Luisa Gentile e io abbiamo ridiscusso del ciclo araldico nel castello di Lagnasco, che potete vedere nell'appendice fotografica del blasonario subalpino
http://xoomer.virgilio.it/blasonpiemon/Appendicef2a.htmlRiporto le
Considerazioni Finali
... riflettere nuovamente sugli stemmi Savoia. In effetti quello caricato con la stella compare anche affrescato nella casa Dal Pozzo di Racconigi, insieme alle insegne di Ludovico di Savoia e Anna di Cipro, Amedeo IX e Iolanda. In Riti ed emblemi (p. 225) (Luisa Gentile) liquidava lo stemma, sostenendo che non sembrava identificabile con quelli conosciuti dei Savoia-Racconigi. Resta però una domanda: perchè i Dal Pozzo avrebbero dovuto tralasciare nell'affresco l'omaggio ai signori del luogo in cui vivevano, che per di più erano un ramo - seppure lontano e spurio - della dinastia? D'altro canto, a Lagnasco troviamo in prima posizione lo scudo con la stella attraversato da un filetto, che può essere benissimo una crasi tra l'arma degli Acaia e un'ipotetica brisura dei Racconigi, ma che dire allora dello scudo con la stella al n. 4? Insomma, per vederci chiaro bisognerebbe fare una ricerca su sigilli finora non censiti - e supporre anche che il pittore di Lagnasco si sia preso qualche libertà.
(per Pantheon)
L'arma più diffusa dei Savoia Racconigi non è quella con le crocette, ma quella dei Savoia Acaja (con il filetto d'azzurro in banda):
si può vedere
http://xoomer.virgilio.it/blasonpiemon/Appendiceg1.html.
ecco cosa scrive Cigna Santi, in
Serie Cronologica dei Cavalieri dell'AnnunziataLudovico "bastardo d'Acaja", signore di Racconigi, figlio naturale di Ludovico di Savoia ultimo principe d'Acaja, portava di Savoia con il filetto nero in sbarra. Secondo Guichenon, Ludovico di Racconigi usò qualche volta caricare la croce di Savoia con cinque crocette d'azzurro, invece del filetto nero.
Ma, per privilegio del duca Ludovico, i suoi successori presero l'arma usata dai principi d'Acaja e cioè di Savoia, con il bastone d'azzurro in banda. Questo Ludovico di Racconigi fu il capostipite dei conti di Racconigi e Pancalieri, signori di Cavour.
Cordialmente
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