Gentile Gattovalois,
la fonte è lo
Stemmario Mantovano di Mario CASTAGNA e Valerio PREDARI.
GIANNINIArma : Idem come sopra, all'infuori del 2°quartiere, così blasonato <
di rosso, alla catena d'oro > .

Le vicende dei conti (poi marchesi) Giannini nel mantovano ebbero inizio dopo la caduta dei Gonzaga di Mantova (1708).
Nel 1709 l' Imperatore Giuseppe I d'Asburgo concesse le due Corti Orsine di Soave e di S. Martino Gusnago al conte CARLO ANTONIO Giannini, in qualità di feudo nobile mascolino per sè e legittimi discendenti.
Il nuovo feudo, escorporato totalmente dal ducato di Mantova, era considerato alla stessa stregua degli altri feudi imperiali come Gazoldo degli Ippoliti e Castiglione delle Stiviere dei Gonzaga della linea di Rodolfo.
I territori di S. Martino e di Soave dipendevano quindi, tramite il loro feudatario, direttamente dall' Impero.
Nel 1712 l'investitura al Giannini fu confermata dall' Imperatore Carlo VI, succeduto nel frattempo a Giuseppe I (vedasi i testi dei due Diplomi Imperiali in A.S.Mn.Fondo Gonzaga, busta 79-bis).
Nei diplomi imperiali il Giannini è nominato come Conte del Sacro Romano Impero, Cameriere Segreto del Duca di Modena e Consigliere di Stato (
... "Sacri Romani Imperij Comitem e Serenissimi Ducis Mutinae intimissimum Camerarium, ac Status Consiliarum ...").
Ricoprì presso la corte cesarea la carica di Ciambellano. CARLO ANTONIO Giannini nacque presumibilmente a Sassuolo, dove dimorava il padre, il Colonnello Cristoforo.
Avviato dal padre alla carriera militare, ebbe in moglie una duchessa d' HOLSTEIN, dalla quale ebbe tre figli :
1) FRANCESCO GREGORIO, ecclesiastico
2) ERNESTO FEDERICO ALESSANDRO, ufficiale imperiale
3) MARIA MADDALENA
Il Conte Giannini dimorava a Bratislava, nella Slesia Prussiana, e affidò i suoi feudi mantovani ad un fattore. Nel 1742 intraprese un viaggio per sistemare i suoi affari in Italia e venuto a S. Martino Gusnago, qui morì nell'antico palazzo feudale (oggi Palazzo SECCO-PASTORE) assistito dal Parroco del luogo (23 Luglio 1742).
Alla morte di Carlo Antonio gli succedette nel feudo il figlio ERNESTO FEDERICO ALESSANDRO, Tenente Maresciallo al servizio dell' Impero.
Quest'ultimo fu anch'egli Consigliere di Stato e Ciambellano presso la corte cesarea ed ebbe la Gran Croce dell'Ordine Militare di Maria Teresa.
Portò, come il padre, i titoli di Conte del S.R.I., Marchese delle Carpinete, Signore di Dobroslovitz.
Morì nel 1766 senza lasciare eredi diretti e quindi il feudo ritornò al demanio imperiale, ma l' Imperatore Giuseppe II lo cedette alla madre, l' Imperatrice vedova Maria Teresa, che in qualità di Duchessa di Mantova, per via ereditaria, lo accorpò al resto del mantovano (1776).
Si occuparono poco i Giannini dei loro possedimenti mantovani, essendo molto impegnati presso la corte cesarea.
Ottennero questi beni, ciò traspare dai diplomi succitati, per i molti servigi resi dal Conte Carlo Antonio agli Imperatori Leopoldo I e Giuseppe I.
A S. Martino Gusnago in ricordo della casata rimane solo la lapide sepolcrale del Conte Carlo Antonio, un tempo sul pavimento della Parrocchiale di S. Martino Vescovo ed oggi custodita in una collezione privata.
Cordiali saluti