Uno strano motto

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Re: Uno strano motto

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 20 marzo 2008, 17:20

Grazie a te del bell'esercizio blasonico.

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Re: Uno strano motto

Messaggioda Fritz » giovedì 20 marzo 2008, 18:46

Per motivi agricoli, non ho potuto seguire l'evoluzione delle blasonature di Curiosa, sotto la benevola, attenta guida di fra' Eusanio :)

Mi complimento vivamente per il successo dell'esercizio blasonico. Vorrei solo agggiungere due minime osservazioni.

1)
4) D’oro, a due fasce di rosso, i pezzi del primo caricati da tre uccelli di rosso, i pezzi del secondo caricati da sei losanghe vuote d’argento; al capo Savoia

Non mi pare che, a parte qualche stemma di città savoiarda, ci siano stemmi di famiglie con il capo di Savoia (come mi pareva di aver detto in occasione della discussione sull'araldica giovannita :)). Forse a Curiosa è sfuggito l'elenco dei personaggi di cui avevo mostrato l'arma: quella all'estrema destra della prima riga è di Domenico di Allemagna, ammiraglio degli Ospitalieri. Dunque il capo è di ... ? :2:

2) Confesso la mia ignoranza, ma non ho mai sentito parlare di un rastrello confinante :oops:
Comunque lo stemma Artois (il personaggio è Filippo d'Artois, conte di Eu) in ogni testo francese è descritto come D'azur, semé de fleurs de lys d'or, au lamble de gueules, chaque pendant chargé de trois châteaux d'or e, in inglese, France ancient, a label of three pendants gules, on each pendant three castles or. Il lambello viene disegnato indifferentemente in ambedue le forme, quella più "tradizionale" e quella "confinante". Negli armoriali antichi è usata quella "confinante".
Immagine
In altri armoriali più moderni, il lambello ha la forma "tradizionale".

Cari saluti :wink:
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Re: Uno strano motto

Messaggioda curiosa » giovedì 20 marzo 2008, 18:59

Non mi era sfuggito l'elenco dei nomi :wink: , ma allora che differenza c'è tra quel capo e questo? :

Capo di Savoia
Di rosso carico di una croce d'argento.
(Dal "Vocabolario araldico ufficiale", a cura di Antonio Manno – edito a Roma nel 1907)

Immagine
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Re: Uno strano motto

Messaggioda Fritz » giovedì 20 marzo 2008, 19:25

Nessuna differenza, ma
1) non ho evidenza di nessuna famiglia piemontese o savoiarda che abbia un capo di Savoia. Ovviamente posso sbagliare.
Ho però visto, ma non ora non saprei citarli, gli stemmi di alcune citta della Savoia che hanno il capo di Savoia
2) un ammiraglio dei Giovanniti ha un capo ... di Malta :)
Cari saluti :2:
Ultima modifica di Fritz il giovedì 20 marzo 2008, 19:36, modificato 1 volta in totale.
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Re: Uno strano motto

Messaggioda Fritz » giovedì 20 marzo 2008, 19:32

ecco una serie di stemmi delle città della Savoia
http://fr.wikipedia.org/wiki/Armorial_des_communes_de_la_Savoie
Aiguebelle, La Bridoire, Les Echelles, Montmelian e Yenne hanno un capo di Savoia :)
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Re: Uno strano motto

Messaggioda curiosa » giovedì 20 marzo 2008, 19:39

Allora blasoniamo così:

D’oro, a due fasce di rosso, i pezzi del primo caricati da tre uccelli di rosso, i pezzi del secondo caricati da sei losanghe accollate, confinanti e vuote d’argento; al capo di rosso, alla croce d'argento (Malta).
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Re: Uno strano motto

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 20 marzo 2008, 19:48

curiosa ha scritto:Non mi era sfuggito l'elenco dei nomi :wink: , ma allora che differenza c'è tra quel capo e questo? :
Capo di Savoia
Di rosso carico di una croce d'argento.

Nessuna.

Formalmente, il capo sabaudo è identico a quello melitense.

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Re: Uno strano motto

Messaggioda Fritz » giovedì 20 marzo 2008, 19:51

Brava :2:
Come fra' Eusanio ti potrà confermare, si può anche sinteticamente blasonare ... al capo di Malta
E' vero, non c'è nessuna differenza tra i due capi, ma numerose son le croci argentee in campo rosso e non tutte son di Savoia o di Malta :wink:
Mi scuso per la mia noiosa pedanteria, poco pasquale. Non succederà più :oops:
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Re: Uno strano motto

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 20 marzo 2008, 19:59

Fritz ha scritto:Brava :2:
Come fra' Eusanio ti potrà confermare, si può anche sinteticamente blasonare ... al capo di Malta

Esatto, carissimo.

E' vero, non c'è nessuna differenza tra i due capi, ma numerose son le croci argentee in campo rosso e non tutte son di Savoia o di Malta :wink:

Fuori dai capi è così...
...ma nei capi Savoia e Malta hanno scarsi "concorrenti"...


Mi scuso per la mia noiosa pedanteria, poco pasquale. Non succederà più :oops:

Evviva :P la pedanteria, invece, quand'è di questo genere!

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Re: Uno strano motto

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 21 marzo 2008, 16:36

Fritz ha scritto:1) non ho evidenza di nessuna famiglia piemontese o savoiarda che abbia un capo di Savoia. Ovviamente posso sbagliare.

Come :wink: ognuno di noi, carissimo Fritz!

E per la verità una famiglia piemontese 8) reca il capo dei Savoia...

...secondo A. Scordo (Il capo nelle armi gentilizie d'Italia, da "Istituzioni, Istituti ed Araldica nell'ancien régime", Atti del 4° Convivio della Società Italiana di studi araldici, Torino 4-5.7.1987, p. 102) si tratta dei Gabotto di Pinerolo, che dopo apposita concessione del 1933 pare ne abbiano fatto un utilizzo peraltro assai sporadico.

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Re: Uno strano motto

Messaggioda Fritz » venerdì 21 marzo 2008, 18:27

Ubi Angelus, Fridericius cessat :oops:

A mia parziale giustificazione devo dire che, a parte un cenno sul Dizionario Storico-Blasonico del di Crollalanza, non ho trovato traccia dei Gabotto in nessuno dei miei testi sacri, e neppure sul Patriziato Subalpino online, curato dal caro amico Angelo.

Chiedo comunque la vostra paterna comprensione :)
Fritz
 

Re: Uno strano motto

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 21 marzo 2008, 18:34

...vostra nel senso di Angelo, ovviamente!... 8)

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Re: Uno strano motto

Messaggioda Fritz » venerdì 21 marzo 2008, 18:47

Ora che ci penso... Forse si tratta della famiglia del celebre Ferdinando Gabotto, "re" della scuola genealogica piemontese, studioso di decine di cartari e ricostruttore di origini manfredinghe o arduiniche per molte famiglie :)
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Re: Uno strano motto

Messaggioda insubro » sabato 22 marzo 2008, 17:28

Buongiorno a tutti,ho trovato delle notizie interessanti sulla Fam.Gabotto in questo link
http://www.marcogabotto.it/araldica.htm

E ho pensato di riportarle su qusto topic;


Tratto da "Collegio Araldico", Roma, Corso V. E. 101, 1911

CENNO STORICO SULLA
NOBILE FAMIGLIA
GABOTTO

Questo ex-libris si trova sopra i volumi di una copia dell'Histoire des ordres monastiques, religieux et militaires, Paris, 1714, e su alcune altre opere possedute ancora oggi dalla famiglia.
Appartiene alla fine del sec. XVIII o al principio del XIX ed è probabilmente del nobil uomo Andrea Gabotto (1845) che fu poi maggiore di fanteria o di suo padre capitano Giuseppe (1808).
La prima menzione dei Gabotto in Italia risale alla prima metà del sec. XV, nella persona di un Giuseppe.
Risulta da un autorevole testimonianza sincrona, quella dello storico Giovanni Simonetta nella sua nota "Vita di Francesco Sforza", che la famiglia Gabotto era detta anticamente Von Kaboth: è quindi naturale che, passando di Germania in Italia, abbia cambiato il K in C, e, per influenza spagnola, in G, come si vede dai decreti spagnuoli dati a Sebastiano.
Il sopranominato Giuseppe venne in Italia, condottiero di 300 lancie, al servizio di Venezia, ed è ricordato come valoroso difensore di Brescia contro il Biscione Visconteo nel 1432.
Gli studi più recenti hanno assodato, contrariamente a quanto si credeva una volta, che i "capitani di ventura", o condottieri, non uscissero mai da umile condizione; appartenevano invece a famiglie già illustri e di antica nobiltà. Così lo Sforza era degli Attendoli, che dividevano coi Pasolini la signoria di Cotignola; Ruggero e Facino Cane appartenevano ad un ramo dei signori di Bassignana, Rosignano Monferrato, Valenza e Frassinello, discendenti da Manfredo camerario (tesoriere) di Carlo Magno; e persino il Camagnola si riattacca ai signori di Solere e di Verzuolo. Tanto più i condottieri che venivano in Italia dall'estero appartenevano nel loro paese originario ad alta nobiltà feudale, come il Von Landau, il Von Baumgarthen, etc.
Date queste circostanze, è chiaro che anche Giuseppe Von Kaboth doveva essere di nobile schiatta tedesca, e vi è qualche indizio per ricercarne lo stipite in una delle case landgraviali della Germania. Uno di tali indizi è appunto lo stemma, che si trova in un sigillo della fine del seicento (conservato ancora oggidì dalla famiglia) con gli emblemi gentilizi di rosso alla ruota della fortuna d'argento, sormontata dal leopardo d'oro, uguali a quelli moderni e corrispondenti allo stemma che il condottiero Giuseppe adottò venendo in Italia.
Da Venezia la famiglia emigrò a Mantova, al servizio dei Gonzaga; quindi passò a Casale, verso il 1700, sempre al servizio del duca di Mantova e di Monferrato; e, quando Casale fu ceduta a Vittorio Amedeo II, passò al servizio dei Savoia, trasferendosi al principio del secolo scorso a Torino.
Contrassero i Gabotto alleanze con altre nobili famiglie: gli Arrivabene, i d'Arco, i Volta, i Bruschi, i Belloni, i Gandolfi, i Marchisio, i Finazzi, i Danieli di Venzuolo, i Polliotti, i Benisson, i Valimberti di Cesole (ramo dei Visconti di Torino), i Fontana di Cravenzana, etc. Questa famiglia figura nella storia con personaggi insigni che le diedero illustro e decoro. Giovanni, il celebre viaggiatore, figlio di Giuseppe, che scoprì insieme col figlio Sebastiano nel 1946 San Giovanni e Primavista (America settentrionale), fu creato Ammmiraglio e investito da Enrico VII, re d'Inghilterra, con lettere patenti del 5 marzo 1496, delle terre da lui scoperte e da scoprirsi.
Sebastiano, secondogenito di Giovanni, anch'egli viaggiatore, scoprì la baia di Hudson e Terranova nel 1497, nel 1498 toccò l'Acadia, nel 1508 il Labrador e nel 1524 l'estuario a cui egli pose il nome di Rio de la Plata per il colore argenteo di quel fiume.
Fu piloto-mayor, carica equivalente a quella dell'ammiraglio, prima d'Inghilterra, poi di Spagna, e poi ancora d'Inghilterra, membro del Consiglio delle Indie e creato cavaliere dagli Speroni d'oro. Ai due viaggiatori si deve anche l'invenzione di quel sistema di navigazione che dal loro nome fu detto cabottaggio. Luigi, primogenito di Giovanni, fu quegli che trasportò la sua casa da Venezia a Mantova, e lo troviamo fra i gentiluomini alla corte ducale dei Gonzaga. Un altro Luigi, nipote del suddetto, venne inviato in missione a Firenze dal duca di Mantova. Giovanni segue il Gonzaga e passa quindi colla famiglia a Casale Monferrato.
Questa casa diede anche valorosi Capitani e continuò ad essere rappresentata per varie generazioni da ufficiali al servizio dei Savoia, fino al colonnello Francesco Giuseppe Telesforo, che prese parte a tutte le guerre per l'indipendenza, padre dello storico Ferdinando, attuale rappresentante della Casa.
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Re: Uno strano motto

Messaggioda insubro » sabato 22 marzo 2008, 17:41

Scusate,ma volevo anche aggiungere,in merito allo stemma di Umberto di Savoia,che oltre a quello della Famiglia Piccolomini di Siena,c'è una somiglianza anche con l'arma gentilizia della Famiglia Testa di Palermo:"D'oro all'aquila bicipite di nero linguata di rosso,coronata all'imperiale,carica di uno scudetto d'argento alla croce d'azzurro carica di cinque crescenti montanti d'argento".
Mi spiace ma non trovo da nessuna parte un disegno di tale stemma da poter inserire ..........
Buona serata.
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