Bordura triangolata

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Bordura triangolata

Messaggioda michele maietti » venerdì 21 maggio 2010, 9:04

Gentili amici

pongo il seguente quesito: secondo voi, una bordura triangolata di rosso e d'argento attorno a uno stemma trecentesco (epoca angioina) è un "vezzo" del titolare del blasone (il cui scudo attendibile è contornato di rosso su un manoscritto del '600) o ha un preciso significato?

Cordiali saluti

M. Maietti
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Re: Bordura triangolata

Messaggioda bardo » venerdì 21 maggio 2010, 18:09

Il Crollalanza nel suo Prontuario nobiliare riporta come, secondo il Bombaci, chi porti la bordura nel proprio stemma discenda da personaggi che si distinsero nella magistratura. Lo stesso Crollalanza però ritiene che la bordura derivi semplicemente dal contorno di cuoio, stoffa o metallo di cui si ornavano anticamente gli scudi dei cavalieri. Venne considerata anche come brisura, soprattutto in Francia, dove era contrassegno dei terzogeniti se semplice, del quartogenito se merlettata, bisantata, spinata o composta (secondo ciò che scrive il Cassaneo).

saluti ;)

Luca
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Re: Bordura triangolata

Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 24 maggio 2010, 20:37

michele maietti ha scritto:pongo il seguente quesito: secondo voi, una bordura triangolata di rosso e d'argento attorno a uno stemma trecentesco (epoca angioina) è un "vezzo" del titolare del blasone (il cui scudo attendibile è contornato di rosso su un manoscritto del '600) o ha un preciso significato?

Trattandosi specificamente di una bordura triangolata, penserei che si tratti dell'espressione grafica di un reale elemento del blasone originario.
Infatti bordure utilizzate come semplice espediente grafico per la maggiore definizione dei contorni dello scudo (dunque erronee dal punto di vista della riproduzione dell'arma) non è difficile incontrarle. Ma che una bordura triangolata di due smalti (o anche semplicemente di uno) possa essere frutto di arbitraria scelta, mi sembra più strano. Se lo scudo seicentesco è - come mi sembra di capire - contornato da una bordura (semplice) di rosso, esso potrebbe essere quello malamente realizzato o anche volutamente modificato. L'unica cosa che potrebbe farci dire una parola più certa a riguardo sarebbe l'avere a disposizione almeno un'altra (meglio se di più) rappresentazione dello stesso stemma.
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
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