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Il "restyling" di uno Stemma

MessaggioInviato: venerdì 7 gennaio 2011, 16:23
da AndreaSperelli
Carissimi,

facendo una ricerca sugli stemmi delle citta'/comuni del bolognese mi sono imbattuto in una "interessante" notizia, che riguarda il restyling di uno stemma. Mi riferisco allo stemma di Zola Predosa, passato dalla versione "storica":

Immagine

alla versione attuale:

Immagine

La motivazione di questo cambiamento è stata illustrata sul sito del comune (http://www.comune.zolapredosa.bo.it/citta/info_zola/pagina2.html), ma per semplicità vi riporto qui sotto il testo:

L'intervento di restyling dello stemma comunale si pone l'obiettivo di attualizzarne la rappresentazione grafica dei diversi elementi mantenendo la continuità con gli elementi storico-iconografici che lo caratterizzano consentendo - attraverso una semplificazione del segno - di renderne più facile la leggibilità, la riproducibilità e quindi la riconoscibilità e la memorizzazione.

Il ridisegno ha recuperato ed attualizzato gli elementi ufficiali dello stemma così come conosciuto e concesso, definendo al contempo un logogramma più semplice di quello attuale.


Non desidero essere polemico, ma un cambiamento di questo tipo mi sembra quasi un attacco alla memoria storica del comune nel caso in cui la motivazione sia puramente quella qui esposta (pertanto " la riconoscibilità e la memorizzazione"). Qui si perde anche il significato della corona comunale, che diventa irriconoscibile, oltre al fatto che ora le torri sono entrambe intatte (prima una era diroccata)...a questo punto dubito pure sia stato consultato un araldista, non penso avrebbe permesso un risultato di questo tipo [confused.gif] .

Re: Il "restyling" di uno Stemma

MessaggioInviato: venerdì 7 gennaio 2011, 17:01
da Franz Joseph von Trotta
Premesso che il ruolo contemporaneo di un emblema istituzionale è ormai posto ad un complesso incrocio tra comunicazione visiva e grafica moderna, a mio avviso è proprio la banalità evidente della versione di partenza - che NON è certo un modello "storico" ma solo la modesta immaginetta burocratica della miniatura ufficiale con una ridicola Matilde di Canossa un po' "fata Turchina" sotto un panorama tipo cartolina -, ad essere alla base del "poi". Questo tipo di insegne infatti appaiono spesso ben poco accattivanti e incisive e non ci si può stupire se favoriscono la "fuga dall'araldica" - percepita come inemendabile e inattuale - verso esperimenti della resa grafica più esasperata che possono peggiorare - non sempre per fortuna, che vi sono anche restyling azzeccati, ma in questo caso certamente - il tutto.

FJVT

Re: Il "restyling" di uno Stemma

MessaggioInviato: venerdì 7 gennaio 2011, 17:25
da adj
In effetti è arduo attribuire la palma del più brutto.
Matilde di Canossa l'avevo scambiata per un qualche globetrotter lungochiomato seduto sul ciglio della strada in attesa di un passaggio...

Re: Il "restyling" di uno Stemma

MessaggioInviato: venerdì 7 gennaio 2011, 17:59
da La Tibalda
Innanzitutto, da buona neofita, mi presento & ringrazio calorosamente i Moderatori per avermi sì gentilmente accolta in questo stupendo forum, senza alcuna ombra di dubbio alcuna il primo in Italia (in ogni senso) per la trattazione delle tematiche araldiche.

Quello che mi lascia alquanto perplessa in questo "restyling" (anglicismo importato di peso ma che rende in maniera tristemente efficace il concetto) é l'avere completamente quanto ingiustificatamente snaturato quel capo d'Angiò che costituisce una pezza araldica così tipicamente bolognese.
L'assimilazione del campo azzurro con in cielo "al naturale" sottostante così come l'eliminazione del lambello (sarà stato il suo colore a turbare i sonni degli attuali amministratori comunali?) denotano non tanto la volontà di semplificare, quanto l'ignorare in maniera completa e assoluta, da parte di chi ha condotto questa operazione, il significato araldico di quei simboli (tra l'altro, gli unici che fossero araldicamente sensati in una cartolina araldica comunque delle più leziose).

Maria

Re: Il "restyling" di uno Stemma

MessaggioInviato: venerdì 7 gennaio 2011, 22:55
da contegufo
Salve

Quanto espresso da FJVT mi trova pienamente d'accordo, anzi aggiungo che il dibattito critico sugli elementi facenti parte lo stemma da rivedere è fallito completamente vuoi per l'ignoranza in materia del "grafico" vuoi per la supponenza dello stesso a cui è mancata la modestia di lasciar perdere visto "il peccato di origine".

La deregulation imperante cui si assiste da decenni autorizza chiunque ad improvvisarsi in qualunque mestiere salvo poi vedere gli edificanti risultati di cui sopra, tuttavia l'idea di rinfrescare un immagine che è a metà strada fra comunicazione attuale e tradizione da conservare non è disdicevole se si ha però la sensibilità e la preparazione necessaria per affrontare un simile impegno.

Un esempio di un ottima rivisitazione è lo stemma dei Frescobaldi di Firenze riprogettato qualche decennio or sono per dare un immagine meno ammuffita ai loro prodotti vinicoli.

Ma vado oltre è cioè mi domando dove vada un paese (l'Italia) dove si è incapaci di nuove idee e slanci propositivi quandochè si è ancorati al gusto passato delle cassette della posta (falsi storici) con lo stemma sabaudo?

Cordialmente

Re: Il "restyling" di uno Stemma

MessaggioInviato: venerdì 7 gennaio 2011, 23:55
da Guido5
Cari amici,
per completare il "panorama" mi permetto di aggiungere lo stemma di Zola Predosa nell'interpretazione - a un tempo moderna e classica - che ne ha fatto Marco Foppoli

Immagine

L'immagine è tratta da "Gli stemmi dei Comuni e delle Province dell'Emilia-Romagna" nella versione cd-rom pubblicata qualche anno fa per iniziativa dell'Assemblea legislativa (Consiglio regionale).

Ciao a tutti!
Guido5

Re: Il "restyling" di uno Stemma

MessaggioInviato: sabato 8 gennaio 2011, 0:49
da Franco Benucci
AndreaSperelli ha scritto: dubito pure sia stato consultato un araldista, non penso avrebbe permesso un risultato di questo tipo.

Claro que no... adesso se ne occupano pubblicitari, 'creativi' e 'comunicatori' vari e i risultati sono questi: infatti li chiamano loghi e non più stemmi o armi civiche... :(

Re: Il "restyling" di uno Stemma

MessaggioInviato: sabato 8 gennaio 2011, 1:05
da adj
E sarei anche curioso di vedere quale sperpero di parole occorra per blasonare - in modo preciso - questo stemma-logo rivisitato e ulteriormente snaturato (per non parlare delle due diverse tonalità di verde: altro che regole sulla non sovrapposizione di metalli su metalli e colori su colori!).

Re: Il "restyling" di uno Stemma

MessaggioInviato: sabato 8 gennaio 2011, 1:10
da Franco Benucci
adj ha scritto:E sarei anche curioso di vedere quale sperpero di parole occorra per blasonare - in modo preciso - questo stemma-logo rivisitato e ulteriormente snaturato (per non parlare delle due diverse tonalità di verde: altro che regole sulla non sovrapposizione di metalli su metalli e colori su colori!).

Solo due: ['gwar.da#la.fi.'gu.ra] ;)
Il logo sostituisce il logos

Re: Il "restyling" di uno Stemma

MessaggioInviato: sabato 8 gennaio 2011, 1:15
da Antonio Pompili
Forse non ne servirebbero neanche troppe di parole caro adj... come nota simpaticamente e intelligentemente Franco. Ma qui ci metteremmo a blasonare qualcosa, quindi a descrivere col linguaggio araldico, ciò che non corrisponde minimamente allo stile e allo spirito araldico.
Recentemente la Città di Roma ha adottato un nuovo logo che nulla ha di araldico e non ha la pretesa di averne. Mentre resta in piedi e continua ad essere usato (grazie al Cielo!) laddove già lo era lo stemma ovunque conosciuto.
Dovrebbe essere questa la soluzione da adottare se proprio si vuole realizzare un emblema che - salvaguardando opportunamente uno stemma pre-esistente - possa esser più corrispondente a canoni di grafica moderna e magari a scopi di tipo pubblicitario.

Re: Il "restyling" di uno Stemma

MessaggioInviato: domenica 9 gennaio 2011, 1:18
da AndreaSperelli
contegufo ha scritto:[...]
Un esempio di un ottima rivisitazione è lo stemma dei Frescobaldi di Firenze riprogettato qualche decennio or sono per dare un immagine meno ammuffita ai loro prodotti vinicoli.

Ma vado oltre è cioè mi domando dove vada un paese (l'Italia) dove si è incapaci di nuove idee e slanci propositivi quandochè si è ancorati al gusto passato delle cassette della posta (falsi storici) con lo stemma sabaudo?
[...]


Sono convinto che questo Paese ha la necessità di mettersi in marcia verso nuovi orizzonti, adottanto ogni tipo di innovazione, ma solo dove serve.

Per fare un esempio pratico, siamo certi che l'invenzione dell'automobile abbia migliorato la condizione dei trasporti rispetto all'uso delle carozze, ma d'altro canto siamo pure certi che la "grande" invenzione del compensato o del multistrato non ha certo giovato alla costruzione dei mobili. In altre parole, l'innovazione non e' sempre la scelta migliore, molte volte e' dovuta a questioni economiche che tendono a minimizzare i costi di produzione per massimizzare gli introiti dei produttori, lasciando inalterata la qualità percepita, ma diminuendo quella intrinseca.

Chiusa questa parentesi (scusate ma sobbalzo sempre quando quando sento appellare l'innovazione come via di indiscutibile miglioramento), non credo che gli stilemi araldici che fino ad oggi sono stati usati si possano considerare "ammuffiti" e "del passato", sono tali perche' hanno un preciso significato, e l'araldica è proprio quella scienza che ci aiuta a comprenderli (ad esempio, non si può stilizzare una corona come nel caso illustrato su questo post).

Se il "grande pubblico" non "comprende" uno stemma, non sarà di certo l'araldica a dover cambiare, ma si dovrebbe procedere con una maggior educazione alla materia. In caso contraio, ben venga l'accostamento con un logo, che lasci pero' inalterato lo stemma vero e proprio.

A.S.

Re: Il "restyling" di uno Stemma

MessaggioInviato: domenica 9 gennaio 2011, 9:07
da contegufo
Salve

Era chiaro che le opinioni ci dividessero e il vecchio frate lo sapeva in anticipo allora vorrei anche far notare che nel frattempo c'è stato il Concilio Vaticano II, questo per chi è cattolico........
In sostanza le cose cambiano e la storia fa il suo corso, sarebbe come fermare l'acqua con le mani!
Se ci riuscite.....

Saluti

Re: Il "restyling" di uno Stemma

MessaggioInviato: domenica 9 gennaio 2011, 12:39
da fra' Eusanio da Ocre
Il vecchio frate è convinto che le opinioni siano come le montagne.

Di per sè, uniscono territori e popoli.

Ma molti singoli, con la scusa che sono scomode da scalare, le usano per tenersi separati da altri singoli.

Continuate a discutere, ma imparate a salire sulle montagne delle opinioni altrui.

Faticherete: ma vi aprirete a panorami più ampi, e che non vi aspettavate.

[thumb_yello.gif]

Bene :D valete

Re: Il "restyling" di uno Stemma

MessaggioInviato: domenica 9 gennaio 2011, 15:05
da contegufo
Salve a tutti

Il progresso porta sia vantaggi che svantaggi quando i primi sono in maggioranza vuol dire che il processo di modernizzazione è stato efficace e credo che l'auto sia stato uno di questi, se non altro permettendo a molti di spostarsi quando prima pochi fortunati lo facevano a bordo delle carrozze.
Una migliore redistribuzione dei redditi ha permesso "lussi" fino a prima impensabili alle fasce più basse, di certo il compromesso fra scelte commerciali, aspetto esteriore, e rinnovo della gamma ha anche attuato una maggiore richiesta di occupazione e anche questo è positivo.
Coi tempi attuali un oggetto eterno come una volta usava sarebbe una follia, perchè il continuo ricambio non solo rinnova ma ci permette di lavorare.
Vi sembra poco........?

Salutissimi

PS. Ho fatto da poco una libreria in listellare nobilitato di castagno 3mm (non impiallacciato) svolge la sua funzione egregiamente ed il fatto di avere l'anima di abete anzichè essere massello non inficia nè l'aspetto nè tanto meno la solidità.

Re: Il "restyling" di uno Stemma

MessaggioInviato: domenica 9 gennaio 2011, 15:09
da adj
contegufo ha scritto:allora vorrei anche far notare che nel frattempo c'è stato il Concilio Vaticano II, questo per chi è cattolico........

Il Concilio Vaticano II è spesso - e del tutto impropriamente - chiamato in causa per giustificare ogni nuovo abominio introdotto nella liturgia, e non solo nella liturgia, cattolica.
Vi sfiderei quindi a trovare un solo punto realmente, inequivocabilmente innovativo - e formalmente obbligante - di questo Concilio.