Dire che quel disegno è alquanto approssimativo sarebbe poca cosa...
Non solo per il livello grafico evidentemente non eccelso, quanto anche per la composizione dell'arma, di non chiara lettura.
Infatti ritroviamo - usando molta fantasia per intravedervelo davvero - il delfino (in realtà sembrerebbe un povero latterino!) quasi in decusse con la cornucopia. Ora, se non sbaglio, il delfino - che pure era presente nella versione dello stemma di Gioacchino Napoleone, re delle Due Sicilie e re di Napoli, completa degli emblemi delle province - era invece osservabile nell'insegna araldica di Giuseppe Napoleone, re di Napoli.
Ma la cosa che più stupisce è la strana partizione: un semipartito-troncato (pure caratteristico dello stemma minore del regno delle Due Sicilie sotto Giuseppe Napoleone), dove il 3° è
di rosso pieno, ed è occupato solo dalla punta dello
scudetto sul tutto con l'aquila napoleonica e da una improbabile versione dell'
ancora a 4 rebbi caratteristica dello stemma di Gioacchino in quanto Grande Ammiraglio dell'Impero... Se non fosse per questo ultimo particolare avrei pensato a una versione dell'Arma abbreviata per i sigilli codificata nel dicembre del 1806. Ma qui le cose sembrano più difficili... Rese ancor più difficili dalla possibilità (... con un disegno così approssimativo, tutto è possibile!) che quelli che io crederei quattro rebbi volessero in verità rappresentare semplicemente i fulmini dell'arma imperiale di Francia!
Posso chiederti, gentile Donato, da dove viene questa immagine?