Stemma malatestiano - Montecodruzzo
Buonasera,
volevo condividere con i gentili utenti del forum uno stemma malatestiano non comune. Qualche settimana fa, una domenica di bel tempo, mi sono inerpicato sulla cima di Montecodruzzo, frazione di Roncofreddo (FC).
Montecodruzzo fu un possedimento degli Arcivescovi di Ravenna fino al 1484, quando fu data in signoria a Carlo Malatesta da Sogliano, alla cui morte (1486) toccò al nipote Leonida Malatesta (1500-1557) e poi al figlio di questi, Giacomo Malatesta (1530-1602). Il castello fu sempre residenza stabile di Giacomo Malatesta e della sua famiglia anche dopo essere creato da Pio V marchese di Roncofreddo e di Montiano e conte di Montecodruzzo. Nel 1602, dopo la morte di Giacomo, la famiglia trasferì la residenza a Montiano ed il figlio Carlo Felice cedette il castello al conte Antonio Ruini di Bologna: questa famiglia ne tenne il possesso non oltre l'anno 1701, perchè già nel 1702 il nuovo signore era Rinaldo Albizzi di Cesena a cui poi seguì la Congregazione dei Baroni di Roma (stesso destino della vicina Ciola Araldi, ove trovò la morte il figlio di Paolo Malatesta il Bello, Uberto).
Merita senza dubbio una visita la bella chiesa di Santa Maria Liberatrice, fatta costruire da Giacomo Malatesta nel 1573 per ringraziare la Vergine in seguito alla liberazione dalla prigionia turca.

E' un piccolo gioiellino araldico. Il primo stemma che si presenta agli occhi è uno stemma partito (e non inquartato come qualche giorno fa mi sovvenne alla memoria
), a destra con l'inquartato malatestiano, a sinistra con lo stemma dei Ferretti di Ancona (Medea Ferretti, figlia di Angelo di Girolamo, era la seconda moglie di Giacomo, che in prime nozze aveva sposato Cleopatra Zampeschi):

Mi dispiace, ma ho fatto del mio meglio per contrastare il rigoglio della rosa rampicante
All'interno una lapide, presente al di sopra dell'entrata, riporta la data del 1573: fu scolpita su marmo in onore di Giacomo Malatesta, e ricorda la sua elevazione alla dignità marchionale e la costruzione della chiesa. Il tutto è sormontato dallo stemma di Pio V (Ghisleri), dalle chiavi e dalla tiara papale.

In realtà, all'interno della chiesa vi è un altro partito simile a quello presente sulla facciata, ma è stato occultato dalla quarta stazione della Via Crucis
saluti
Luca
volevo condividere con i gentili utenti del forum uno stemma malatestiano non comune. Qualche settimana fa, una domenica di bel tempo, mi sono inerpicato sulla cima di Montecodruzzo, frazione di Roncofreddo (FC).
Montecodruzzo fu un possedimento degli Arcivescovi di Ravenna fino al 1484, quando fu data in signoria a Carlo Malatesta da Sogliano, alla cui morte (1486) toccò al nipote Leonida Malatesta (1500-1557) e poi al figlio di questi, Giacomo Malatesta (1530-1602). Il castello fu sempre residenza stabile di Giacomo Malatesta e della sua famiglia anche dopo essere creato da Pio V marchese di Roncofreddo e di Montiano e conte di Montecodruzzo. Nel 1602, dopo la morte di Giacomo, la famiglia trasferì la residenza a Montiano ed il figlio Carlo Felice cedette il castello al conte Antonio Ruini di Bologna: questa famiglia ne tenne il possesso non oltre l'anno 1701, perchè già nel 1702 il nuovo signore era Rinaldo Albizzi di Cesena a cui poi seguì la Congregazione dei Baroni di Roma (stesso destino della vicina Ciola Araldi, ove trovò la morte il figlio di Paolo Malatesta il Bello, Uberto).
Merita senza dubbio una visita la bella chiesa di Santa Maria Liberatrice, fatta costruire da Giacomo Malatesta nel 1573 per ringraziare la Vergine in seguito alla liberazione dalla prigionia turca.

E' un piccolo gioiellino araldico. Il primo stemma che si presenta agli occhi è uno stemma partito (e non inquartato come qualche giorno fa mi sovvenne alla memoria

Mi dispiace, ma ho fatto del mio meglio per contrastare il rigoglio della rosa rampicante
All'interno una lapide, presente al di sopra dell'entrata, riporta la data del 1573: fu scolpita su marmo in onore di Giacomo Malatesta, e ricorda la sua elevazione alla dignità marchionale e la costruzione della chiesa. Il tutto è sormontato dallo stemma di Pio V (Ghisleri), dalle chiavi e dalla tiara papale.

In realtà, all'interno della chiesa vi è un altro partito simile a quello presente sulla facciata, ma è stato occultato dalla quarta stazione della Via Crucis
saluti
Luca

esperienza inerpicarsi su una carrareccia ghiaiosa per chilometri e chilometri, e raggiungere gli agognati stemmi malatestiani.. e il fatto più interessante è che di solito - almeno per me - l'araldica malatestiana è proprio