Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini
Grimaldi ha scritto:Signor Conti,
lei è davvero molto simpatico ed ha spirito.
Signor Grimaldi, grazie per l'apprezzamento, forse avrebbe dovuto leggere tutto il post in quella chiave... ho aggiunto un po' di faccette buffe per dare il senso del mio intervento, ma forse non erano abbastanza.
Ovviamente non intendevo essere sgarbato ed antipatico, ma sembra che ormai io appaia così.
No, mi creda, non ho percepito il suo intervento come sgarbato o antipatico
Volete affermare che uno stemma contemporaneo abbia valore "storico" ed equipararlo ad uno stemma usato da secoli?
E' una vostra "opinione" perchè non è tale a mio avviso.
Perchè mi da del Voi? ... Grimaldi... scriviamo tutti e due su questo Forum da un po' di tempo... e poi il Moderatore è lei, emm... siete Voi! Battuta a parte, lei accomuna il mio pensiero a quello di altri, ma forse questi pensieri non sono così coincidenti...
Per esempio, io non nego e non parifico affatto... il valore storico di uno stemma dei Valperga, non lo posso paragonare al mio per il passato che quello stemma può testimoniare e per il valore probatorio che può avere (per esempio) in tanti campi della storia e della storia dell'arte.
Come stemma, come insieme di figure araldiche (in senso lato) e di smalti, ha lo stesso valore del mio.![]()
Volete piegare l'araldica, che è una scienza, ai vostri gusti, alle mode ed agli usi magari medievali?
E' una vostra "opinione".
Anche qui, parlo per me. Mi pare che l'araldica sia stata ampiamente piegata ai gusti ed alle mode, da sempre. Il bello dell'araldica è anche quello! Certo poi c'è dell'araldica che a me piace, ed altra che a me non piace, così come c'è dell'araldica che è unanimemente giudicata male, ma è questione, comunque di gusto, di mode, di tempi.
A me piacciono molto i concetti che esprimeva mons. Heim, non li impongo, ma li preferisco e, se devo giudicare giudico, come chiunque altro può fare, naturalmente. Come si vede è proprio una mia opinione
Volete ignorare il percorso storico e le regolamentazioni che si sono succedute nei secoli e che sono state alla fine adottate?
E' una vostra "opinione".
Parlo ancora per me. No, io non nego affatto il percosro storico e le regolamentazioni, per quanto può arrivare la mia conoscenza della materia (), io riconosco tutta l'evoluzione storica dalla bandiera, il sigillo, il marchio, fino alla disposizione transitoria della Costituzione della Repubblica Italiana. Il mio sforzo è solo quello di conoscere la materia, perchè il riconoscere il percosro storico le regolamentazioni non mi costa alcuno sforzo, una volta conosciute).
Voi, signori, siete ovviamente liberi di fare quello che credete, ma non per questo avete ragione.
Come avrà visto, caro Grimaldi, è lei che non ha ragione di imputarmi ciò che non penso, ma sono sicuro che tutto ciò dipende solo dalla mia incapacità di esprimere correttamente il mio pensiero.
Avrà anche capito che io ho delle opinioni e che non pretendo di imporle a nessuno, ma che ho anche delle convinzioni derivanti da quel po' di studio della materia che ho potuto compiere, convinzioni che propongo al dibattito ben consapevole del fatto che possono venire confutate da altri studiosi della materia.
Ed inoltre: basta disegnarsi ed usare "in pubblico" uno stemma perchè questo diventi ufficiale?
Cos'è? "Usocapione araldico"?
Sì.Mi spiego. Se non ho letto male le disposizioni del Regno d'Italia, le ultime in vigore nel nostro Paese, il riconoscimento dello stemma di Cittadinanza veniva fatto a coloro che tra gli altri requisiti avevano già fatto uso di uno stemma (evidentemente non essendo riconosciuto, nè relativo ad alcun titolo nobiliare) da un certo numero di anni (peraltro un po' variabile). Evidentemente l'ordinamento del Regno riconosceva un qualche valore all'uso prededente al riconoscimento; magari anche solo come requisito per ottenere poi il successivo provvedimento per lo stato Cittadinanza.
Non dubito che il medesimo stemma, con questi passaggi di stato, possa aver acquistato maggiore tutela legale, così come il diritto d'essere impresso in qualche blasonario pubblico con tutte le conseguenze del caso. Cosa che non nego, e vorrei vedere altro che lo facessi.
Non è "pubblico" uno stemma solo perchè è noto. E' privato. La differenza è giuridica.
Direi (mooolto semplicisticamente) che è pubblico ciò che appartiene alla collettività, privato ciò che appartiene ai privati (o algi enti pubblici per contratti di diritto primvato, ma è altra questione). Come si regolavano (come si regolano) le Case regnanti relativamente al loro stemma che sia divenuto anche stemma dello Stato? Non è una domanda retorica, non lo so davvero![]()
Non è legalmente riconosciuto dallo Stato Italiano perchè non riconosce l'araldica personale e familiare.
Appunto. Quindi non c'è questione. Quando verrà introdotta (o reintrodotta) una qualche norma in materia nell'ordinemento italiano ne riparleremo, sulla base di quanto quella norma stabilirà.![]()
Non è "storico" perchè nella storia non appare (o si nota in qualche blasonario?).
Aspetto solo che qualcuno scriva una storia dell'Università e delle istituzioni studentesche...![]()
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Potremmo sottoineare però il valore "accademico" del suo stemma.
Accademico... diciamo universitario... sa come sono i Professori... ma io direi Goliardico se si usa questo termine privandolo (almeno una volta) del suo significato più retrivo di "sciocco", "grossolano", "demenziale", magari "un po' volgare".
Appena lei diviene vescovo o membro di qualche altra istituzione ufficiale e statale che riconosce ed usa gli stemmi allora potrà fare il paragone.
Naturalmente il mio paragone era concettuale: stemma creato ex novo da chi non lo possiede per meriti di qualche suo antenato, diciamo che il paragone era sentimentale, non giuridico![]()
Non se la prenda a male. Il suo stemma è molto interessante, ma non mi venga a dire che è storico o ufficiale.
Grimaldi ha scritto:Signor Rosario,
anche un "uso continuato all'interno della famiglia di appartenenza" potrebbe costituire una base di diritto (e come tale le ultime leggi approvate in materia lo permettevano, salvo accertamenti).
Ma lei crede che se una famiglia baronale, ad esempio, usava una corona comitale, ne aveva il diritto?
Non era un abuso perpetrato nei secoli? Fino a che poteva essere punito, sanzionato oppure, al massimo, consentito.....
Ma in uno Stato tutto ciò che non è in una posizione giuridica corretta è abusivo.
si arriva in cieloGrimaldi ha scritto:Signor Rosario,
(...)
Ma lei crede che se una famiglia baronale, ad esempio, usava una corona comitale, ne aveva il diritto?
Non era un abuso perpetrato nei secoli? Fino a che poteva essere punito, sanzionato oppure, al massimo, consentito.....
Ma in uno Stato tutto ciò che non è in una posizione giuridica corretta è abusivo.
si arriva in cieloantonio_conti ha scritto:la prova del nove?![]()
No di certo! Un semplice esercizio di blasonatura, utile per il singolo e per tutti...
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Io blasonerei il mio stemma in questo modo: partito d'oro e di rosso al gufo in maestà tra due rami d'alloro dall'uno all'altro.
I gufi sono sempre in maestà, non occorre blasonarlo... mentre occorre chiarire la posizione reciproca fra lui e i rami.
Il timbro: una feluca universitaria d'azzurro, bordata, frangiata, gigliata e nappata d'oro, con la piuma di struzzo bianca. L'"apocrifia" dei termini "feluca", "gigliata" e forse anche "nappata" è evidente e rientra nel discorso che abbiamo fatto poco fa.
Ok.![]()
Fatemi sapere e... non siate troppo cattivi, per quanto rigorosi non se ne potrà fare a neno![]()
Antonio Conti
si arriva in cielofra' Eusanio da Ocre ha scritto:
I gufi sono sempre in maestà, non occorre blasonarlo... mentre occorre chiarire la posizione reciproca fra lui e i rami.
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