Stemma sconosciuto in manoscritto

Gentili frequentatori del forum,
in questo caldo pomeriggio di luglio la mia testa, invece che stare china sulle sudate carte (mai aggettivo fu più adatto), vaga sui misteri connessi allo stemma qua sopra. Si trova in un manoscritto (S.XXIX.20) conservato presso la Biblioteca Malatestiana di Cesena, e contenente il De re uxoria di Francesco Barbaro, e il De ingenuis moribus et liberalibus studiis adulescentiae di Pietro Paolo Vergerio.
Le lettere M ed N fanno subito pensare a Malatesta Novello, signore di Cesena. Del resto la sigla compare altre volte in molti manoscritti conservati presso la medesima biblioteca, dove però accompagnano il più celebre stemma dello steccato. Anche le bande a scacchi rosso e oro fanno pensare all'araldica malatestiana.
Qui di seguito qualche esempio:

da un manoscritto (D.X.1) contenente Opuscola varia di Sant'Agostino

da un manoscritto (D.X.2) contenente altre opere del vescovo di Ippona

da un manoscritto (D.XIII.1) contenente il De consideratione di San Bernardo da Chiaravalle

da un manoscritto (S.XX.4) contenente il De rerum natura di Lucrezio, un Carmen de moribus Romanae Ecclesiae e l'Opera et dies di Esiodo
e molti altri ancora.
Come potrebbe essere interpretato invece lo stemma misterioso? E la lettera P?
saluti a tutti coloro che, nonostante l'afa, vorranno cimentarsi
Luca


