosa...
Sulla "regia concessione per meriti" dovremmo allora chiederci quali sono questi "meriti" verso il sovrano (e in vari casi tali "meriti" non erano atti meritori di ammirazione... nel '500 uno Spinelli ebbe titoli e feudi per aver contribuito a sterminare i Valdesi...).
In altri casi direi che soprattutto quando il sovrano aveva meno potere e disponibilità (era al verde) concedeva feudi e titoli! Ricordo che per la Guerra dei trent'anni nel Regno di Napoli ci fu addirittura una inflazione di titoli e perfino città che si erano liberate dal giogo feudale pagando furono invece reinfeudate! Per non parlare della questione che tanti nobili moderni discendono da borghesi che nell'epoca moderna (nel '600 soprattutto) comprarono titoli feudali...
Allo stesso modo cambiando una dinastia al potere (come i Savoia nel sud) i nuovi monarchi dovevano confermare i titoli anche per ingraziarsi la nobiltà locale, anche se creando quasi il paradosso che lei sottolinea.
Sarebbe a dire: ma come? Nuovi sovrani (in questo caso invasori) che "confermano" titoli che i precedenti sovrani avevano concesso per "meriti" (o altro) agli avi di quei titolati (che ora sembravano aver tradito i precedenti regnanti)?
Come detto i nuovi sovrani "confermavano" per ringraziare della sottomissione dei nobili locali...
Questa è la storia. Che spesso non è come nelle poetiche immagini romantiche che la idealizzano....
Insomma una cosa è la nobiltà (ma anche la monarchia, il potere, ecc.) nella storia ed un'altra è la nobiltà nella fantasia e nell'idealizzazione della stessa...

Grazie
Grimaldi
 

Messaggioda Nino » mercoledì 6 aprile 2005, 18:20

Si è vero Sig. Grimaldi.... una cosa sono i sentimenti nobili ed un'altra come dire...la storia appunto.
Un'altra cosa che proprio non percepisco è quella ricerca ostinata e spesso fasulla di rintraccciare degli avi aristocratici. ... e relativo stemma.
Ma tutto questo non è tradire i propri avi ed il proprio passato?
Non avrebbe molto piu' senso rintracciare la reale storia?
Tipo: il mio bisnonno si fece tutto il 1915-1918 sul M.Grappa come fante agli ordini di G. Giardina.... in quale reggimento? Quale armata? Ho delle foto?
Ho delle foto di fanti di quell'armata in quel periodo? Che mostrine aveva?
O forse questa è un'altra storia che nulla a che vedere con l'arladica....
Nino
 
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