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LANCIA o LANZA

MessaggioInviato: venerdì 21 gennaio 2005, 20:16
da danti73
Gentili colleghi,
ultimamente sono alla ricerca dello stemma originale dei Lancia piemontesi, in particolare di Manfredo I o Manfredo II Lancia: Il primo era il padre di quella Bianca che diventò moglie di Federico II.
Qual'era l'arma antica di questa famiglia? Ho ritrovato qualcosa sullo Spreti ma dubito che si tratti dell'arma antica. Inoltre ho visto che i Busca, che sono un ramo di questa famiglia, adottavano ancora un altro stemma.
Mi rimetto nelle mani degli araldisti più esperti del forum.

MessaggioInviato: lunedì 24 gennaio 2005, 11:54
da Marcello Cantone
Gentilissimo Collega
non ho notizia sui Lancia/Lanza di Piemonte ma su quelli di Sicilia.
Molti autori affermano, riportando vari documento tra cui uno del 1080, che i Lanza di Sicilia discendono dai Duchi di Baviera, che passarono in Lombardia e poi in Sicilia.

Riguardo a Bianca Lancia tutti sono concordi a dire che fu figlia di Galvano Lancia Conte di Bufera, Paternò ecc. ecc.

Sarei curioso conoscere da dove ha preso le notizie sui Lancia di Piemonte e la genealogia su Bianca Lancia.

Sempre a sua disposizione per scambio di notizie la saluto cordialmente

Marcello Cantone

MessaggioInviato: lunedì 24 gennaio 2005, 12:56
da danti73
Gentile signor Marcello,

non so a che fonte si riferisce quando dice che tutti concordano a dare a Bianca Lancia la paternità di Galvano Lancia.
In realtà le fonti storiche accreditate la fanno figlia di Manfredo I Lancia, oppure altri la vogliono figlia di Bonifacio signore di Agliano. In nessun testo si dice figlia di Galvano di cui senza dubbio era sorella.
Per la genealogia Lancia ho consultato testi antichi della biblioteca reale di Torino ma anche testi più recenti come quelli del Merkel, del prof. Bordone, del Lanza di Brolo, ecc.
Gli stessi Lancia di Brolo in Sicilia sono un ramo dei Lancia piemontesi, discendenti proprio dal Galvano da lei citato.

MessaggioInviato: martedì 25 gennaio 2005, 18:06
da CRFÓB
Marcello Cantone ha scritto:Riguardo a Bianca Lancia tutti sono concordi a dire che fu figlia di Galvano Lancia Conte di Bufera, Paternò ecc. ecc.

La Treccani no.

CRFÓB

MessaggioInviato: martedì 25 gennaio 2005, 20:20
da Marcello Cantone
Gentilissimo Collega
Lei ha proprio ragione, sono dovuto ritornare sui miei passi, il mio intervento è stato frettoloso e superficiale, dopo aver consultato il Pirri ed il Mugnos (a questi si rifanno quasi tutti gli autori che studiano la Sicilia, compreso il Garufi ed il Withe) e riportando loro la notizia che Bianca era figlia di Galvano, ho concluso che tutti concordavano a dare questa paternità, invece non è così.


Riporto qui di seguito quello che dicono i citati due autori, ma prima bisogna capire chi sono.

L’abate Rocco Pirri (Noto 1577 - Palermo 1651) è considerato il padre della storia ecclesiastica siciliana. A lui si deve l’immortale opera intitolata “Sicilia sacra”, che è la fonte più prestigiosa per la storia delle Chiese dell’Isola e alla quale si ispirò il celebre Ughellino nella sua opera “Italia sacra”.
L’opera, pubblicata in Palermo nel 1644 in seconda edizione, con alcune correzioni e l’aggiunta di una ampia cronologia dei re di Sicilia, è divisa in quattro libri: il primo contiene le notizie storiche relative alle tre Chiese metropolitane di Palermo, Messina e Monreale; il secondo dà le notizie relative ai tredici vescovadi estinti; il terzo raccoglie le notizie storiche dei vescovadi vigenti: Catania, Siracusa, Agrigento, Patti, Cefalù, Mazara, Malta, Lipari.
Il quarto libro, suddiviso in quattro parti doveva contenere le notizie relative alle abbazie e priorati degli ordini monastici allora esistenti in Sicilia (Basiliani, Benedettini, Cirstercensi ed Agostiniani), ma rimase incompleto. I libri, già esistenti, furono continuati ed aggiornati dal can. Antonino Mongitore, noto storico palermitano del sec. XVII, e dal benedettino cassinese Vito M. Amico da Catania. Morto il Mongitore, nel 1761 si formò a Palermo una società di scelti letterati siciliani con lo scopo di correggere e continuare la “Sicilia sacra”.
(queste notizie non sono mie ma copiate dal sito http://www.diocesimazara.it/storia_1.htm )

Rocco Pirri – CHRONOLOGIA REGUM - in SICILIA SACRA f. XXX

“Huc ego Galvanum Blancae nostrae Patrem statuo, quod Fridericum filium ab Anonimo Blancae fratrem dictum lego”.

(ho riportato solo un rigo delle due pagine dedicate ai Lancia)

Per il Mugnos consulta http://www.lentinionline.it/uom_mugnos.htm

Filadelfo Mugnos TEATRO GENOLOGICO vol. I pag. 65

“Dal predetto Galvano Conte di Fundi ne nacque Bianca Ultima moglie del detto Imperatore Federico II. Disposta Sacramentalmente in Palermo per mano di Berardo Arcivescovo di detta Città, e in dote li portò il Contado di Gravina, tre cariche, il Monte Caveosi, e Monte Santi Angeli, nel Regno di Napoli per dotatione fattali dal detto Galvano Conte padre”.



Queste invece le notizie riportate dal Villabianca

F.M Emanuele e Gaetani di Villabianca DELLA SICILIA NOBILE
vol. I pag.126

“Sposò […] e finalmente Bianca figlia di Bonifazio Lanza, e di Costanza Maletta la quale li partorì Manfredi, che fu pure Undecimo Re di Sicilia”.

Appendice Vol. I pag.5

“Col favore del Re Federigo Svevo Galvano Lanza conseguì Butera colli Stati insieme di S. Filippo, e Paternò, come parente affine di detto Augusto per parte dell’Imperatrice Bianca sua consanguinea, Principessa nata di sua Prosapia Lanza”.


Queste quelle dal San Martino

San Martino de Spucches : “Storia dei feudi …..”– Vol. I° quadro 140 pag.501

“Galvano Lancia, Signore di Bufera Paternò e san Filippo. Fu fratello di Federico, Viceré di Sicilia nel 1258. Quali fratelli furono figli di Galvano, conte di Castel di Fundi nel 1220 e quest’ultimo forse fratello di quel M.se Bonifacio che fu padre di Bianca Lancia; quest’ultima fu l’ultima moglie dell’imperatore Federico II (Svevo) Re di Sicilia. Dopo la Battaglia di Benevento(1266)Galvano Lancia perdè la vita e gli stati. I beni confiscati passarono al Rgio Demanio che detenne Bufera dal 1269 al 1282”.



In un Albero genealogico ho trovato che Galvano Lancia era sposato con una de Ocra avete notizie arma di questa casata?

Gentilissimo collega ti sto inviando tramite il Cortese Amministratore la scansione dell’arma dei Lanza riportata dal Mugnos, ti sarei grato se mi fai conoscere le armi dei Lancia di Piemonte.

Cordialmente Marcello

MessaggioInviato: martedì 25 gennaio 2005, 20:57
da CRFÓB
Fossi in Lei metterei anche il loro matrimonio in dubbio.

Lanza di Busca: di rosso a tre lance d'oro in palo, bandierate d'azzurro.

CRFÓB

MessaggioInviato: martedì 25 gennaio 2005, 21:53
da T.G.Cravarezza
Gentili Signori,
ecco lo stemma inviatomi:

Immagine

MessaggioInviato: martedì 25 gennaio 2005, 22:37
da danti73
Gentile signor CRFOB,
può fornire la fonte dello stemma dei Lanza di lei descritto? Il Manno e l'Angius riportano palato di rosso e d'oro, che ancora oggi fa parte dello stemma comunale del paese Busca.
Riguardo la paternità di Bianca aggiungo che secondo il racconto degli Annali Genovesi, Moriondo è figlia di una sorella di Manfredi II Lancia e di un consignore di Agliano.
Secondo F. Lanza, nel suo albero genealogico dei Lancia di Brolo e nell'Enciclopedia Italiana di Lanza del Vasto è figlia di Bonifacio d'Agliano figlio a sua volta di Manfredo I Lancia. La Corografia del De Canis dice che è figlia di Manfredo I Lancia, teoria appoggiata da Huillard Breholles, nella Descrizione del Piemonte di F. Della Chiesa, in Biografia Piemontese del Tenivelli. Secondo i tre brani la madre di Bianca, rimasta vedova sposò Bonifacio di Agliano.
Ci sono altrettante fonti, la teoria più accreditata è proprio quest'ultima.
Molti sono i documenti che forniscono l'identità di Bianca, molte di queste contemporanee, posso capire le perplessità sull'identità della madre di Bianca, ma non capisco i dubbi sul matrimonio con Federico II.

MessaggioInviato: mercoledì 26 gennaio 2005, 13:33
da Marcello Cantone
Gentilissimi Colleghi secondo queste genealogie


http://genealogy.euweb.cz/italy/lancia.html

http://genealogy.euweb.cz/italy/montfer.html

i Lanza prendono origine dagli Alerami Marchesi del Monferrato, se si, che relazione hanno con i duchi di Baviera?

Se questa ipotesi e vera si può forse trovare la chiave di come Galvano Lancia subentro al dominio dello stato Aleramico di Sicilia, e se questi era realmente marito di una De Ocra, si può spiegare come questo stato passo nelle loro man?

Datemi notizie

Cordialmente Marcello Cantone

MessaggioInviato: mercoledì 26 gennaio 2005, 17:17
da fra' Eusanio da Ocre
Sui Lanza o Lancia piemontesi non vi è, in letteratura, altrettanta abbondanza di materiale rispetto a quello invece disponibile per gli omonimi siciliani. :(

Il Libro d'oro della nobiltà italiana, vol. XXI, pag. 499, menziona i Lanza di Busca come estinti, e confluiti come cognome nei Cordero di Montezemolo con RR.DD. del 1924 e 1933.

Il Dizionario del Crollalanza, vol. II, pag. 9, parla dei Lanza di Mondovì, indicandoli qual conti, e dandone soltanto l'arma: d'azzurro, a tre lance affiancate d'oro, banderuolate di rosso, al capo d'oro, all'aquila coronata di nero, linguata di rosso.

Già che ci siamo, aggiungiamo che nel Biellese risultarono almeno due famiglie di tale cognome, testimoniate fra il 1558 ed il 1689 (fonte: Borello/Zucchi, Blasonario biellese, Torino 1929, rist. Bologna 1975, pagg. 55 e 110).

Infine, una tesi di laurea (sostenuta nel 1989 presso l'Università di Genova da A. Bertone, concernente I marchesi del Carretto di Cairo) riferisce che il 3.11.1196 Manfredi Lancia vendette per 5000 once d'oro tutte le proprie terre in Lombardia (verosimilmente, nel Piemonte orientale) a Bonifacio del Monferrato (fonte primaria: F. Cognasso, Il Piemonte nell'età sveva, in "Atti della deputazione subalpina di storia patria", Torino 1968), mentre nel 1226 era attivo e testimoniato un altro Manfredi Lanza detto il giovane.

Circa la famiglia da Ocra, siamo sicuri che tale :wink: grafia sia corretta?

Bene :D valete

MessaggioInviato: mercoledì 26 gennaio 2005, 19:59
da danti73
Grazie fra Eusanio,
come sempre ineccepibile.
Dei Lancia del Piemonte è difficile riuscire a reperire uno stemma antico, ho consultato tutte le fonti bibliografiche araldiche piemontesi (io vivo a Torino) ma nulla. Bisognerebbe tentare sui sigilli, specie negli archivi astigiani ma ci vorrebbe un esperto in sigillografia.
I del Carretto sono dello stesso lignaggio dei Lancia.
Il cognome in questione è "da Ocra" o "da Ocre", come il buon frate,lo si trova in entrambe le grafie, Gualtiero da Ocra/e fu un grande dignitario di Federico II.
Riguardo la pretesa discendenza bavarese e poi lombarda dei Lancia di Brolo,non saprei che dire, in effetti i Lancia di Busca discendevano da Aleramo che vantava di discendere dal celebre Vitichingo (fantagenealogia insegna) che era sassone.

MessaggioInviato: mercoledì 26 gennaio 2005, 20:10
da fra' Eusanio da Ocre
danti73 ha scritto:Grazie fra Eusanio, come sempre ineccepibile.

Troppo gentile.

Dei Lancia del Piemonte è difficile riuscire a reperire uno stemma antico, ho consultato tutte le fonti bibliografiche araldiche piemontesi (io vivo a Torino) ma nulla. Bisognerebbe tentare sui sigilli, specie negli archivi astigiani ma ci vorrebbe un esperto in sigillografia.

Una volta trovato, il sigillo possiamo ben esaminarlo anche noi... 8)

I del Carretto sono dello stesso lignaggio dei Lancia. Il cognome in questione è "da Ocra" o "da Ocre", come il buon frate,lo si trova in entrambe le grafie, Gualtiero da Ocra/e fu un grande dignitario di Federico II.

Volevo ben dire che era un cognome conosciuto... :wink: Ma lasci prevalere la grafia originaria "da Ocre", visto che la finale in "a" è legata sia alla "femminilizzazione" del cognome (cosa normale per tutte le consorti, perlomeno nei testi d'epoca), sia al fatto che è vocale terminale meno ostica alle orecchie ed alla penna di scrittori siciliani.

Riguardo la pretesa discendenza bavarese e poi lombarda dei Lancia di Brolo,non saprei che dire, in effetti i Lancia di Busca discendevano da Aleramo che vantava di discendere dal celebre Vitichingo (fantagenealogia insegna) che era sassone.


Bene :D vale[/u]

MessaggioInviato: giovedì 27 gennaio 2005, 19:30
da Marcello Cantone
Cari colleghi
come dice Fra Eusamio:
“Sui Lanza o Lancia piemontesi non vi è, in letteratura, altrettanta abbondanza di materiale rispetto a quello invece disponibile per gli omonimi siciliani”.

A tal proposito ho inviato al gentilissimo Tomaso Giuseppe Cravarezza un paragrafo del Mugnos dove sono riportate alcune fonti a cui attinge Lui ed il Pirri (questi due autori, e vero commettono diversi errori ma, non sono i primi sprovveduti che si alzano un bel dì e si mettono a scrivere di storia), essi fanno riferimento anche ad un antico autore anonimo (lo definiscono così – il Pirri scrive la sua opera agli inizi del 1600). Nelle loro opere, soprattutto nella SICILIA SACRA, sono riportati numerosi documenti medievali che purtroppo si sono persi col tempo e che noi conosciamo tramite la loro trascrizione.

Anche il Marchese di Villabianca, uomo erudito del 1700, nei suoi cinque volumi “DELLA SICILIA NOBILE” scrive dei Lanza in varie parti dell’opera, sottolineando sempre l’origine Bavarese e, nelle pagine 188 e 189 del 2° volume, ne tratta la genealogia riportando decine di riferimenti bibliografici (se lo desiderate vi posso inviare la scansione delle pagine).

Sono anche simpatiche le leggende che riporta il Mugnos sull’origine del cognome.

La prima parla di un Ernesto fratello minore del Duca di Baviera che risolve un conflitto, nato tra suo fratello e il Duca di Sassonia, vincendo in un torneo con la Lancia; l'autore scrive daver appreso questa notizia “da gravi Autori Germani”.

La seconda, rifacendosi a Flaminio Rossi, a Guglielmo Paradino e a Filippo Cirni, dice che un altro Ernesto, questa volta Duca di Pomerania, in un torneo vince cento cavalieri germani battendoli tutti con la Lancia.

La terza, per me la più simpatica, parla di Corrado, nipote del predetto Ernesto da Pomerania, che va in Terra Santa e li, con l’aiuto del Prete Orione, ritrova ………………… indovinate che? LA PUNTA DELLA LANCIA con cui LONGINO colpi il costato di nostro Signore Gesù Cristo. Tira in ballo anche Goffredo da Buglione, commozione generale ecc. ecc.

Poi il Mugnos congiunge la casa di Pomerania con quella di Baviera, comincia quindi a descrivere tutta la genealogia della famiglia a partire da Ernesto Duca di Pomerania, vissuto nel 970, e giù di li passando anche per Galvano, Bianca ecc. ecc. fino a giunger ai Lanza suoi contemporanei.


Ora mi trovo, se volete ci troviamo, di fronte ad un bell’imbroglio, una matassa da dipanare, ci sono tre genealogie:

1. Discendenza da Casa Aleramica.
2. Discendenza dai Duchi di Baviera.
3. Discendenza dai Duchi di Pomerania.

Quale genealogia è vera?

C’è né una vera o sono tutte fantagenealogie?

E se in realtà le Bianca Lancia erano due, una in Sicilia e una in Piemonte, due omonime, di cui una era realmente l’amante o moglie di Federico II lo Svevo,l’altra no, e poi la famiglie (non so quale) di quest’ultima per un motivo a noi sconosciuto a legato il proprio albero a quello degli Hohenstaufen sfruttando quest’aggancio?

Chiedo il vostro aiuto
cordialmente Marcello

MessaggioInviato: giovedì 27 gennaio 2005, 20:13
da danti73
Gentili signori,
bisogna diffidare degli autori che citano fonti andate perdute. Spesso con questo sistema si cercava di dare importanza a storie inventate di sana pianta. E' vero che i due storici siculi citati furono grandi nella loro materia, è pur vero che non furono ne i primi ne gli ultimi a trattare periodi storici anteriori al loro in maniera abbastanza sommaria e approssimativa.
Dei Lancia del Piemonte esistono testi antichi e contemporanei (ai Lancia) che non sono andati persi, perfino la genealogia è attestata da molti documenti conservati negli archivi di Stato piemontesi, ad esempio il testamento del marchese Bonifacio del Vasto, dal quale discesero gli otto marchesati più importanti del Piemonte.
Negli anni Novanta ad Asti ci fu anche un congresso su Bianca Lancia d'Agliano, un magnifico prodotto di quel convegno fu la pubblicazione di un libro biografico scritto da un'equipe di validi esperti e storici in vari campi appartenenti e ausiliari alla storia, consiglio vivamente il libro, ricco di fonti e soprattutto ad un prezzo molto accessibile, credo una ventina di euro.
La teoria delle due omonime Bianca Lancia è simpatica ma poco realistica.
Più probabile che i Lancia del Piemonte e quelli di Sicilia non fossero parenti, almeno non tutti, eppure Galvano è provatamente piemontese di nascita e i Lancia di Brolo si dicono suoi discendenti. Ma ne esistono le prove di questa discendenza?
Sull'origine del nome Lancia esistono due fonti, una contemporanea ai due Manfredi Lancia, l'altra poco posteriore e un pò leggendaria. Quest'ultima è opera di frate Iacopo d’Acqui nel Chronicon Imaginis Mundi, riporta che un giorno mentre Federico II e Manfredo, fratello di Bianca, uscirono per la campagna si mise a piovere; Manfredo riparò la lancia dell’imperatore tanto da riconsegnargliela perfettamente asciutta, l’imperatore grato come premio lo nominò “Marchionem Lanzam”. Fra Iacopo da Acqui non conobbe mai di persona Manfredi II, per cui l’episodio è da considerarsi piacevole ma leggendario. Antonio Astesano più vicino all’epoca dei Lancia in questione, nel Carmen de Variegate Fortunae, racconta invece un episodio più realistico: Manfredo I da fanciullo era lancifero di re Federico I, un giorno sonnecchiando ruppe la lancia tra i rami di un albero sotto il quale passava, i compagni di milizia, per schernirlo, cominciarono a chiamarlo Lancia e il soprannome, non molto gradito a Manfredi, gli rimase.

MessaggioInviato: sabato 29 gennaio 2005, 18:09
da fra' Eusanio da Ocre
Marcello Cantone ha scritto:...(omissis)...In un Albero genealogico ho trovato che Galvano Lancia era sposato con una de Ocra avete notizie arma di questa casata?...(omissis)...


Secondo T. Bonanni, I catasti antichi con descrizione degli stemmi dei Comuni dell'Abruzzo aquilano, L'Aquila 1881 (rist. Cerchio 2002), pag. 107, i da Ocre alzavano "una fascia d'argento".

Ritengo di poter aggiungere in campo d'azzurro.

Bene :D vale