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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 11 luglio 2006, 16:46

mcs ha scritto:Beh...ad inizio '500 in toscana, le brisure :? ...(omissis)...


Condivido in pieno la tua perplessità.

Già dal XIV secolo gli stemmi di numerose famiglie toscane vennero assoggettati a rifacimenti dovuti a questioni di appartenenza politica: ma mai nessuno si è sentito di definirli brisure, a ribadire che si tratta di un'abitudine estranea alle nostre usanze.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 11 luglio 2006, 18:37

Fabio Picolli ha scritto:invece quest'arma da dove trae origine?
fabio
Immagine


Sull'origine delle armille in generale, la tradizione più accreditata vede in essere le lontane discendenti dei braccialetti femminili dell'antica Roma: la loro forma molto aperta, e l'essere ripetute in numero entro lo stemma, sarebbero la conferma di tale ipotesi.

In particolare, la ripetizione l'una dentro l'altra (caratteristica delle armille) riporterebbe sulla bidimensionalità dello scudo la "sequenza" dei braccialetti che l'uno sull'altro ornavano la beltà delle più ricche donne romane.

Circa le armille albizziane, invece, il vecchio frate ammette di :oops: non avere informazioni specifiche per poterti rispondere.

Ma ha :idea: un'idea per :P tentare di spiegare il "terzo coso tondo col forellino" di quest'esemplare.

I toscani, in passato (e grazie al fatto che la terminologia blasonica non era ancora sufficientemente stabilita e consolidata), avevano una bella fantasia nel definire non solo le figure di uno stemma, ma addirittura l'intera arma.

Il troncato composto solo da due smalti era definito balzana: lo stemma di Siena ne è l'esempio più noto.

Lo stemma degli Albizzi era definito bersaglio.

Osserva ora la bella foto fatta da mcs.

E dimmi, caro Fabio, se la scenetta che il vecchio frate si :oops: permette :oops: di "romanzare" è davvero così peregrina.
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Luca Albizzi: "Mastro petraro, mi raccomando lo stemma, che sia ben grande e ben fatto!".
L'artigiano scalpellino: "Messere, statene certo. Ma verbigrazia mi ripetete com'ha da esse?".
L.A.: "Come, mastro meo!? Ignori tu dunque il bersaglio della famiglia mia?".
L'a.s.: "No, :oops: no... non fia mai, signor mio...".
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...e :wink: l'imbarazzata risposta del mastro scalpellino nascondeva il punto interrogativo di un dubbio grosso come una casa, che il buon uomo pensò bene di trasformare in quel che vediamo.

Scusa la scenetta da :roll: copione di avanspettacolo delle righe qui sopra... ma forse la realtà non è andata poi molto diversamente! :wink:

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Messaggioda mcs » martedì 11 luglio 2006, 20:02

In quello stemma io continuo a vederci i tre circoli... :roll: ...per cui approvo la scenetta romanzata :lol: (anche se "l'Albrizi e mastro scalpellino" dovevano espremersi con un linguaggio un pò meno romanesco :wink: ...

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 11 luglio 2006, 20:21

...com'ha da esse è :evil: genericamente centroitalico in italiano medievalmaccheronico...

...e a parte le :roll: sfumature dialettali, se per terzo circolo intendi il "centro del bersaglio" siamo d'accordo...

...e poi gli Albrizi non avevano tre armille...

...anzi, alzavano tutt'altra arma! :lol:

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Messaggioda Aesculapius » martedì 11 luglio 2006, 21:03

:cry: ahimè tapino! nessuno mi crede perchè sono piccolo e nero :cry:

Il "dizionario araldico" di Guelfi Camaiani (che io porto sempre con me nel taschino della giacca insieme alla pochette !) alla voce

ARMILLE: anelli posti nell'arme l'uno dentro l'altro in numero di due o tre. Il Manno non registra questo vocabolo. vedi CIRCOLI

CIRCOLI:grandi anelli che si ritrovano nell'arme in numero di due o tre l'uno nell'altro
Albizzi (Pisa): d'oro a tre circoli l'uno nell'altro di nero
Albizzi (Firenze): di nero a due circoli l'uno nell'altro d'oro
Abbadessa (Firenze): d'argento a tre circoli l'uno nell'altro di nero


Orbene proprio brisura per motivi cronologici/geografici non si può definire ma secondo voi è tutto merito del caso se due famiglie con il medesimo cognome e della stessa area geografica usino due stemmi che per numero di "robba" e colore sembrano essere l'uno il richiamo dell'altro ?
Secondo me gatta ci cova... 8)
Senza dubbio alcuno: il "buco con la pietra intorno" al centro dello stemma è la terza armilla !!! :roll:

Saluti

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 11 luglio 2006, 21:11

Aesculapius ha scritto::cry: ahimè tapino! nessuno mi crede perchè sono piccolo e nero :cry:

Calimero in greco è nome dal :wink: significato positivissimo.

Il "dizionario araldico" di Guelfi Camaiani (che io porto sempre con me nel taschino della giacca insieme alla pochette !)

...il Tribolati è 8) più sottile ed occupa meno spazio!

...(omissis)...Orbene proprio brisura non si può definire ma secondo voi è tutto merito del caso se due famiglie con il medesimo cognome e della stessa area geografica usino due stemmi che per numero di "robba" e colore sembrano essere l'uno il richiamo dell'altro?

Difatti non è affatto un caso.
É lo stemma diverso-ma-non-troppo di una famiglia affine.


Secondo me gatta ci cova... 8)

Lascia che sian le 8) galline a covare...

Senza dubbio alcuno: il "buco con la pietra intorno" al centro dello stemma è la terza armilla !!! :roll:
Saluti
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Beato te che nel :shock: forellino ci vedi un buco!

...e se fosse semplicemente il progenitore di uno dei due :shock: occhioni di questa sconcertata emoticon? :lol:

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Messaggioda mcs » martedì 11 luglio 2006, 21:22

Aesculapius ha scritto:CIRCOLI:grandi anelli che si ritrovano nell'arme in numero di due o tre l'uno nell'altro
Albizzi (Pisa): d'oro a tre circoli l'uno nell'altro di nero


Questa notiziola mi piace molto :D !

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Messaggioda Aesculapius » martedì 11 luglio 2006, 21:26

Rabbì Eusanio,
quel forellino è troppo evidente per essere ciò che resta di un compasso pur volendo ipotizzare attriti ed artigiani maldestri... è probabile che il centro dello stemma sia stato usato anche come punto di appoggio per il compasso... ma "anche" non esclusivamente... il "punto" è che ormai il buon artigiano aveva capito che se avesse fatto il forellino più grosso avrebbe creato un" armilla più "chiara" ma avrebbe prodotto un arma con le varie armille sproporzionate tra loro... il rimedio sarebbe stato peggiore del malanno...

e tanto per continuare la chiacchierata cinquecentesca...

Artigiano: messere che ne pensa dell'arma ?
Albizi: mmmm... ma sono due o tre stè armille? sembra quasi lo stemma dei parenti di Fiorenza
Artigiano: messere vuole che lo rifacciamo ?
Albizi: nooooo... chi vuoi che se ne accorga :shock:

E vissero tutti felici e contenti...

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P.S.: la scenetta di Fra' Eusanio è più divertente lo ammetto :roll:
Ultima modifica di Aesculapius il martedì 11 luglio 2006, 22:51, modificato 3 volte in totale.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 11 luglio 2006, 21:26

mcs ha scritto:
Aesculapius ha scritto:Albizzi (Pisa): d'oro a tre circoli l'uno nell'altro di nero

Questa notiziola mi piace molto :D !
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...anche perchè hai certamente notato l'inversione di smalti rispetto all'arma dei "cugini" fiorentini! :wink:

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Messaggioda Fabio Picolli » mercoledì 12 luglio 2006, 13:49

caro frate
anche secondo me è più probabile che l'arma appartenga ai cugini pisani!
se le armille fossero state due, la terza centrale sarebbe stata tolta!
e lo sarebbe stata anche e soprattutto se lo scalpellino avrebbe sbagliato!in una scultura la cosa "facile" è togliere!
e poi se quel foro fosse stato il prunto di appoggio per un compasso o simile non sarebbe stato più piccolo?meno evidente?
e poi non conosciamo gli smalti dello scudo!
fabio
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Messaggioda FML » mercoledì 12 luglio 2006, 16:57

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
mcs ha scritto:Beh...ad inizio '500 in toscana, le brisure :? ...(omissis)...

Condivido in pieno la tua perplessità.

Già dal XIV secolo gli stemmi di numerose famiglie toscane vennero assoggettati a rifacimenti dovuti a questioni di appartenenza politica: ma mai nessuno si è sentito di definirli brisure, a ribadire che si tratta di un'abitudine estranea alle nostre usanze.
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La penso come voi, miei gentili ed eruditi amici :D!!
Quando ho chiesto se l'aggiunta di un'armilla potesse essere considerata una sorta di brisura, intendevo dire quello che si è poi evidenziato nelle riflessioni e negli interventi successivi.
Forse parlare di brisura in Toscana (come in quasi tutta Italia, tranne la Savoia!) nei primi del sec. XVI è fuori luogo, come dice la mcs :mrgreen:.
Dire però "modifica" di uno stemma più famoso (e certamente più aristocratico) per questioni di necessità politica, omonimia, discendenza laterale e/o quantaltro, credo che sia più che plausibile e lecito. Ciò è, infatti, riscontrabile in più di qualche famoso stemma nostrano.
In questo caso, se di errore artigianale non si tratta, reverendo e caro Fra' Eusanio :lol:, propendo anch'io per attribuire quest'arma agli Albizzi di Pisa....anche se scientificamente quest'affermazione necessiterebbe di un riscontro genealogico :roll:.
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Ultima modifica di FML il giovedì 13 luglio 2006, 8:31, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda mcs » mercoledì 12 luglio 2006, 18:24

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:...omissis...

...propendo anch'io per attribuire quest'arma agli Albrizzi di Pisa....anche se scientificamente, quest'affermazione, necessiterebbe di un riscontro genealogico :roll:.
Ferrante


Oppure un riscontro documentale sui carteggi pretorili :? ...o la presenza di Lorenzo Albrizzi come Capitano presso una cittadina limitrofa sul cui Palazzo sia stato apposto un altro esemplare del suo stemma :P !

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Messaggioda Fabio Picolli » mercoledì 12 luglio 2006, 19:46

guardate un pò cosa ho scperto grazie al nostro Davide Shamà :wink: :

Lorenzo (* 10-8-1445 + 2-4-1525), Podestà di Montale nel 1493, Podestà di Belforte e di Dicomano nel 1495, Podestà di Livorno nel 1500, Podestà di Lari nel 1502, Podestà di Scarperia nel 1504, Podestà della Montagna Pistoiese nel 1506 e 1512.
= 1470 Luisa, figlia di Stefano Bartolini

e indovinate di chi era figlio?

Lucantonio (* 1-8-1411 + ?), Commissario Generale di Pisa nel 1437, Soprastante delle Stinche nel 1440, Podestà di Palaia nel 1447, Podestà di Belforte nel 1453, Podestà di Civitella nel 1453, Podestà di Livorno nel 1460 e 1469, Podestà di Pescia nel 1462, Podestà di Castrocaro nel 1465, Podestà di Lari nel 1467, Podestà di Cascia nel 1468, dei XII Buonomini nel 1454, dei Priori delle Arti nel 1463, degli VIII di Guardia e Balìa nel 1464, Gonfaloniere di compagnia nel 1468.
a) = 1431 Maddalena, di Tardello Geroldi (+ 1437);
b) = 1438 Nanna, figlia di Piero Rucellai (+ 20-8-1484).

Lorenzo era figlio della seconda moglie di Lucantonio!

http://www.sardimpex.com/degli%20Albizzi/albizzi6.htm

potrebbero essere la stessa persona?
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Messaggioda Fabio Picolli » mercoledì 12 luglio 2006, 19:49

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:É il suo "prolungamento" datato 1513 (o 1512, non distinguo bene): succedeva spesso che un personaggio chiamato o richiamato alla carica podestarile, "riciclava" :roll: come proprio lo stemma di famiglia che il predecessore gli aveva lasciato...

...i :twisted: problemi di bilancio non sono un'invenzione moderna! :wink:

Bene :D vale


quindi quella data incerta potrebbe essere il 1512!
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Messaggioda mcs » mercoledì 12 luglio 2006, 20:17

T.G.Cravarezza ha scritto:Immagine


Beh... :roll: ...direi che 1912 è proprio la data della seconda targa (anche considerando la centratura delle cifre nello spazio della pietra) :) !

E direi che di Lorenzo di Lucantonio che siano stati Podestà della Montagna Pistoiese nel 1506 e 1512 non ve ne possono essere due :D !

Quindi..."GRANDE" Fabio Picolli :P !

mcs

P.S. e, naturalmente, GRANDE Davide Shamà :wink: !
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