nel frontespizio che si vede c'è un chiaro omaggio agli usseri di Napoleone, e a me è venuto in mente che Gioacchino Murat (comandante della cavalleria del Corso, oltre che cognato più o meno affezionato) era un notevolissimo cavaliere, aveva il talento vero, il tatto del cavaliere.
Quindi, vista la piega chiaramente piaggeristica (si dice??) della composizione, mi pareva quasi di sentire l'intento di compiacere un intenditore (come Murat appunto) con quel cavallo così poco araldico nelle forme ma così perfettamente realistico nel rendere il tipo equino ideale per un cavaliere militare dell'epoca.
Se notate, non è un cavallino stilizzato, è proprio un vero cavallo con una bellissima incollatura ed una groppa ben muscolata, soltanto messo in posa ....araldica


si arriva in cielo
