Senza cozzar dirocco

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Senza cozzar dirocco

Messaggioda sebpasq » sabato 5 marzo 2005, 23:14

Restando in tema "aereo" vorrei presentare l'interessante stemma dei Caproni, Conti di Conti Taliedo, il cui motto è stato suggerito da D'Annunzio.
Abbiamo la blasonatura dello scudo, ma non del timbro: ci sarebbe qualche volontario che volesse tentare? Una nuvola come cimiero non capita tutti i giorni...

Saluti.

L'immagine è visibile al seguente indirizzo:

http://img20.exs.cx/my.php?loc=img20&image=durini9wg.png
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 5 marzo 2005, 23:20

Il suggestivo, significativo (rende benissimo l'idea dell'attività, ahinoi bellica, degli oggetti che sganciati dall'aereo senza urto [diretto] rovinano)e armonico motto dannunziano è forse il più bello che l'araldica nostrana seppe inventare nell'intero XX secolo.

Il cimiero è un'invenzione meno felice, sovraccarica com'è di richiami all'attività aviatoria: un volo stilizzato, al caschetto da aviatore cui è legata a sinistra una manica a vento svolazzante, ed accompagnato a destra da un proietto ardente, il tutto attraversante su di una nuvola ed al naturale.

Nel complesso, un bell'esempio di come l'araldica italiana avrebbe potuto e dovuto progredire per attingere ad una tipicità che gli eventi impedirono e, di fatto, bloccarono.

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Messaggioda sebpasq » sabato 5 marzo 2005, 23:44

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Il suggestivo, significativo (rende benissimo l'idea dell'attività, ahinoi bellica, degli oggetti che sganciati dall'aereo senza urto [diretto] rovinano)e armonico motto dannunziano è forse il più bello che l'araldica nostrana seppe inventare nell'intero XX secolo.

Il cimiero è un'invenzione meno felice, sovraccarica com'è di richiami all'attività aviatoria: un volo stilizzato, al caschetto da aviatore cui è legata a sinistra una manica a vento svolazzante, ed accompagnato a destra da un proietto ardente, il tutto attraversante su di una nuvola ed al naturale.

Nel complesso, un bell'esempio di come l'araldica italiana avrebbe potuto e dovuto progredire per attingere ad una tipicità che gli eventi impedirono e, di fatto, bloccarono.

Bene :D vale


Innanzitutto grazie per la blasonatura del timbro veramente bello, ma anche insolito.
Non sono un esperto della materia, ma credo anch'io che questo sia uno degli stemmi più belli e significativi dell'araldica italiana - e non solo di quel periodo.
Ammesso e non concesso che questo stemma abbia uno stile quale potrebbe essere? Non si sa chi ne sia stato l'autore?
Non ci sono altri stemmi di questo genere?

Grazie e saluti.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 7 marzo 2005, 17:34

sebpasq ha scritto:...(omissis)...Ammesso e non concesso che questo stemma abbia uno stile quale potrebbe essere?

Più che di stile, parlerei senz'altro di un modo significativo e pregno di fare araldica, che avrebbe ben potuto qualificare l'araldica italiana in maniera specifica ed originale, se (come detto) i tragici eventi di metà XX secolo avessero permesso a questo filone tutto nostrano di prosperare e fruttificare.

Non si sa chi ne sia stato l'autore?

No, questo lo ignoro.

Non ci sono altri stemmi di questo genere?
Grazie e saluti.


Direi che tutti gli stemmi ideati nel nostro Paese nel periodo grosso modo quantificabile fra il 1920 e il 1940 possono derivare da un medesimo afflato creativo, sia familiari che pubblici: a partire dallo stemma ideato per lo stesso D'Annunzio, principe di Montenevoso (di cui s'è già parlato nel forum), e fino a quello di Aprilia (LT), uno dei cinque Comuni fondati sulle bonificate paludi pontine (quest'ultimo stemma fu ideato da Araldo di Crollanza, figlio e nipote dei celebri araldisti).

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