Franco Benucci ha scritto:Si vede che mi sono spiegato male, anche per via della grafica che non tiene gli allineamenti.
Allora, la grafia è una maiuscola gotica scassata (che di per sè ha origini onciali, ma si chiama maiuscola gotica) con intrusione di alcune minuscole: la presenza di D minuscola è standard, quella di E invece no, le A e le P sono fatte abbastanza male o rovinate. La L gotica ha di suo una grazia che risale molto e finisce a ricciolo, così che a volte trae in inganno e fa pensare a una I (è successo tempo fa anche a me su una di queste pagine) e altre volte a una U, ma qui la foto mi pare chiarissima. I traits-d'union a quest'epoca non esistono...
Poi, chiaro che l'anno va letto sulle due righe: l'attacco della prima riga è rovinato ma come già detto tendenzialmente leggerei (tra quadre le (semi)lacune, tra tonde gli scioglimenti):
[A(NNO)] M°CCCL
XXVIII DIE
XXIII AP(RI)L(I)S
cioè: Anno millesimo tercentesimo septuagesimo octavo die vigesima tertia aprilis, ovvero 23 aprile 1378.
Ma la discussione ripetuta non è oziosa: riguardando tutto con più calma, non sarei più così sicuro che la sigla sia P A: mi pare più probabile che sia P F (con F gotica con lunga grazia discendente) e allora gli Alfieri e i loro voli e semivoli non c'entrerebbero più...
Può darsi che sia così, carissimo.
Beato quell'uomo, se esiste, che ha la verità nella sua gerla!
Però va osservato che non molti decenni dopo quest'incisione su pietra, e a non troppe decine di chilometri da Gavi, i milanesi Sforza accompagneranno i propri stemmi con le iniziali dei rispettivi nomi di battesimo...
...e quindi non con la "S" di Sforza.
Bene

vale