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Cimentato, termine araldico?

MessaggioInviato: giovedì 30 dicembre 2010, 19:21
da de la cerda
Nel consegnamento del 1687, Pietro Paolo Beneforte, auditore generale di guerra del ducato di Savoia, consegna un'arma con un campo d'argento e un castello di sabbia cimentato d'oro.
Mi sono cimentato a cercare il termine ... omonimo, ma i miei pochi testi non hanno saputo o voluto darmi una risposta.
Ipotizzo che possa significare "murato" ma non ne sono sicuro.
Qualche esperto frequentatore del Forum mi può aiutare?
Muchas gracias
[euro.gif]

Re: Cimentato, termine araldico?

MessaggioInviato: giovedì 30 dicembre 2010, 20:44
da adj
La prima cosa che mi viene in mente è che possa trattarsi, data anche l'epoca e il luogo, di un brutto - anzi bruttissimo - francesismo: cimenté (cementato).

Re: Cimentato, termine araldico?

MessaggioInviato: venerdì 31 dicembre 2010, 0:33
da Franco Benucci
de la cerda ha scritto:un campo d'argento e un castello di sabbia cimentato d'oro.
Ipotizzo che possa significare "murato" ma non ne sono sicuro.

Concordo con l'ipotesi e con l'analisi del termine quale francesismo, confermato anche dal sabbia, che nel caso del castello fa un po' sorridere... ma allora i bambini non andavano in spiaggia... ;)

Re: Cimentato, termine araldico?

MessaggioInviato: venerdì 31 dicembre 2010, 2:27
da Guido5
Cari amici,
puntualizzazione banale ma forse utile ai neofiti dell'araldica: "di sabbia" va interpretato come di nero (il termine è sable nell'araldica francese, inglese e spagnola).

Ciao a tutti!
Guido5

Re: Cimentato, termine araldico?

MessaggioInviato: venerdì 31 dicembre 2010, 10:45
da Franco Benucci
Guido5 ha scritto:"di sabbia" va interpretato come di nero (il termine è sable nell'araldica francese, inglese e spagnola).

E' esattamente quello che intendevo: pessimo francesismo di per sè (anche nelle altre lingue, dove però non è più lessicalmernte riconoscibile), che nel caso del castello fa anche da ridere

Re: Cimentato, termine araldico?

MessaggioInviato: venerdì 31 dicembre 2010, 13:42
da de la cerda
Prima di parlar di pessimo francesismo sic et simpliciter, si dovrebbe tener conto della data (1687) e del luogo (Piemonte).
Non credo che allora in Piemonte (ove si parlava il francese correntemente e l'italiano malamente) si fosse già consolidato un linguaggio araldico italiano. I consegnamenti sono pieni di termini come cevrone, sabbia, sinopia, e così via.

Re: Cimentato, termine araldico?

MessaggioInviato: sabato 1 gennaio 2011, 10:43
da Franco Benucci
Ok, forse il pessimo è di troppo, nel senso che suona tale per noi oggi, e va invece valutato alla luce della situazione socio-culturale del tempo. Sempre francesismo è, diciamo che sono tutti prestiti non elaborati e forse da alcuni non capiti nel loro valore intrinseco: pur se tutti o quasi parlavano correntemente francese, questi consegnamenti erano in 'italiano' (diciamo piuttosto in qualche varietà italo-romanza), con mero adattamento fonetico del termine francese, senza coglierne il valore semantico (ad es. chevron > cevrone anziché capriata o al limite capriolo, entrambi sicuramente 'cose' e 'parole' ben presenti nel Piemonte del 600). Buon Anno

Re: Cimentato, termine araldico?

MessaggioInviato: domenica 2 gennaio 2011, 16:25
da de la cerda
Per restare all'esempio fatto, in tutti i consegnamenti (1580, 1613-1614, 1687-1688) non compare una sola volta la parola capriata o capriolo (sicuramente ben compresa dagli insinuatori ducali), ma lo scaglione è sempre chiamato colmo o chievrone.
A mio sommesso parere, una cosa è capire l'italiano, altra cosa è descrivere una pezza araldica in un linguaggio (quello "francesizzante") che, in quell'ambiente storico e geografico, è assai più consueto e familiare.
Infine, forse la dizione "castello di sabbia" può far sorridere ora ma, a mio parere, "decontestualizzare" (che orrendo verbo! [thumbdown.gif]) le espressioni può indurre a errori di valutazione.
Sereno 2011
[euro.gif]

Re: Cimentato, termine araldico?

MessaggioInviato: domenica 2 gennaio 2011, 23:48
da Franco Benucci
Mi pare che ci stiamo avvitando... Chiaro che nel contesto dell'epoca e del luogo un castello di sabbia non faceva né sorridere né pensare ad altro che a quello che doveva essere araldicamente (come ho detto all'inizio a quell'epoca i bambini non andavano in spiaggia..)
Rimango però un po' stupito di come, mentre il mondo (almeno quello che conosco) blasonava in termini assolutamente 'normali', sti savojardi cisalpini lo facevano in un similfrancese appiciccaticcio (cioè mal dominato, almeno basandosi sugli esempi portati) e privo di rapporti con la vita e la lingua quotidiana, dove il nèir era sicuramente tale e il giaun pure (l'ortografia non sarà quella standard, immagino)..
Ma il mondo è bello perché è vario...

Re: Cimentato, termine araldico?

MessaggioInviato: lunedì 3 gennaio 2011, 0:47
da Tilius
Franco Benucci ha scritto:Mi pare che ci stiamo avvitando...


:D

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