Viaggio araldico di un libro del '700...
Premesso che si tratta di uno di quei raptus acquisitori che mi prendono allorquando visito i mercatini di antiquariato... sono diventato il (non più così) felice proprietario di una edizione a stampa della MISTICA CITTA DI DIO (la Vita della Vergine Madre di Dio scritta da Suor Maria di Gesù Abbadessa del Monastero dell'Immacolata di Agreda, oggi Venerabile Maria del Gesù di Agreda, al secolo Maria Coronel) edita ad Anversa nel 1713 per i tipi di Gio. Giacomo Van Der Baet.
Acquisto doppiamente inopinato, poiché i libri antichi non sono il mio ambito, ed inoltre mi sono accorto (vedi di cosa ci si accorge dopo quando ci si avventura in campi non propri...) di avere acquisito due soli tomi (primo & quarto) su un totale che sospetto assommare ad almeno otto... vabbuò.
Interessante però é il piccolo repertorio araldico che si può evincere dai frontespizi (e dalle "seconde di copertina") d'ambo i volumi.
Innanzitutto, i frontespizi.
Il primo volume reca un antefrontespizio inciso, con un'allegoria sacra in tema all'rgomento del testo.

Sui frontespizi veri e propri (di ambo i tomi), in inchiostro rosso sono i timbri della BIBLIOTHECA ALBASSIANA, il quale dovrebbe denotare l'appartenenza alla biblioteca di Charles de Baschi, marchese d'Aubais, noto bibliofilo francese (ma la famiglia é di origine italiana: Baschi é oggi in provincia di Terni...) di inizio '700.



Lo scudo racchiuso dalla dicitura del timbro rappresenta infatti l'arma dei de Baschi: d'argento alla fascia di nero.


Acquisto doppiamente inopinato, poiché i libri antichi non sono il mio ambito, ed inoltre mi sono accorto (vedi di cosa ci si accorge dopo quando ci si avventura in campi non propri...) di avere acquisito due soli tomi (primo & quarto) su un totale che sospetto assommare ad almeno otto... vabbuò.
Interessante però é il piccolo repertorio araldico che si può evincere dai frontespizi (e dalle "seconde di copertina") d'ambo i volumi.
Innanzitutto, i frontespizi.
Il primo volume reca un antefrontespizio inciso, con un'allegoria sacra in tema all'rgomento del testo.

Sui frontespizi veri e propri (di ambo i tomi), in inchiostro rosso sono i timbri della BIBLIOTHECA ALBASSIANA, il quale dovrebbe denotare l'appartenenza alla biblioteca di Charles de Baschi, marchese d'Aubais, noto bibliofilo francese (ma la famiglia é di origine italiana: Baschi é oggi in provincia di Terni...) di inizio '700.



Lo scudo racchiuso dalla dicitura del timbro rappresenta infatti l'arma dei de Baschi: d'argento alla fascia di nero.





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