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Il Giglio di Francia: usi o abusi

Inviato:
sabato 5 dicembre 2009, 23:33
da AndreaSperelli
Gentili Amici,
il giglio di Francia viene ampiamente usato negli stemmi che ho potuto vedere qua e là nel nostro bel paese, in particolare si notano spesso capi di Angiò, mentre un caso particolare è quello dello stemma dei Farnese, in cui l'elemento principe è proprio il gilgio. Se confrontiamo lo stemma dei Farnese e quello usato dai Borbone di Francia notiamo che i colori del campo e dei gigli sono semplicemente invertiti!
Conoscete altri casi in cui uno stemma si è così fortemente "ispirato" a quello della casata francese ?

A.S.
Re: Il Giglio di Francia: usi o abusi

Inviato:
domenica 6 dicembre 2009, 19:47
da Antonio Pompili
Caro Andrea, esistono così tanti stemmi con gigli, spesso proprio in numero di tre, d'oro e su campo azzurro (oltre al caso del capo d'Angiò da te giustamente richiamato) che non è sempre facile sapere quando si tratti di un uso per concessione o per imitazione - nei casi in cui un collegamento ci sia davvero - di quello della casa reale francese.
Casi più o meno documentati di un uso per concessione non mancano, anche per diversi stemmi italiani.
Ma vorrei citare qui un caso molto interessante di imitazione di cui parla il caro amico Maurizio Gorra in un articolo comparso su Cronaca Numismatica n. 78 (1996): è il caso del luigino, la nota moneta di piccolo modulo, d'argento. La moneta riproduceva nel diritto il ritratto del re e nel rovescio lo stemma con i tre gigli. La piccola moneta trovò grande favore in Oriente, dove in particolare le donne la apprezzavano a tal punto da realizzarvi dei monili. Per questo tanti piccoli principati francesi cominiciarono a coniare monete molto simili, recanti un ritratto di fantasia e lo stemma con piccole modifiche (dove un lambello, come nel caso degli Orlenas, dove altre piccole figure). L'imitazione prese piede altrove in Europa, soprattutto laddove erano più abbondanti i commerci con l'Oriente, come a Genova. Tra le famiglie che nel periodo di diffusione del fenomeno (siamo nel 1660-1670) cominciarono a coniare simili monete possiamo ricordare: i Centurioni, i Malaspina, gli Spinola, i Seborga (anche gli abati di Lerins) e i Doria. Questi ultimi in particolare produssero delle monete dove in luogo dei tre gigli francesi comparivano tre piccole aquile, disposte in tal modo che le ali aperte e il collo con la testa richiamassero molto da vicino i petali stilizzati del fiore araldico, mentre la coda dei volatili era molto vicina alla forma del petalo inferiore. Si trattava di una imitazione che, complici le piccole dimensioni delle figure dello stemma nel rovescio, riproduceva le aquile proprie dello stemma di famiglia, richiamando al contempo - tanto da potersi confondere con esso - lo stemma con i tre gigli di Francia.
Descrizioni di queste monete e anche immagini fotografiche di esse possono trovarsi sulla stessa rivista specialistica di numismatica nei numeri 61 e 63 del 1995.
Re: Il Giglio di Francia: usi o abusi

Inviato:
domenica 6 dicembre 2009, 20:16
da Tilius
5 soldi tornesi, meglio noti come Luigino per il Levante, battuti da Filippo Spinola, conte di Tassarolo, a nome della moglie, Livia Centurioni Oltremarini, ad imitazione del dodicesimo di scudo di Anne-Marie d'Orléans-Montpensier, principessa di Dombes. ![thumb [thumb_yello.gif]](./images/smilies/thumb_yello.gif)
Re: Il Giglio di Francia: usi o abusi

Inviato:
lunedì 7 dicembre 2009, 12:46
da fra' Eusanio da Ocre
Ottima immagine, carissimo!
Qui sì che si può, anzi si deve, parlare di "abuso" dei gigli francesi: si tratta, com'è evidente, di un loro riciclaggio improprio e a fini di lucro da parte di chi non era autorizzato ad usarlo.
Motivi che non si ravvisano minimamente, invece, nel caso dello stemma dei Farnese, e per il quale il termine fra virgolette è del tutto erroneo e inadatto.
Bene

vale
Re: Il Giglio di Francia: usi o abusi

Inviato:
lunedì 7 dicembre 2009, 15:15
da San Marco
Nel 1171 Luigi VII il Giovane della stirpe dei Capetingi, Re dei Francesi, portò ufficialmente quale propria insegna lo scudo azzurro gigliato, cioè seminato di gjgli d'oro che solamente Carlo d'Angiò, molto più tardi ridusse a tre,
Ai tempi dell'impero Romano in una medaglia di Adriano rappresenta la Gallia fatta persona chea dona un giglio all'imperatore.
Che sia un caso che tale simbolo floreale sia già presente in una iconografia "francese" già da quel tempo?
Re: Il Giglio di Francia: usi o abusi

Inviato:
lunedì 7 dicembre 2009, 15:28
da fra' Eusanio da Ocre
Beh, una leggenda vuole che i
tre gigli siano la versione "politicamente (ed esteticamente) corretta" dei tre rospi che saltarono fuori, o dentro, dalla tomba di Clodoveo...
...leggenda peraltro raccolta in terra asburgica tanto che uno stemma d'invenzione, modellato a tutto tondo su un monumento del Tirolo austriaco, è una partizione che reca a destra i
tre gigli e a sinistra i
tre rospi...
Bene

valete
Re: Il Giglio di Francia: usi o abusi

Inviato:
lunedì 7 dicembre 2009, 15:53
da Antonio Pompili
Interessante! Spero di vedere un giorno un'immagine di questo stemma d'invenzione.
Per il resto, una cosa è certa: il giglio - in forma molto simile a quella diffusasi nell'Europa Occidentale Medievale - come emblema, e anche, specificamente, come emblema di dignità e potere regale, ha conosciuto usi antichissimi, anche in Medio Oriente.
Ma rimanendo in ambito europeo, possiamo ricordare che nel secolo precedente a quello dell'imperatore Adriano, in parecchie statere alvernesi d'oro compariva sul rovescio uno splendido modello di giglio prearaldico. Anche se non è facile dire quale potesse essere, nell'ipotesi di un ruolo ulteriore rispetto a quello puramente ornamentale, la motivazione simbolica di questo elemento: emblema fondatore di quel popolo gallico? simbolo di libertà? emblema indicante sovranità?
Con questo possiamo dire che, al di là dei vari possibili riferimenti alla casa reale francese, sono stati lo stesso piacevole aspetto della figura e la gran diversità di valori simbolici di cui essa può essere portatrice, all'origine della sua diffusione negli stemmi un po' ovunque. Gli stessi motivi per cui probabilmente questo fiore aveva conosciuto grande fortuna anche molto tempo prima di cominciar ad esser racchiuso negli scudi che costituiranno i supporti delle rappresentazioni araldiche.
Re: Il Giglio di Francia: usi o abusi

Inviato:
lunedì 7 dicembre 2009, 16:10
da fra' Eusanio da Ocre
...e proprio

tu dimentichi i tanti e soavi significati che legano il
giglio (compreso quello araldico) a Colei che, se non avesse accettato di rinunciare alla propria volontà personale, oggi di fatto ti avrebbe reso un "senza lavoro"!?
Antonio Pompili ha scritto:Interessante! Spero di vedere un giorno un'immagine di questo stemma d'invenzione.
Essa è contenuta nell'apparato iconografico del bel volume di Franz-Heinz von Hye,
Wappen in Tirol - Zeugen der Geschichte. Handbuch der Tiroler Heraldik , Innsbruck 2004.
Bene

vale
Re: Il Giglio di Francia: usi o abusi

Inviato:
lunedì 7 dicembre 2009, 16:17
da Tilius
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:...leggenda peraltro raccolta in terra asburgica tanto che uno stemma d'invenzione, modellato a tutto tondo su un monumento del Tirolo austriaco, è una partizione che reca a destra i tre gigli e a sinistra i tre rospi...
Oh sì! Dove lo possiamo questo stemma?

Re: Il Giglio di Francia: usi o abusi

Inviato:
lunedì 7 dicembre 2009, 16:21
da Tilius
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Essa è contenuta nell'apparato iconografico del bel volume di Franz-Heinz von Hye, Wappen in Tirol - Zeugen der Geschichte. Handbuch der Tiroler Heraldik , Innsbruck 2004.
Da una rapida consultazione on-line apprendo che
nessuna 
delle biblioteche provinciali sudtirolesi ha il volume in questione...
Manco i libri in tedesco adesso tengono, 'sti mangiacrauti...
![thumb1 [thumbdown.gif]](./images/smilies/thumbdown.gif)
Re: Il Giglio di Francia: usi o abusi

Inviato:
lunedì 7 dicembre 2009, 16:33
da Antonio Pompili
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:...e proprio

tu dimentichi i tanti e soavi significati che legano il
giglio (compreso quello araldico) a Colei che, se non avesse accettato di rinunciare alla propria volontà personale, oggi di fatto ti avrebbe reso un "senza lavoro"!?
Antonio Pompili ha scritto:Interessante! Spero di vedere un giorno un'immagine di questo stemma d'invenzione.
Essa è contenuta nell'apparato iconografico del bel volume di Franz-Heinz von Hye,
Wappen in Tirol - Zeugen der Geschichte. Handbuch der Tiroler Heraldik , Innsbruck 2004.
No, no. Tranquillo caro Frate! non li dimentico.
Quei "tanti e soavi significati" che legano il giglio alla Vergine Santissima, sono anche alla base della presenza di questo fiore nel mio stemma. E mi è lieto ricordare questo proprio alla vigilia della Solennità dell'Immacolata Concezione.
Per non dire del fatto che - come tu sai meglio di me - proprio le valenze mariane del giglio furono forse uno dei principali motivi dell'imporsi della figura come emblema araldico del regno di Francia.
Nel ringraziarti per l'ottima citazione bibliografica mi è lieto concludere questo mio intervento con l'immagine di uno dei numerosissimi stemmi ecclesiastici in cui, nel passato come nel presente, un giglio è assunto come figura di evidente significato mariano e, specificamente, come riferimento alla Vergine Immacolata (soprattutto, chiaramente, da dopo la proclamanzione del Dogma da parte del beato Pio IX nel 1854). Si tratta dello stemma di Mons. Théodore Joseph Gravez, nominato Vescovo di Namur proprio l'8 dicembre del 1867. Interessante è notare che il giglio è rappresentato nella variante del fiorentino:
d'azur à une fleur de lis florencée d'argent accompagnée de douze étoiles d'or posées en rond. Motto: MARIA IMMACULATA.

Re: Il Giglio di Francia: usi o abusi

Inviato:
lunedì 7 dicembre 2009, 20:18
da San Marco
" Da una rapida consultazione on-line apprendo che nessuna delle biblioteche provinciali sudtirolesi ha il volume in questione" scrive Tilius, ma fortunatamente in quella mia tale testo è presente.
Non ho ben capito però quale immagine del volume di Franz-Heinz von Hye, Wappen in Tirol - Zeugen der Geschichichte dal sottotitolo Handbuch der Tiroler Heraldik debba immettere.
Re: Il Giglio di Francia: usi o abusi

Inviato:
venerdì 11 dicembre 2009, 15:08
da San Marco
Ecco la rappresentazione dell' unione rospi-gigli tratto dal Wappen in Tirol (figura 70) come suggerito dalla super memoria del nostro fra' Eusanio da Ocre.

Re: Il Giglio di Francia: usi o abusi

Inviato:
venerdì 11 dicembre 2009, 15:22
da fra' Eusanio da Ocre
Grazie, carissimo, per la
super-memoria, o

meglio per la

presunta tale...
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:...tanto che uno stemma d'invenzione, modellato a tutto tondo su un monumento del Tirolo austriaco, è una partizione che reca a destra i tre gigli e a sinistra i tre rospi...
...le vere "super-memorie" non invertono
destra con
sinistra...
Bene

vale
Re: Il Giglio di Francia: usi o abusi

Inviato:
venerdì 11 dicembre 2009, 15:59
da San Marco
In questo caso possiamo dire che è una memoria visiva e non araldica....