Arma antica arma nuova

Inviato:
giovedì 11 marzo 2010, 13:47
da fabrizio guinzio
Leggendo l'ultima discussione sull'araldica ecclesiastica mi sono ricordato che nell'araldica familiare, oltre a famiglie che nei secoli hanno conservato lo stesso stemma o arme ve ne sono numerose che ne hanno alzato due(vecchia/moderna) o più(prima/seconda/terza etc.), ma sempre conservando memoria di tutte. Idem nell'araldica militare. Anche nel caso Basilica Ostiense mi sembra che la memoria della antica arma non venga cancellata e pertanto il problema segnalato da cari amici mi sembra superabile, purchè non si cancelli nulla del passato ma si aggiunga la nuova. Un caro saluto,
Re: Arma antica arma nuova

Inviato:
giovedì 11 marzo 2010, 15:46
da Franz Joseph von Trotta
fabrizio guinzio ha scritto:(...) la memoria della antica arma non venga cancellata e pertanto il problema segnalato da cari amici mi sembra superabile, purchè non si cancelli nulla del passato ma si aggiunga la nuova. Un caro saluto,
Beh dipende da che valore si da all'araldica se di mera "memoria archeologica" da cogliere solo su manufatti passati, o testimonianza secolare che mantiene la sua funzione viva attraverso i secoli. L'uso degli stemmi potrebbe essere abolito, o estinguersi del tutto, e continuerenno comunque a vedere quelli antichi.
Personalmente ritengo che, quale che sia la "qualità simbolica" di uno stemma - soggetta a valutazioni del tutto personali - ormai consolidato da secoli, sia preferibile la sua scrupolosa conservazione rispetto a "miglioramenti" che di fatto cancellano l'uso vivo di una testimonianza solida e secolare.
Non è una regola inderogabile ma è la pratica principale dell'araldica.
Con il metodo "sostitutivo", allora, gran parte del patrimonio araldico che ci è stato tramandato sarebbe da sostituire. Magari ad ogni generazione.
Ciao,
F.
Re: Arma antica arma nuova

Inviato:
venerdì 12 marzo 2010, 16:07
da fabrizio guinzio
Carissimo Franz, il tuo timore è comprensibilissimo, ma penso di poterti rassicurare. Osservando l'araldica a cominciare da quella familiare, il caso Capodilista(hanno alzato tanti stemmi familiari che gli Emo hanno aggiunto per alleanza matrimoniale solo il cognome senza dividere lo scudo con alcun'arme capodilistana, se rammento bene) è un'eccezione che conferma la regola tramandatoria. Per la giurisdizione ecclesiastica, la suddivisione diocesana è molto più conservatrice di quella civile e per tale particolare motivo attentamente esaminata dagli storici e per l'araldica ecclesiastica mi sembra si possa asserire la stessa cosa. Se andiamo al caso che mi ha fatto ricordare il fatto araldico arma antica e arma moderna ed il fatto arma ...alias ...alias...alias...etc., gli stemmi precedenti vengono tramandati non solo nei manufatti araldici ma anche negli scritti araldici, un eventuale stemma(o eventuali) precedente viene sempre tenuto vivo e presente, viene sempre ricordato. Un esempio: in una chiesa ho trovato la descrizione degli stemmi del prelato titolare e dello stemma dell'attuale pontefice, nel testo su quest'ultimo veniva descritta sia la vecchia mitra papale(che un tipo di mitria era) denominata tiara o triregno che la nuova tiara - triregno(le tre fasce rappresentano tre corone, la fascia - corona la trovi anche nel Dizionario Araldico Guelfi Camaiani) odierna. Una proposta per studiosi di araldica ecclesiastica(in primis il nostro carissimo don Antonio): mi viene da pensare che in ogni chiesa dovrebbe potersi reperire una descrizione/spiegazione del significato degli stemmi metallici che ornano la facciata. Ciao di nuovo,
Re: Arma antica arma nuova

Inviato:
venerdì 12 marzo 2010, 17:09
da Antonio Pompili
fabrizio guinzio ha scritto:Carissimo Franz, il tuo timore è comprensibilissimo, ma penso di poterti rassicurare. Osservando l'araldica a cominciare da quella familiare, il caso Capodilista(hanno alzato tanti stemmi familiari che gli Emo hanno aggiunto per alleanza matrimoniale solo il cognome senza dividere lo scudo con alcun'arme capodilistana, se rammento bene) è un'eccezione che conferma la regola tramandatoria.
Vero carissimo Fabrizio!
Come anche testimonia il meraviglioso codice permamenaceo B.P. 954 della Biblioteca Civica di Padova.
E oltre alla famiglia da te ricordata, potremmo citare casi di altre famiglie. Non poche altre e non meno note!
Per la giurisdizione ecclesiastica, la suddivisione diocesana è molto più conservatrice di quella civile e per tale particolare motivo esaminata dagli storici. Per l'araldica ecclesiastica mi sembra si possa asserire la stessa cosa. Se andiamo al caso che mi ha fatto ricordare il fatto araldico arma antica e arma moderna ed il fatto arma alias ...alias...alias...etc., gli stemmi precedenti vengono tramandati non solo nei manufatti araldici ma anche negli scritti araldici, un eventuale stemma(o eventuali) precedente viene sempre tenuto vivo e presente, viene sempre ricordato.
Certo! Mi si perdoni l'affermazione da cartellone pubblicitatio ma potremmo dire che uno stemma è per sempre! anche quando viene sostituito da altra versione, fosse questa addirittura completamente diversa dalla precedente. Sempre stiamo parlando di una incancellabile testimonianza storica legata inscindibilmente a un nome, anche se in un arco di tempo ormai concluso.
Un esempio: in una chiesa ho trovato la descrizione degli stemmi del prelato titolare e dello stemma dell'attuale pontefice, nel testo su quest'ultimo veniva descritta sia la vecchia mitra papale(che un tipo di mitria era) denominata tiara o triregno che la nuova tiara - triregno(le tre fasce rappresentano tre corone, la fascia - corona la trovi anche nel Dizionario Araldico Guelfi Camaiani) odierna. Una proposta per studiosi di araldica ecclesiastica(in primis il nostro carissimo don Antonio): mi viene da pensare che in ogni chiesa dovrebbe potersi reperire una descrizione/spiegazione del significato degli stemmi metallici che ornano la facciata. Ciao di nuovo,
La tua proposta è degna di nota carissimo amico!
Anche se aggiungerei che di per sé la "descrizione/spiegazione" di uno stemma non è corredo essenziale allo stemma stesso. Questo perchè in sé lo stemma è esplicativo di qualcosa: è la rappresentazione grafica del nome (come ama definirlo il nostro Istituto).
E tuttavia l'araldica ecclesiastica contemporanea - anche personale e non solo corporativa - oggi tende a privilegiare, per la composizione di nuove armi, scelte in base a criteri di ordine simbolico-teologico, spirituale e pastorale. Così poter accedere facilmente all'illustrazione delle precise motivazioni di simili scelte può essere di notevole interesse oggi, e ancor di più potrà essere dato documentario importante in futuro. Del resto per la genesi di molte (moltissime) armi di antica creazione - salvo ad esempio il caso di armi parlanti - oggi non possiamo nemmeno immaginare le motivazioni, per il semplice motivo che queste non sono state trasmesse o sono andate perse.
Non sarebbe dunque male poter disporre della descrizione esplicativa di cui parli nelle stesse cattedrali e altre chiese dove sono innalzate targhe araldiche dei vescovi diocesani (o, in Roma, dei Cardinali titolari). D'altra parte in molti siti diocesani (italiani e non) questo "servizio" è offerto.
Ma se posso plaudire all'interessante tua proposta, purtroppo non ho il potere di darle valore operativo (il massimo che potrei fare, almeno per ora, è quello di consigliare la cosa a un paio di amici vescovi....).
Re: Arma antica arma nuova

Inviato:
venerdì 12 marzo 2010, 17:16
da fra' Eusanio da Ocre
...beh, carissimi, il vecchio frate sa che numerosi sacri edifici di tutt'Italia, e anche di fuori, spontaneamente offrono (in dono o in acquisto) ai visitatori opuscoli e/o libri di respiro più o meno ampio, che permettono di avere un inquadramento storico-artistico del monumento...
...la proposta del nostro ottimo Fabrizio potrebbe rientrare in codesto filone: unica differenza, il contenuto araldico...
...non mi pare cosa che contravvenga ad alcun genere di disposizione vigente, nè che sia da assoggettarsi a "permessi" di particolare impegno o respiro...
...basterebbe iniziare a farla, reputo!
Bene

valete
Re: Arma antica arma nuova

Inviato:
venerdì 12 marzo 2010, 17:33
da fabrizio guinzio
Carissimi, il codice padovano citato da don Antonio mi sembra confermare un detto: "l'araldica è la più esatta delle scienze ma la più ricca di eccezioni!" I Capodilista sono quindi in buona compagnia! Grazie dell'attenzione, un caro saluto,
Re: Arma antica arma nuova

Inviato:
venerdì 12 marzo 2010, 19:27
da Franz Joseph von Trotta
Cari Fabrizio, Antonio e Frate,
che in araldica vi siano numerosi casi di sostituzione e di "coabitazione" a fronte però di un'assoluta e maggioritaria stabilità è cosa nota. Ma il discorso iniziato e interrotto non era questo, cioè non era "storico".
L'obiezione nata da un caso specifico presentato da Antonio nella discussione chiusa, può ampliarsi valutando se oggi sia opportuno e utile sostituire uno stemma di un'importante istituzione, che sia stabile da secoli, diffuso, e quindi conosciuto. Ergo, pienamente rappresentativo e araldicamente efficace.
Il mio parere, come si diceva è no, sebbene chi ha la proprietà giuridica sullo stemma, in teoria può fare quel che vuole. A mio avviso totale disponibilità sullo stemma ne ha la sua famiglia o la sua persona. Un ente sia religioso o civile dovrebbe avere qualche remora in più. Chi lo regge infatti lo fa pro tempore, amministra un bene, una tradizione, un patrimonio che non è di sua proprietà.
Il senso pieno di una comunità, a mio avviso, non è solo il legame che ci tiene uniti ai nostri contemporanei ma anche a quanti ci hanno preceduti e a quelli che verranno dopo di noi.
Quindi, è certo che lo stemma vecchio non scompare, come dicono Fabrizio e Antonio, ma muore, diventando solo memoria, un mero suppellettile da catalogare.
Si interrompe quindi la funzione vitale di quell'insegna, di rappresentare quell'ente perchè lo rappresenta da sempre essendoci stato tramandato senza interruzione. Personalmente, specie nella nostra epoca, ove tutto è labile, volatile, ritengo che onorare e rispettare l'opera del tempo sia un valore incommensurabilmete superiore a tutte le eventuali qualità degli aggiornamenti possibili e immaginabili.
Non a caso la "conservazione" e la "tutela" delle testimonianza del passato si sono imposte proprio nella modernità. Eliminare araldica antica ma "ancora viva", da araldista appassionato quale sono, è per me un peccato.
Detto quanto credo, nel modo più soft possibile - che la suscettibilità qui è sottile come vetro -, c'è una evidente ragione anche pratica, il rischio è che ad ogni "reggente" corrisponda uno stemma dell'ente creato a suo gusto e, quindi, una sorta di schizzofrenia araldica.
Che fare se ad ogni nuova amministrazione un comune mutasse stemma per i gusti dell'assessore di turno? Se l'ha fatto il mio predecessore perchè non io. Nel volgere di un secolo, allora, non si potrebbero avere almeno tre, quattro o cinque stemmi?
Cari saluti.
F.