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A proposito di...

MessaggioInviato: sabato 29 gennaio 2005, 22:33
da mcs
...stemmi :roll: ...vorrei sottoporre all'attenzione di tutti i colleghi due immagini con lo stesso soggetto :wink: .

Appena il gentile Cravarezza le inserirà, vorrei conoscere i vostri pareri.
Grazie :P .

mcs

MessaggioInviato: domenica 30 gennaio 2005, 19:26
da T.G.Cravarezza
Gentili Signori,
ecco le immagini inviatemi:

Immagine

Immagine

MessaggioInviato: domenica 30 gennaio 2005, 19:54
da Alessio Bruno Bedini
Lo stemma d'azzurro alla fascia rossa non mi indica nulla ... la M d'argento mi ricorda la M di Giovanni Paolo II ma non credo abbia lo stesso significato :D

MessaggioInviato: domenica 30 gennaio 2005, 20:28
da Alessio Bruno Bedini
Dalla forma e dall'inclinazione dello scudo, dall'elmo a becco di passero, dalla corona, direi che si possa trattare di uno stemma tedesco. Le riproduzioni penso nonsiano anteriori al XIX secolo. La tecnica sembrerebbe inchiostro nero per il disegno, colorato con colori ad acqua.

MessaggioInviato: domenica 30 gennaio 2005, 20:49
da danti73
In realtà l'uso delle lettere negli stemmi non è poi tanto recente.
Il papa l'ha voluta nel suo stemma per rappresentare la costante presenza di Maria Madre di Dio. Le lettere dell'alfabeto in araldica non sono molto appropriate, tuttavia nell'araldica polacca sono presenti molte armi di questo tipo, sicuramente difficili da blasonare. Nel '400 un antico predecessore del papa nel vescovato di Cracovia usò uno stemma molto simile a quello di Wojtyla.
Le famiglie che usavano queste lettere lo facevano perchè per loro era un marchio di famiglia e ci tenevano a farlo comparire anche nell'arma della casata, nell'Herbaz Compendium di Kojalowicza compaiono ben 210 stemmi di questo tipo su 388 totali. Stesso discorso vale per la Svizzera.
Anche in Italia non è impossibile trovarne alcuni esempi, sicuramente più rari, in uno studio che feci qualche anno fa ritrovai l'antico stemma di fine '400 del cardinale Domenico della Rovere di Vinovo, che ai lati della celebre quercia poneva le due lettere S e D dello stesso colore della pianta. Le due lettere erano le iniziali del suo motto SOLI DEO. Oppure ancora nell'araldica civica, basti pensare allo stemma di Saluzzo, per dirne uno.

MessaggioInviato: domenica 30 gennaio 2005, 21:22
da antonio_conti
Mi associo a quanto scritto dal signor d'Antino,
nel celebre libro di Mon. Heim, leggo a proposito dello stemma di Giovani Paolo II: "... coloro che pensano che il papa fosse male informato quando scelse il suo scudo (scudo che aveva usato da quando era arcivescovo di Cracovia) non possiedono sufficiente conoscenza dell'araldica polacca."
L'autore aggingeva più avanti, dopo aver fato numerosi esempi: "...non vorremmo che si pensasse che raccomandiamo l'impiego di lettere nella confezione di nuovi stemmi (...) Noi preferiamo i simboli alle lettere perché i simboli sono più evocatori, sono in migliore armonia con lo spirito dell'araldica e da ultimo, ma non per importanza, sono artisticamente più attraenti".
Che dire, monsignor Heim era davvero impareggiabile :P

Una famiglia che fece uso di lettere all'interno delle proprie armi fu quella dei Malatesti, signori di Rimini, Fano, Cesena ed altri luoghi nelle marche ed in Romagna, ma non solo.
Caricavano una delle bande d'argento (che si alternavano a quelle scaccate d'oro e di rosso) con le iniziali del nome tra Tre e Quattrocento: K o Ka (Carlo), RO, Roberto, G (Galeotto).

Al palazzo c.d. del Bargello di Firenze due stemmi di Francesco Gabrielli (Gubbio) del 1393-1394 vedono caricata la prima fascia con un monogramma gotico.
L'uso non è quindi recentissimo.

Peraltro tra i 175 stemmi murati nel cortile del palazzo del Bargello vi è solo un altro setmma con lettere: Ugolino Fondi di Cittàducale ma siamo già nel 1506.

Nella casa dei Malatesti l'uso era sicuramente a fine di brisura (peraltro piuttosto frequente, sembra. Per i Gabrielli lo stesso, ma non saprei dire se Francesco copiò e se fu imitato da altri suoi consanguinei.

I disegni proposti da MCS sembrano piuttosto recenti, non saprei dire se la M è una brisura come nei casi segnalati o un elemento costitutivo originario come la M nello stemma del papa.
Così, a pelle, direi che come brisura è un po' ingombrante, ma questo può non voler dire nulla.

Immagino che tra breve ne sapremo di più :wink:


Cordialmente

Antonio Conti

lettere inserite negli stemmi

MessaggioInviato: domenica 30 gennaio 2005, 21:27
da Fabio7131
Gentili Signori,
l'uso di lettere in Araldica non è molto diffuso, comunque mosso da curiosità ed interesse personale ho consultato uno stemmario delle famiglie del Tortonese e su 300 Famiglie (ci ho messo due ore a sfogliarlo tutto!) i risultati sono questi

Famiglia BASSI di Rosso alla croce d'argento e sul tutto uno scudetto d'oro alla lettera B gotica di nero, col capo dell'impero

Famiglia ZENONE Inquartato il 1° d'oro all'aquila coronata di nero; il 2° d'argento al grifone alato di rosso; il 3° d'azzurro a tre fascie d'argento attraversate da una banda dello stesso carica di tre Z maiuscole in nero; il 4° di rosso (alias d'azzurro) a cinque torri d'argento, mattonale di nero, poste 2,1,2,

Famiglia CURONE Inquartato nel 1° e nel 4° di Rosso alla croce d'argento e sul tutto uno scudetto d'oro alla lettera C gotica di nero, col capo dell'impero

a presto

Fabio Gaspare Curone

Ab Oriente et Occidente semper fidelis!

MessaggioInviato: lunedì 31 gennaio 2005, 16:50
da Grimaldi
Caro signor Fabio,
sarebbe interessante se lei ci indicasse (ove possibile) anche l'epoca in cui furono creati ed usati tali stemmi.
Anticamente l'araldica ebbe successo anche per la generale ignoranza della massa.
Gradirei pareri di persone più esperte di me su tale tema.

Grazie.

MessaggioInviato: lunedì 31 gennaio 2005, 18:40
da antonio_conti
Grimaldi ha scritto:Anticamente l'araldica ebbe successo anche per la generale ignoranza della massa.
Grazie.


Non ho afferrato il senso concreto della sua affermazione...
forse intendeva dire che quando "nacque" l'araldica la maggiorparte dei cavalieri era analfabeta? Penso proprio di sì.
Dall'idea che mi sono fatto dell'argomento, certamente le lettere comparvero negli stemmi un po' più tardi rispetto alla maggiorparte delle figure araldiche generalmente intese.
Del resto Mons. Heim, amante dell'araldica delle origini, "sconsigliava" l'uso delle lettere ai lettori delle sue opere.

Senza voler riaprire in questa sede il dibattito sulle armi cd d'inchiesta, è interessante anche la fascia rossa in campo azzurro, quando sapremo qualcosa di più su questi stemmi :roll:

cordialmente

Antonio Conti

MessaggioInviato: lunedì 31 gennaio 2005, 18:44
da Grimaldi
Signor Conti,
mi riferivo infatti alla pragmatica utilità che avevano gli stemmi in un epoca di quasi tutti analfabeti.
Scrivere su un palazzo "Propietà della famiglia Tizia" sarebbe stato inutile perchè non comprensibile dalla maggioranza delle persone, ma usando uno stemma in breve sarebbe divenuto un simbolo noto in quella località a chiunque aveva a che fare con i Tizi.
Non è così?

MessaggioInviato: lunedì 31 gennaio 2005, 18:57
da antonio_conti
Direi proprio di sì,
ma ancor prima di arrivare alla porta del palazzo il cavaliere (o chiunque altro) avrebbe scorto da lontano il vessillo sventolante sul maschio del castello o sulla torre della bicocca... e si sarebbe fatto un'idea se era il caso di proseguire e bussare o di girare al largo, a quei tempi credo che più che scrivere attenti al cane sarebbe stato meglio scrivere attento al padrone :lol:
Del resto ormai sembra assodato che un ruolo preponderante (anche se non certo unico!) l'ebbero proprio i vessilli, sul processo che portò alla nascita del "sistema araldico".
C'erano (mi pare) vesilli dotati di scritte, ma l'efficacia comunicativa sui campi di battaglia non poteva che venire da immagini chiare nelle forme e contrastanti nei colori.

Antonio Conti

MessaggioInviato: lunedì 31 gennaio 2005, 18:58
da fra' Eusanio da Ocre
L'uso delle lettere alfabetiche negli stemmi è abbastanza antico, ma di fatto limitato: nel medioevo e oltre, agli occhi di chi non sapeva leggere, "parlava" di più un simbolo che una lettera...

...non era questione di altro! :wink:

Bene :D valete

MessaggioInviato: lunedì 31 gennaio 2005, 19:44
da fra' Eusanio da Ocre
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Dalla forma e dall'inclinazione dello scudo, dall'elmo a becco di passero, dalla corona, direi che si possa trattare di uno stemma tedesco. Le riproduzioni penso nonsiano anteriori al XIX secolo. La tecnica sembrerebbe inchiostro nero per il disegno, colorato con colori ad acqua.


Credo anch'io... una ricerca di stile, ad essere :roll: buoni!

Bene :D vale

MessaggioInviato: lunedì 31 gennaio 2005, 19:47
da mcs
Molto interessante questa "lezione" sull'uso delle lettere negli stemmi :lol: !
Un grazie a tutti gli intervenuti per il contributo :wink: .
Vi svelo una cosa che non è affatto uscita... le due immagini sono tratte da due manoscritti datati 1629 e conservati in una biblioteca del centro Italia :shock: :shock: :shock: ...

mcs

MessaggioInviato: lunedì 31 gennaio 2005, 19:52
da fra' Eusanio da Ocre
danti73 ha scritto:In realtà l'uso delle lettere negli stemmi non è poi tanto recente.

Giusto.

Il papa l'ha voluta nel suo stemma per rappresentare la costante presenza di Maria Madre di Dio.

Giustissimo.

Le lettere dell'alfabeto in araldica non sono molto appropriate, tuttavia nell'araldica polacca sono presenti molte armi di questo tipo, sicuramente difficili da blasonare. Nel '400 un antico predecessore del papa nel vescovato di Cracovia usò uno stemma molto simile a quello di Wojtyla.
Le famiglie che usavano queste lettere lo facevano perchè per loro era un marchio di famiglia e ci tenevano a farlo comparire anche nell'arma della casata, nell'Herbaz Compendium di Kojalowicza compaiono ben 210 stemmi di questo tipo su 388 totali.

Sì, ma attenzione: molti dei cosiddetti marchi di casa somigliano a lettere o numeri, ma non lo sono!

Stesso discorso vale per la Svizzera. Anche in Italia non è impossibile trovarne alcuni esempi, sicuramente più rari, in uno studio che feci qualche anno fa ritrovai l'antico stemma di fine '400 del cardinale Domenico della Rovere di Vinovo, che ai lati della celebre quercia poneva le due lettere S e D dello stesso colore della pianta.

:shock: Attenzione! Le lettere esterne allo scudo non hanno valenza blasonica...

Le due lettere erano le iniziali del suo motto SOLI DEO. Oppure ancora nell'araldica civica, basti pensare allo stemma di Saluzzo, per dirne uno.


Qui ci siamo: si tratta di uno stemma storicamente dotato da tempo di una lettera, per distinguerlo da quello dell'omonima famiglia che ne era privo.

Bene :D vale