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Cognomi araldici

MessaggioInviato: mercoledì 9 giugno 2010, 22:50
da GENS VALERIA
In un interessante studio :
"Le origini preistoriche dell'onomastica italiana" di Guglielmo Peirce
scaricabile gratuitamente da
http://www.inedito.it/description_nonf. ... 20&idd=327
del quale riporto alcune righe ,
l’autore espone ipotesi sull’antica origine dei cognomi , partendo dalle figure dello stemma araldico.Fino ad ora avevo considerato l’operazione inversa ovvero la creazione di stemmi “parlanti” ovvero quelle che contengono delle figure che, per il loro nome o per la loro immagine, richiamano più o meno direttamente il nome (talora la funzione) del possessore di tali armi.


(...) ogni cavaliere prese ad adottare un segno distintivo ben visibile che lo distinguesse da tutti gli altri, segno o disegno che il cavaliere portava dipinto in più posti e cioè sulle guance dell'elmo, sullo scudo, sulle alette degli spallacci e portava inoltre ricamato sulla casacca che ricopriva la sua armatura e su ambedue i lati della gualdrappa del cavallo. Tale disegno o simbolo colorato divenne, a ragione dei diritti feudali, stemma familiare trasmissibile ai propri figli. Si trattava o di motivi prettamente geometrici oppure d'immagini figurative ricordanti per lo più la principale impresa di guerra compiuta dal cavaliere che per per primo aveva in famiglia adottato quell'insegna (da qui dunque
anche il nome di imprese dato agli stemmi araldici) od infine di disegni geometrici e figurativi insieme, i quali ultimi divennero presto i più comuni.
Poiché era quello il tempo in cui, per le esigenze feudali che abbiamo già detto, rinascevano in Europa i cognomi familiari, accadde che molte volte lo stemma portato dal cavaliere o ne determinò il cognome, in quanto egli magari non ne aveva ancora uno, oppure lo soverchiò a causa del grande valore distintivo che aveva assunto e gliene procurò così un altro che fece presto dimenticare il primo, generalmente patronimico, a tutta la sua famiglia; e così Cangrande della Scala prese non solo il cognome, ma anche il nome dalla abitudine di portare come impresa o stemma la figura di una scala, ricordante evidentemente un'assalto a mura nemiche, e come cimiero, ossia come ulteriore elemento distintivo sulla sommità del suo elmo, una grossa testa di cane. Il cimiero era una decorazione distintiva anch'essa molto usata a quei tempi ed era costituita da una figura tridimensionale di materiale leggiero, forse cartapesta, spesso rappresentante un animale vero o fantastico, simbolo che talvolta richiamava quello dello stemma stesso che il cavaliere portava.
La nobilissima famiglia spagnola Cabeza de Vaca, già menzionata nelle cronache iberiche del Trecento, si chiamava quindi così perché il suo stemma originario rappresentava una tal testa di bovino e così anche le famiglie italiane della Gatta, La Gatta, Lagatta, Lagattola, Lo Gatto, dell'Orso, Lo Tauro; Lotoro; La Rana; del Granchio; Loragno; Laratta; Lamartora; della Vipera, della Torre, Villadicani, Pappacoda, Scannasorice, Scannapieco, La Scala, La Serpe, La Gamba, Lagamba, La Morte, della Morte, Colleoni (Co' leoni) ecc. usavano portare come imprese le immagini dei predetti animali, cose o scene (…)


Mi piacerebbe avere la vostra opinione
Cordialmente

Re: Cognomi araldici

MessaggioInviato: giovedì 10 giugno 2010, 15:26
da Franco Benucci
Direi che può valere solo per (pseudo) predicati, distintivi dei rami, del tipo di Donà delle Rose, Morosini della Sbarra (o quelli della Tressa), ecc.
Per i cognomi veri e propri, mi pare proprio di no: per esempio i Colleoni non avevano affatto dei leoni, ma quelli che si definiscono eufemisticamente "cuori rivolti", cioè (dal cognome all'arma e non viceversa) co-lioni ;)

Re: Cognomi araldici

MessaggioInviato: giovedì 10 giugno 2010, 16:32
da Antonio Pompili
Franco Benucci ha scritto:Direi che può valere solo per (pseudo) predicati, distintivi dei rami, del tipo di Donà delle Rose, Morosini della Sbarra (o quelli della Tressa), ecc.
Per i cognomi veri e propri, mi pare proprio di no: per esempio i Colleoni non avevano affatto dei leoni, ma quelli che si definiscono eufemisticamente "cuori rivolti", cioè (dal cognome all'arma e non viceversa) co-lioni ;)

Non sarei così categorico.
Certamente era in generale più frequente il passaggio dal nome all'emblema. Ma in certi paesi e in certe società l'emblema familiare precedeva il nome e ne determinava la nascita. Il Pastoureau (L'art héraldique au Moyen Age, Paris 2009. p. 190) afferma che esempi sono numerosi in Ungheria e in Polonia, ma non mancano anche nel nostro Paese, oltre che in Scozia e in Svezia, dove possiamo ricordare il caso della famiglia Oxenstierna che da lungo tempo adottava una testa di bue prima di ricevere il suo nome nel XIV secolo (cfr J. Woodward, G. Burnett, A Treatise on Heraldry British and Foreign, 2° éd., Londres 1896, p. 671-672).

Re: Cognomi araldici

MessaggioInviato: mercoledì 31 luglio 2013, 17:57
da gugagu
Le considerazioni di Franco Benucci mi sono state molto utili perché mi hanno permesso di accorgermi che nel mio libro non avevo per nulla accennato alla famiglia del famoso condottiero Bartolomeo Coglione, cognome certo singolare e del quale non avrei dovuto omettere di far menzione; spero di aver ora abbastanza ovviato alla detta mancanza.
Cordialità a tutti gli interessati a questo affascinante argomento dei cognomi araldici.
Guglielmo Peirce.

Re: Cognomi araldici

MessaggioInviato: giovedì 1 agosto 2013, 11:45
da Sorante

Re: Cognomi araldici

MessaggioInviato: giovedì 1 agosto 2013, 22:04
da antonio33
gugagu ha scritto:...nel mio libro non avevo per nulla accennato alla famiglia del famoso condottiero Bartolomeo C...
Guglielmo Peirce.


Senza parole.

Re: Cognomi araldici

MessaggioInviato: lunedì 12 agosto 2013, 16:14
da gugagu
P.S.: Preciso che il mio ebook è ora scaricabile gratuitamente al seguente indirizzo web:
http://www.smashwords.com/books/downloa ... a-italiana

Re: Cognomi araldici

MessaggioInviato: sabato 17 agosto 2013, 9:33
da antonio33
Vedo il Bartolomeo a pag 53.
E, a ben cercare, trovo persino un moderatore...
Antonio