Messanensis ha scritto: Mi scusi, ma non ho afferrato bene il discorso
Cordiali saluti,
Rosario
...mi scusi, è colpa mia!
Citavo l’esempio urbinate: da un lato per ricordare come alcune figure “araldiche” possono venir male interpretate, e poi magari ulteriormente riprodotte secondo la cattiva interpretazione, (p. es. morso del cavallo – spire); e dall’altro per ipotizzare (nel caso dei Galluppi), che il compasso potesse essere scaturito da una lettura distorta dell’impresa sforzesca da loro in qualche modo acquisita. Era naturalmente una mera ipotesi che avanzavo a caldo non sapendo nulla dei Galluppi.
Le ulteriori informazioni che lei ci ha fornito non sembrano poter condurre l’indagine in questa direzione, sebbene gli Sforza ebbero più volte a che fare con le vicende del Regno.
Tornando ai Galluppi ed agli esempi citati, parrebe di capire che il compasso fa la sua comparsa in tempi assai recenti –rispetto al XIII secolo, s’intende!- , peraltro in epoca di “malaraldica” (se mi è consentito il termine).
Questi Galluppi appartenevano alle medesima linea familiare, o a rami diversi?
Gli esempi di stemma con il compasso sono due e relativamente vicini nel tempo, chissà se possono essere ricondotti ad un evento o ad un personaggio in particolare che adottò quell’arma poi soppiantata dal riemergere dello scaglione? Quale rapporto c’era tra il canonico Francesco e la calamarera descritta nell’inventario?
Non so se qualche studioso si sia cimentato nell’analisi della figura del compasso in araldica, sarebbe interessante conoscerne le conclusioni, magari proprio su eventuali connessioni tra lo scaglione ed il compasso.
Per trovare qualche esempio utile ho dato uno sguardo allo Stemmario Trivulziano (seppur prevalentemente costituito di stemmi d'altro contesto geografico), ho trovato otto stemmi col compasso. Quattro sono parlanti “Capitanei de Sesto” o “da Sesto”; uno è alludente “di Iusti” (compasso come proporzione e perfezione; in uno la parte superiore del troncato è caricata da un’impresa (compasso coronato con cartiglio) “Fregoso”. Nell’insieme il compasso risulta spesso associato ad altre figure di equivalente o superiore importanza (la metà delle volte un castello).
Il Dizionario Araldico di P. Guelfi Camaiani, alla voce "Compasso" cita l'esempio dei Ferrara di Napoli "
D'azzurro alla fascia abbassata accompagnata in capo da un
compasso aperto accompagnato da tre stelle e in punta da tre monti,
il tutto d'oro."
Probabilmente non c'entra nulla, ma più di un elemento in comune c'è.
Cordialmente
Antonio